“HO DECISO, MI SUICIDO”

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"Non possiam essere nati per vivere la sofferenza!". Un lettore deluso, la risposta di chi segue gente che soffre. "Non presumo di consolare il tuo dolore. Ma forse...

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Oramai ho deciso, mi suicido!!!!

Non è uno scherzo, bensì un annuncio. Un serissimo annuncio che un vostro fratello di questo mondo, sta per lasciare la terra e rifugiarsi in chissà quale dimensione.

Sono stanco di vivere, è questo il fatto.

Si, sono stanchissimo di prostrarmi a questa figura di merda.

Sono deluso di quello che ho e che non ho.

Sono deluso dell’ odio della gente.

Mi sono rotto i coglioni della finzione.

Voglio una prova certa che una realtà esista. che c’è qualcosa di vero in tutto questo.

Non possiam essere nati per vivere la sofferenza!!!!

Forse possiamo costruire un po’ di felicità, se tante volte si possa capire qual’ è il giusto mezzo.

Se la vita è questo schifo che è.. Mi spiace, nn sono vigliacco. Lo debbo fare.

Sono stufo delle delusioni, sono stanco di essere preso per il culo e prendermi per il culo: ho sbagliato epoca!!!!

La retorica non basta a darli spiegazioni, la psicologia non è sufficiente a spiegare il tutto col subconscio. Io ho bisogno di realtà.

Sto facendo un sogno, quello di vivere, voglio svegliarmi.

Ho il sacrosanto diritto di svegliarmi. potrò essere almeno consapevole e decisionista per le mie azioni. Perché tutto quanto tutti debbono decidere per me: io non conto un cazzo?

Ecco l’ urlo che voglio fare. A questo mondo di merda , a tutti noi testa di cazzi che siamo riusciti a spegnere questo sogno: la vita.

Lo abbiamo ucciso noi, ed in quale maniera posso continuare in questa vita.

Io voglio solamente tornare da dove ero venuto.

Non continuo questa corsa. Io mi fermo. Mi fermo qua.

Sono felice sotto il sole, fra gli amici e magari con qualche bel ricordo.

Io ragazzi mi ritiro. Vs affettuoso dido76

Caro Dido 76,

a volte nel dialogo non si trovano le parole.

Però ho ritenuto che la tua lettera esprimesse forse anche il desiderio di un dialogo, una qualche apertura oltre il buio e la disperazione.

Non ho argomenti, non presumo di avere ragioni per “consolare” il tuo immenso dolore. Forse è possibile, nonostante tutto, riaccendere il sogno, cercare nomi e cuori amici. Forse ci si può fermare per riorientare il proprio cammino.

Forse non sei solo. Sopra di te il Cielo non è chiuso e potresti forse trovare non chi ti risolve i problemi, ma chi ti accompagna nell’affrontarli.

Se lo ritieni utile, contattami (franco.barbero@viottoli.it)

Ti abbraccio forte con tanto affetto.

don Franco Barbero

di Franco Barbero

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