L’AMANTE DOMINATORE

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«Lui è dominatore, e io mi sono sottomesso...»

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Carissimi, mi spiace approfittare di uno spazio come questo soltanto per porle i miei modesti problemi…ma l’occasione fa l’uomo ladro!

Verrò subito al dunque: vivo in una realtà di coppia da tre anni, e solo recentemente, grazie all’aiuto del mio psicoterapeuta, ho, come dire, "visto", una realtà che consciamente non ho mai voluto accettare.

La realtà in questione consiste nel fatto che il mio partner, con l’aiuto di alcune situazioni di fatto, ha costruito una specie di "roccaforte" attorno a se stesso, e pare che l’unico modo per riuscire a penetrarla sia "sottomettersi". Eh, già, pare che la sua natura sia quella di dominare, in tutto, compresi gli aspetti più banali della vita ma non solo (dove andare in vacanza, quando vedersi, dove e soprattutto imponendomi di essere sempre io quello che "si sposta" da casa perché ci si possa vedere).

Per tutto questo tempo ho accettato senza fiatare queste "condizioni", ma adesso sono stanco di subire. Mi rendo conto che il comportamento del mio partner è irrecuperabile (forse anche perché fa parte della sua natura), e sempre più spesso penso di interrompere la nostra relazione, per due motivi: anzitutto, il fatto che io stia provando a "ribellarmi" alle condizioni imposte da lui viene vista come una carenza d’amore, come un rifiuto… e poi, ad aggravare la situazione, c’è il fatto che lui non è il tipo di uomo che mi attrae…

Vorrei avere il coraggio di prendere una decisione…ma ho paura di quanto può accadere dopo…della solitudine…del rischio di attraversare la vita da solo…

Può darmi qualche consiglio? Grazie, spero a presto.

Simone

Caro Simone,

Mi fa piacere che ti sei reso conto di queste dinamiche di coppia. E’ molto importante saper "leggere" i comportamenti del partner e i suoi, mica tanto latenti, desideri di imporsi e regolare la vita di coppia. Ma è altresì importante "analizzare" te stesso, capire quali sono i fattori che ti hanno portato a non accorgertene, a "non fiatare" di fronte agli squilibri tra voi due, che tuttora ti spingono a restare con un partner difatti prepotente. E’ poi vero che uno per paura della solitudine è disposto ad accettare queste condizioni? Forse è una bassa autostima che ti porta ad accettare tranquillamente la posizione di chi "subisce", a considerarti una persona che NON è in grado di prendere decisioni, NON merita rispetto e dedizione dal suo ragazzo, che dipende dal volere altrui. La reciprocità è un prerequisito fondamentale per lo scambio dei sentimenti e la percezione di soddisfazione di coppia.

E’ ovvio che quando si cambiano le carte in tavola, subentrano le minacce di disgregazione. In questa fase, stai cercando di recuperare più equità nella coppia e se il tuo partner mostra scarsa ricettività a questi tuoi nuovi messaggi (dici addirittura che è sua natura!), gli strappi saranno inevitabili e sarà bene per te "centrare" su te stesso le decisioni da prendere e non dipendere dalla sua visione delle cose e dai suoi tentativi di mantenere lo status quo.

La descrizione che fai di questa tua relazione è, in effetti, molto negativa. Ti descrivi coma una sorta di prigioniero sottomesso con istinti di ribellione, disinteressato eroticamente al suo uomo e che resta con il suo partner perché ha semplicemente paura di non incontrare qualche altro ragazzo che sia più attraente e meno pretenzioso. A 24 anni si può essere decisamente più ottimisti.

Insomma, mi ha stupito che nella lettera non accennassi a nessun sentimento positivo, di affetto o affinità, che allo stato attuale ti lega a lui. Prendi delle decisioni che ti portano a stare meglio. E ricorda che le persone non sempre meritano ciò che ricevono e ricevono ciò che meritano.

di Luca Pietrantoni

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