IL PROBLEMA DI DIRLO

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Aperto con gli amici, ma come fare con i genitori?

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Ciao,

è stato difficile arrivare a dire sono OMOSESSUALE sopratutto riuscire a pronunciarlo.

Penso di averlo saputo da molto tempo ma era sempre una cosa "sbagliata" da cui dover "guarire" e quando mi sentivo attratto fisicamente e sentimentalmente da un ragazzo mi sentivo in colpa, in colpa di amare.

Da due anni a questa parte grazie ad un amico sacerdote "chessidica di questi preti bigotti" ho imparato ad accettarmi e grazie alla vostra chat ho parlato per la prima volta con un ragazzo gay come me,…non ero unico! Adesso dopo due anni ho fatto molti passi avanti i miei migliori amici sanno della mia omosessualità e l’hanno presa tutti molto bene adesso si arriva per me ad un nodo cruciale…i miei..

Entrambi ora pensionati pieni di iperattenzioni nei miei riguardi e sempre col fiato sul collo aspettano che presenti la "morosa". Sapete alla mia età mia sorella era sposata da due anni (nessun matrimonio riparatore). Per i miei quindi è normale aspettarsi a breve di conoscere la mia ragazza.

Mio padre credo si immagni già la mia omosessulità ma mi aspetta al varco..credo sia tanto difficile per me dirglelo quando per lui aprire con me l’argomento. Mia madre è la tipica donna di casa affettuosa e premurosa ma alla parola gay.–assocerebbe tutto quello che film tv e giornali possono averle messo in testa. Sono sicuro che mi vogliono bene lo dimostrano continuamente anche quando litigiamo..ma cmq è difficile dirglelo. A volte o paura di infrangere i loro sogni del "figlio perfetto".

Avevo pensato di dirglelo nel momento che avessi avuto una storia seria cosi da aver qualcosa per cui buttarsi ma credo sia sbagliato unire insieme troppe cose!

Voi cosa ne pensate–sopratutto vuoi genitori di ragazzi omosessuali-..come sono riusciti i vostri figli a dirvelo?

Carissimo ANDYN79,

dal nome un po’ spaziale, mi pare che veramente questo sacerdote – per fortuna ce ne sono tanti così, ma mai abbastanza – ti abbia molto aiutato a scioglierti dalla corazza dei pregiudizi che veramente, non solo te dunque, attanaglia chi si guarda nello specchio della società!

È uno specchio che sempre di più, soprattutto ora, sotto elezioni, cerca di carpire l’attenzione di quanti più può per emarginare chi non condivide i propri fini o principi. È effettivamente una sorta di scomunica che , come tale, ormai non ha più effetto: si usano altre armi, ma il risultato è lo stesso. Si emargina una o più categorie di persone – extracomunitari, ebrei, zingari, omosessuali – appioppando loro addosso caratteristiche terribilmente negative tali da convincere chi ancora non sa pensare con la propria testa, che veramente tutte le negatività del mondo dipendano da tutti loro (e mai dai propri comportamenti!)

Ci cascano naturalmente le persone più deboli, sia per carattere, per età o per bisogni personali.

Ci cascano quasi tutti i ragazzini o le ragazzine che, prima di conoscersi, devono elaborare mille possibilità che vengono loro offerte per riuscire poi a selezionare ed imparare ad amarsi per chi sono.

Riguardo l’omosessualità è proprio tutto brutto quello che ti offrono per la tua conoscenza e per una possibile identificazione con una persona così… Va beh, si salva il solito Michelangelo, Leonardo o .ecc.ecc., la lista è quasi infinita. Ma si sa sono persone troppo in alto per poter aspirare a tanto e poi – qualcuno dice – l’eccezione conferma sempre la regola! Dunque, che fare, disperarsi, andare dallo psicologo, dal medico, chi può aiutare in questa confusione?

Ottima ormai l’uso di internet, per chi può, ma importantissimo cercare di conoscere i vari gruppi che si formano proprio per riconoscersi in altri: finalmente si scopre di non essere i soli al mondo.

Il nodo cruciale: la famiglia Per carità, è parte di questa società che maltratta e disprezza le persone omosessuali, anche loro, i familiari, hanno recepito gli stessi messaggi. E poi c’è il pericolo di perdere il loro amore se lo vengono a sapere, oppure si può essere buttati fuori casa, restare senza nulla per un male non commesso o per una colpa che non si ha.

Può essere vero, qualche volta capita.

Ma, venendo a te, una delle tue più grosse paure è quella di perdere credibilità ai loro occhi, di scadere a gradini molto bassi nella loro considerazione.

Prova con tuo papà, lanciagli messaggi, fai in modo che quando lo sapranno sia solo un lieve e sopportabilissimo dolore, facile da eliminare. Se non riesce lui ad aprire l’argomento, fallo tu, delicatamente.

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