HIV: UNA INFEZIONE OGNI DUE ORE

Pubblicati i dati del Centro Operativo Aids dell’ISS. Cala l’attenzione, manca l’informazione e il test è poco diffuso. E chi si infetta lo scopre solo quando è già in Aids conclamato.

ROMA – Ogni due ore in Italia una persona si infetta con il virus dell’Hiv. E va ad aggiungersi ai 120mila sieropositivi attualmente presenti nel nostro Paese. Secondo i dati resi pubblici oggi dal Centro operativo Aids (Coa) dell’Istituto superiore di sanità, nel primo semestre del 2005 sono stati notificati 789 nuovi casi di Aids. Di questi, 443 sono stati diagnosticati nell’ultimo semestre, gli altri si riferiscono a diagnosi effettuate nei semestri precedenti.

L’emergenza maggiore resta la disinformazione: di Aids non si parla più e le persone dimenticano di adottare comportamenti che riducano il rischio di infezione. Non solo: chi si infetta in genere lo scopre solo quando ormai è troppo tardi, quando il virus è nella forma conclamata. Perchè anche il test è dimenticato: nella metà dei casi i malati dichiarano di non essersi mai sottoposti prima ad un test. Hanno vissuto da sieropositivi senza saperlo.

L’ultimo rapporto sull’Aids è stato illustrato alla Conferenza stampa di presentazione del XIX Congresso Nazionale dell’Anlaids che si apre venerdì a Vibo Valentia da Gianni Rezza dell’Istituto Superiore di Sanità.

«Si è repentinamente abbassata la guardia – è il commento del presidente di Anlaids Fernando Aiuti – Dilagano i comportamenti a rischio – prosegue – perchè la gente è convinta che l’Aids è stata sconfitta. Sempre più persone scoprono di aver contratto il virus solo quando, sentendosi male, vanno dal medico. Fino a quel momento hanno condotto una vita normale senza prendere precauzioni».

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Le cifre del Centro Operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità parlano chiaro: dei 443 casi diagnosticati in Italia dal primo gennaio al 30 giugno 2005, ben 171 sono stati registrati in Lombardia; 11 nel Lazio; 47 in Emilia Romagna; 22 in Piemonte; 34 in Toscana; 24 in Veneto; 7 in Liguria; 19 in Sicilia; 21 in Puglia; 5 in Campania; 10 in Sardegna; 13 nelle Marche; 4 in Calabria; 10 in Abruzzo; 11 in Umbria; 7 in Friuli Venezia Giulia; 2 nella Provincia Autonoma di Trento; 3 nella Provincia Autonoma di Bolzano e 2 in Basilicata.

Valle d’Aosta e Molise sono le uniche due regioni in cui, nel primo semestre 2005, non sono stati registrati casi di Aids. Nove casi sono di origine estera e 11 di origine ignota. Si stima che nel nostro Paese i sieropositivi siano 110-130 mila. Dal 1982, anno della prima diagnosi di Aids in Italia, al 30 giugno 2005 nel nostro Paese, secondo i dati del Coa, si sono verificati 55.286 casi di malattia conclamata. Di questi, il 77,6% (42.904) riguarda persone di sesso maschile, l’1,3% (742) bambini al di sotto dei 13 anni e il 6,6% (3.629) stranieri. Dall’inizio dell’epidemia al 30 giugno 2005 risultano deceduti 34.532 pazienti (62,5%). Ma quest’ultimo dato è sottostimato, anche se più accurato rispetto agli anni passati, a causa della non obbligatorietà della notifica di decesso per Aids. In Lombardia si sono verificati 16.723 casi di Aids a partire dall’inizio dell’epidemia fino al 30 giugno 2005. Seguono il Lazio con 7.217; l’Emilia Romagna con 5.369; il Piemonte con 3.685; la Toscana con 3.372; il Veneto con 3.098 e la Liguria con 2.724.

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Seguono poi la Sicilia con 2.350; la Puglia con 2.105; la Campania con 2.012; la Sardegna con 1.664; le Marche con 926; la Calabria con 549; l’Abruzzo con 457; l’Umbria con 454; il Friuli Venezia Giulia con 439; la Provincia di Trento con 313; la provincia di Bolzano con 237; la Basilicata con 160; la Valle d’Aosta con 75 e il Molise con 44.

Dall’inizio dell’epidemia al 30 giugno 2005 si sono registrati nel nostro Paese 742 casi pediatrici di Aids, di cui 5 hanno provenienza estera e 17 sono di origine ignota. Nei primi 6 mesi del 2005 non sono stati segnalati casi pediatrici di Aids. Dal 1982 al 30 giugno 2005 in Lombardia si registrano 203 casi pediatrici; nel Lazio 125; in Emilia Romagna 68; in Toscana 49; in Piemonte 44; in Veneto 33; in Liguria 31; in Campania 30; in Sicilia 30; in Puglia 27; in Sardegna 26; in Abruzzo 12; in Calabria 11; in Trentino Alto Adige 9; in Umbria 9; nelle Marche 7; in Basilicata 4 e in Friuli Venezia Giulia 2. Il Molise e la Valle d’Aosta sono le uniche due regioni in cui non sono mai stati registrati casi pediatrici di Aids.

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