L’AMANTE VIOLENTO

Abbindolato da chi gli fa credere in un rapporto affettivo, un lettore è stato derubato e picchiato. L’esperto consiglia: «situazione delicata, ma è importante reagire contro le sopraffazioni»

Sono omosessuale e sono stato derubato e picchiato da un ragazzo che in sintesi mi aveva fatto credere che mi era amico, che avrebbe accettato di dormire con me, ma che dovevo fargli un qualche regalo, anche soldi, ma ha sfruttato una stategia per me nuova, e geniale, perchè concedeva quel poco sufficiente affinchè l’inganno si conservasse. L’ho rivisto 5 volte circa in un mese.

Mi sento derubato non solo perchè qualsiasi prostituto avrebbe concesso molto di più (mi ha sottratto valori per circa 800.000 lire) ma anche perchè mi tirava schiaffi con reazioni molto violente, con il pretesto che lo molestavo (non mi ha mai detto non voglio vederti più) o mi infastidiva con una forma di lotta tutta personale, e diceva che dovevo considerarlo un gioco erotico, e io (può sembrare strano) un po’ ci credevo!

Sono stato stupido. Mi ingannava e me ne sono accorto solo dopo. Non mi è mai capitato che qualcuno mi ricambiasse affettivamente (ne ero stupito), non ho mai avuto relazioni amorose, ma lui era riuscito a farmelo credere. Sono sempre solo, troppo, e le mie poche esperienze di vita vissuta, mi lasciano cadere in trappole come queste, che a qualcun altro apparirebbero finanche troppo banali. Potrei avere qualche consiglio? Lo denuncio?

Caro amico,

la questione che tu poni – sia pure con contorni non molto precisi, per cui risulta un po’ difficile orientarsi – non presenta grandi profili giuridici. Potrei cavarmela dicendoti: sporgi denuncia per violenza e truffa, attraverso un atto di denuncia-querela dinnanzi ai carabinieri o alla polizia, cerca di fornire quanti più elementi possibile per identificare il tuo aggressore e poi si vedrà come va l’indagine.

Ma mi sembra che il tuo caso meriti una riflessione più attenta. Come mai possono accadere ed accadono così spesso episodi come quello di cui tu sei stato vittima? Non pretendo di dare risposte a carattere sociopsicologico, ma certo essi lasciano sconcertati. Si tratta di situazioni difficili in cui i gay cadono con troppa facilità, lasciandosi talora abbindolare e truffare, talaltra subendo percosse e violenze di ogni genere (fino, purtroppo, all’omicidio), talaltra ancora, come nel tuo caso, le due cose assieme.

Vedendo il fenomeno dal punto di vista esclusivamente giuridico, penso che ciò sia dovuto al fatto che i malintenzionati di ogni tipo (la mente va subito alle marchette provenienti dall’est, ma sarebbe riduttivo pensare che si tratti sempre e solo di questi) vedono nei gay non solo un bersaglio piuttosto facile, ma soprattutto un bersaglio che – anche se colpito – non reagirà. Non avrà il coraggio di dire che si è portato in casa un uomo, che era disposto a pagarlo per fare sesso, che si è in più modi umiliato ecc.ecc. Tutto ciò garantisce una specie di impunità agli aggressori: lo fanno convinti di poterla fare franca, ed in effetti molto spesso ci riescono.