Gli atleti gay fanno un salto in avanti

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È stata un successo l’assemblea degli atleti glbt europei svoltasi a Roma nello scorso fine settimana. L’Italia promossa a pieni voti, potrebbe ospitare presto gli Eurogames.

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Si è conclusa con un pieno successo la Assemblea generale annuale (Aga) della Federazione europea dello sport gay e lesbico (Eglsf) che si è tenuta per la prima volta a Roma lo scorso fine settimana: un centinaio di rappresentanti delle associazioni sportive glbt di decine di paesi europei si sono dati appuntamento per discutere, oltre che sulle azioni comuni da intraprendere per promuovere l’attività sportiva nella comunità, sui cambiamenti da affrontare per rendere la federazione sempre più incisiva nel panorama degli organismi comunitari. L’energia portata dall’ingresso nell’Unione europea dei paesi dell’Est ha coinvolto anche gli atleti omosessuali che sono sempre più intenzionati a fare dello sport uno strumento di promozione dell’uguaglianza soprattutto in quelle realtà in cui le difficoltà sono maggiori. 

E le due aree “critiche” sono proprio l’est e il sud d’Europa: l’Italia tuttavia ha dimostrato un buon atteggiamento con l’organizzazione

di questa Aga 2008 che, come hanno sottolineato tutti i partecipanti, si è svolta senza alcun incidente e con il massimo delle opportunità. Per la prima volta alla realizzazione dell’evento ha partecipato, oltre alle associazioni sportive, in questo caso Arcigay Sport e Gruppo Pesce Roma, anche un organismo istituzionale, l’Agenzia regionale per lo sport del Lazio presieduta da Anna Paola Concia. Grazie a questo contributo, ad esempio, è stato possibile ospitare a Roma decine di delegati nello stesso hotel in cui si sono svolti i lavori, il Ripa di Trastevere.

Qui per due giorni, i delegati hanno seguito un intenso calendario di lavori discutendo in maniera approfondita su come dare alle attività sportive nei tornei organizzati dalle associazioni aderenti regole condivise che assicurino un buon livello agonistico e un alto grado di sportività.

 

Le atlete lesbiche e gli sportivi gay sono infatti pronti a confrontarsi con il mondo della competizione generale sullo stesso piano: le iniziative organizzate all’interno della comunità ormai non hanno niente da invidiare a eventi analoghi che non siano targati “lgbt” e la Federazione ha voglia di crescere sempre più in questa direzione. Per questo sono state lanciate iniziative importanti come la

campagna Fare, “Football against racism in Europe”, che ha visto l’affissione di manifesti contro l’omofobia nel calcio negli spogliatoi di alcuni paesi europei. Ma per poter essere più incisiva a livello europeo, la Federazione ha bisogno di fare un salto in avanti e darsi un’organizzazione più professionale, mentre attualmente è portata avanti esclusivamente dall’opera volontaria di alcuni attivisti. Anche di questo si è discusso a Roma nel secondo giorno dei lavori e sulle modalità con cui attuare questa “professionalizzazione” si sono confrontate posizioni differenti.

Tutti uniti invece per fare dei prossimi Eurogames un enorme successo: queste “olimpiadi” glbt europee sono il più importante appuntamento firmato dall’Eglsf che ogni anno ne affida la realizzazione a una realtà locale. I prossimi si terranno a Barcellona dal 24 al 27 luglio 2008 e al momento si sono già iscritti oltre 3.000 partecipanti. Poi, per due anni, gli Eurogames si

prenderanno una pausa per lasciare spazio nel 2009 agli OutGames di Copenhagen e nel 2010 ai Gay Games di Colonia; e chissà che nel 2011 o l’anno successivo non possa essere Roma ad ospitare gli Eurogames.

Dopo la notizia del finanziamento ministeriale a un torneo multisport gay/lesbico da organizzare nel 2009, la comunità sportiva glbt è in fibrillazione; tutti sono consapevoli che a Roma non è mai stato organizzato un

evento internazionale di rilievo che coinvolga diverse discipline e la possibilità di sfruttare il finanziamento ministeriale (che però copre solo il 10% delle spese totali) dovrà confrontarsi con la capacità organizzativa e soprattutto con la carenza strutturale che, nella Capitale, già oggi rende difficoltoso esercitare le normali attività agonistiche.

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