INDECISO TRA MASCHI E FEMMINE

‘Con gli uomini mi piace il sesso, ma nella relazione mi sento succube dell’altro e sto male. Con le ragazze, invece, sono sereno e contento. Mi sto reprimendo?’ Risponde l’esperto.

Ciao a tutti, mi ricordo che fin da piccolo ho avuto forti attrazioni verso i ragazzi, e spesso ho fatto sesso con alcuni ragazzi, alcuni etero altri gay, e devo dire che all’inizio mi faceva paura tutto ciò perchè mi sentivo anormale sapete no come è la nostra società!!! Ma poi mi sono lasciato andare e ho parlato con i miei amici e i miei genitori e non è andata male… Per cui dovrei essere tranquillo, perchè i miei amici lo sanno i miei genitori anche, poi sono un ragazzo che piaccio molto e per cui non dovrei avere molti problemi, per un ragazzo gay dovrebbe essere il massimo dovrei stare bene… invece no!

Vivo un conflitto con me stesso perchè ho avuto anche molte storie con delle ragazze ed è stato bello mi sentivo bene la notte dormivo bene, la mattina mi alzavo e stavo bene sorridevo ect. Però sessualmente mi soddisfa di più un uomo, ma non accetto l’idea di stare con un uomo di avere una relazione, ci ho provato ma sto male perchè sembra che cerco qualcosa in un ragazzo, qualcosa che io non ho! E questo mi fa reprimere… Vivo male e mi sento succube del ragazzo con cui ho una ipotetica relazione! Quando sto con un ragazzo mi sento sottomesso e la cosa che mi fà star male e che mi piace… E mi sento di vivere male, come se non mi merito di stare con una donna ma con un uomo ed essere sottomesso da esso! Invece quando sto con una ragazza (ma sono meno soddisfatto dal punto di vista sessuale) e faccio l’amore con essa mi sento tranquillo sto bene e non vedo solo sesso ma anche qualcos’altro, sentimenti emozioni ect.

Mi domando cosa posso cercare facendo sesso con un ragazzo? Oppure mi domando se tutto ciò è un modo per reprimere la mia omosessualità? Se mi potete aiutare ne sarei felice!

Andrea – 19 anni

Ciao Andrea,

trovo la tua lettera piacevolmente complessa e i quesiti che poni da considerare utili e interessanti, data anche la tua giovane età. Complessa, perché secondo me, tutta la questione può essere letta (oltre che in vari altri modi) sul piano della questione “Identità”. Aspetti e comportamenti di un certo tipo, come i tuoi, potrebbero far pensare che la componente eterosessuale sia integrata: la parte erotica con quella affettiva sembrerebbe dare serenità e… stai bene, ma… C’è un ma, e quando c’è un ma, che è avversativo, quello che si è detto/scritto prima non è del tutto e pienamente vero.

La componente omosessualità (se possiamo parlare di componente senza offendere nessuno), sembrerebbe presente nel tuo caso, forse solo finalilzzata a giochi erotico-esplorativi e/o di meccaniche idrauliche genitali, oppure intrise di connotazioni psichiche come la sottomissione psicologica, il potere, ecc. E così il rapporto con le donne potrebbe farti entrare a pieno titolo nella categoria (termine poco felice) della cosiddetta, e tanto indefinibile, bisessualità.

Ma (qui lo dico a ragione) la felicità, il sorriso viene a mancare e un conflitto indica che qualcosa non va.

Dedùco (forse un po’ troppo semplicisticamente) da quel che scrivi, che l’intimità con un uomo è, per te, un’attrattiva ineludibile e allo stesso tempo inquietante e confusiva, sembra quasi che essa possa mettere in dubbio la tua centralità, l’essere ciò che sei. Forse è proprio per questo che andrebbe esplorata e vissuta con qualcuno che senti disponibile ed esperto (nel senso che ha esperienza) ad approfondire.

Spesso solo dentro le cose è possibile tentare di capirle; attraversando l’esperienza cioè, evitando di sfiorarla o lambirla soprattutto se questa si ripete come un copione… sterile, evitando, altresì, giochi che di solito deviano dalla comprensione profonda e forte di sé, comprensione che è sempre accompagnata da grandi emozioni e da momenti di intensa consapevolezza (insight), attraverso la quale possiamo definire chi siamo, cosa vogliamo e dove vogliamo andare.

L’identità omosessuale è una capacità intrapsichica profonda e stabile di autodefinirsi seguendo il proprio orientamento (anche se è processuale e cambia col tempo); è un insieme integrato di costrutti cognitivi, di elementi percettivo-sensoriali ed immaginari, di desideri, sogni e aspettative che coinvolgono e partecipano tutto il nostro Sé: professionale, sentimentale, erotico, sociale, politico, pur con le singolarità e le sfumature caratteristiche di ogni unicità, quindi di ciascuno di noi.

Reprimere non è mai stato per nessuno una strategia efficace, specie nel campo delle libertà dell’Essere e del Divenire. Invece, mi sembra che poter sperimentarsi e “stare con” (e che non significa solo fare sesso, anche, magari!) con chi sentiamo “diverso” e con caratteristiche appetibili, pur uguale nel genere sessuale, sia la migliore condizione esistenziale per auto-comprendersi, per crescere e definire la propria Identità..

Un saluto.

Maurizio Palomba, psicologo

Gay Counseling Roma

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di Maurizio Palomba