FRA AMORE E INVIDIA

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"Quello che mi eccita negli uomini è immaginare di possedere quella caratteristica che li rende accattivanti. Dove finisce l'invidia e dove inzia l'amore?" L'esperto:"Lasciati andare. Dopo, l'amore".

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Ciao, sono un ragazzo di 21 anni, da due o tre anni ho capito di essere gay ma per ora non ho intenzione di fare coming out, almeno finchè non avrò relazioni con un altro uomo. Appunto finora non ho mai avuto relazioni, anche perchè non so dove trovare ragazzi della mia stessa tendenza: odio le discoteche, sono piuttosto tranquillo.
Ora veniamo al vero problema: io sono sessualmente attratto dagli uomini virili, ma subito dopo averne osservato uno attraente mi sento depresso, probabilmente perchè quello che mi eccita negli uomini è l’immaginare di possedere quella caratteristica che li rende accattivanti ai miei occhi. Ed in seguito, realizzando che non potrò mai essere come lui, mi butto giù di morale. Riassumendo: dove finisce l’invidia e dove comincia l’amore?
Temo di non poter mai amare se continuo così. Eppure non sono un brutto ragazzo, ma ho l’autostima sotto i piedi. Sono spaventato dall’idea di non poter mai essere attratto da un uomo senza covare quel sentimento negativo che mi fa considerare una nullità nei suoi confronti a causa dell’aspetto esteriore.
Ti prego di rispondermi senza retorica, non ne ho bisogno.
Grazie infinite, ciao.

Continua in seconda pagina^d
Carissimo,
il solito dilemma legato all'”Essere” il Sentirsi” e il “Viversi” l’omosessualità.
Se, come scrivi, hai capito di essere gay vorrei ricordarti la grande importanza che può avere l’iniziare il proprio coming out e con questo ti sottolineo che “uscire fuori” “allo scoperto” potrebbe realmente aiutarti a fare chiarezza su ciò che desideri.
Credo che riuscire ad innamorarsi, quindi poter immaginare di avere una relazione sessuo-affettiva, sia estremamente coerente con la serenità e la propria stima di sé.
Quello che descrivi come “vero problema” è una forma di disagio vissuta ed esperita nel tuo riconoscerti come sessualmente attratto dal tuo stesso sesso, ma anche la paura di lasciarti andare nel vivere l’esperienza che desideri.
Spesse volte la paura di poter realmente accettare quello che viviamo nella nostra fantasia (anche come oggetto sessuale) entra in conflitto con l’ansia di riuscire non solo a desiderare, ma e soprattutto, ad esprimere ciò che vogliamo come reale, concreto.
Ti chiedi “dove finisce l’invidia e dove comincia l’amore“. A mio avviso la tua forte attrazione verso l’aspetto fisico di alcuni uomini ha in sé il desiderio, che porta all’eccitazione sessuale e al riconoscimento di voler essere come un tuo simile. Non è invidia, potrebbe essere più una identificazione. Il fatto di sentirti ancora fragile ed eventualmente inadeguato ti sottolinea lo stato che hai descritto come depressivo.
L’amore, inoltre, anche questo forse non è corretto, è possibile che dietro quella particolare attrazione sia celata una forma di infatuazione. L’amore sarà la tappa successiva.
Un suggerimento: inizia a viverti il più serenamente possibile il tuo stato di attrazione evitando di rinforzarti negativamente paure e preoccupazioni. Prova ad esprimere quello che senti rendendolo concreto e interiorizzandolo dentro di te!
Un caro abbraccio
Dr. Fabrizio Quattrini
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di Fabrizio Quattrini

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