L’AMORE SECONDO DON NARCISO

L’amore è il cammino difficile che porta a superare il nostro egoismo. Lo dice Don Narciso, il prete romano che ha deciso di collaborare con Gay.it sotto anonimato. Ecco le risposte alle vostre mail.

Flavio Mazzini:Cominciamo con la lettera di Matteo, un uomo che ha una relazione con un coetaneo da sei anni:
Lui è sieropositivo da prima che ci conoscessimo, ma la sua condizione non mi ha impedito di innamorarmi di lui e di costruire con lui un percorso che si basa tuttora sull’amore, sulla solidarietà, sulla reciproca comprensione e sul mutuo aiuto e rispetto. Avendo io alle spalle un percorso di fede portato avanti con una certa coerenza, da anni ho scelto una guida spirituale, un prete con il quale mi sono sempre trovato in sintonia. Il problema è nato nel momento in cui mi sono innamorato del mio ragazzo. Praticamente mi è stato suggerito di vivere castamente la mia condizione e, nel caso in cui non sia in grado, mi è stato detto che sarebbe preferibile avere rapporti sessuali occasionali con sconosciuti piuttosto che una relazione duratura con la persona che amo. Il tutto motivato dal fatto che apparentemente la relazione duratura costituisce una libera scelta di ‘vita peccaminosa’ mentre il sesso vissuto come ‘mordi e fuggi’ può rientrare in un discorso di tentazione a cui l’uomo può cedere in quanto fragile. Ovviamente questa cosa mi ha sconvolto, in quanto trovo l’intero discorso di un’inaccettabile ipocrisia, e anche di una indelicatezza sorprendente. Il problema si è ulteriormente acuito nel momento in cui io ed il mio ragazzo siamo andati a vivere insieme, in quanto da quel momento la mia guida spirituale si è rifiutata di concedermi l’assoluzione nel sacramento della confessione, a meno che, riporto, ‘non mi penta della mia relazione rinunciando alla mia condizione di convivente’…

Don Narciso:A Matteo si potrebbe rispondere che la soluzione del suo confessore è quella classica e perciò sicuramente condivisa da altri colleghi. Si dà l’assoluzione a uno che trasgredisce eventualmente una tantum, magari molte volte di seguito, e non a uno che si mette in occasione di trasgredire abitualmente convivendo con l’amico. Che direbbero, questi confessori, dell’etero che, sposato normalmente e generati i primi figli e non potendosene permettere altri, praticasse sesso irregolare con la moglie durante tutta la vita? Gli consiglierebbero di frequentare prostitute o magari di separarsi dalla consorte? Io rovescio la questione. L’amore va prima del sesso. Il sesso è secondario; importante invece è la vita in comune, in coppia, volendosi bene, aiutandosi a vivere e proteggendosi a vicenda. Penso sia preferibile vivere insieme a vivere in solitudine, sfogandosi in saune e giardinetti, con tutti i rischi anche fisici che questo comporta.

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Flavio Mazzini:Andrea invece, in un certo senso ti bacchetta:
La Chiesa sfama tutti coloro che hanno una prevenzione per i gay. Ciò comporta solamente acuire odio e incrementare i disagi di quelle persone che non chiedono altro che viver la propria vita. Tutti vogliono sentirsi cristiani. Pochi riescono completamente ad esserlo. La parola di un prete ha un peso spesso molto forte sulla gente. Se la Chiesa dice ‘sii contro i gay’ apertamente o con il silenzio, tanti lo faranno perchè non costa loro nulla e si offuscano nell’idea di esser buoni cristiani. Riconosco la difficoltà di un prete a poter prendere una posizione contro la propria Madre, che in questo caso è la Chiesa. Ritengo che ci siano varie conseguenze anche di carattere meramente economico per un prete ‘sovversivo’. Se però esistono preti che hanno idee più ‘liberali’ mi chiedo perchè vadano a consolare gli afflitti e non vadano anche a parlare a chi affligge.

Don Narciso:Caro Andrea, prima di tutto io non prendo posizione contro la Madre Chiesa….

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Don Narciso:Caro Andrea, prima di tutto io non prendo posizione contro la Madre Chiesa. Difendo dentro di essa – e a favore di essa – un punto di vista di misericordia più consono al Vangelo che a quello dei rappresentanti ufficiali. Anche a Gesù capitò di trovarsi in contraddizione, non con la religione ebraica, ma contro una interpretazione ufficiale che si opponeva allo spirito della Bibbia. Io non ho paura delle possibili conseguenze di carattere disciplinare ed economico. Non finirò comunque bruciato come Giordano Bruno. La vocazione sacerdotale suppone anche dei rischi, che ho coscientemente assunti a suo tempo, molti anni fa. Ma prendo le mie precauzioni e non correrò rischi inutili andando ad affrontare nessuno; consolerò gli afflitti e non andrò parlare a coloro che li affliggono. Lo farò col ‘passaparola’, come faccio da sempre, parlando con te e con chi viene a trovarmi o rispondendo a chi mi scrive. Il Vangelo stesso si è diffuso così nel Cristianesimo primitivo, con grande facilità in un impero romano pieno di poveri, schiavi e maltrattati. Eppure i primi papi furono martirizzati. Lo stesso Gesù nel deserto è stato tentato da una predicazione di massa, buttandosi dal tempio e rimanendo vivo: “Che successone!”, avrebbero detto. Ma ha respinto la tentazione, come quella del potere, di diventare padrone del mondo. Si è fatto aiutare da dodici predicatori improvvisati e, ad ogni suo miracolo, “Shhh, non dirlo!”, oppure scompariva, altrimenti tutti lo avrebbero voluto come capo.

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Flavio Mazzini: Proprio come i mega-raduni alla Wojtyla… Posso chiederti un’opinione sulle scritte contro il cardinale Bagnasco?
Don Narciso:Non è ancora cardinale, è arcivescovo. Se le sono meritate le scritte, hanno creato una atmosfera di odio. Tanta omofobia, e solo perché nel clero ci sono tante persone con ‘tendenza’. Che poi non sarebbe niente di male: i gay sono spesso persone intelligenti, abili, sensibili, disponibili a capire ed a aiutare gli altri: tutte qualità che favoriscono il servizio sacerdotale. Lo dico pure ai preti che mi si confidano. Ci sono, è vero, delle debolezze e degli abusi, e ultimamente la stampa aveva forse troppo insistito su questo lato della questione. La reazione è stata di autodifesa di chi ha la coda di paglia. Attaccare per difendersi. E lavare la testa a molti, che però non cambieranno certamente tendenza per questo.

Flavio Mazzini:Quindi, meglio sarebbe accettarsi, anche per chi è gay e ha una missione sacerdotale?
Don Narciso:l’omosessuale non è una creatura di serie B, caso mai il contrario. Per un credente la vita difficile dell’omo fa parte di una vocazione divina difficilmente comprensibile a prima vista ma che sicuramente è prevista nel programma divino di redenzione dell’umanità. Nel vangelo di Matteo (19) Gesù ci dice che ci sono degli eunuchi di nascita e degli eunuchi di scelta (Gesù sorvola sugli eunuchi accidentali, fatti dalla cattiveria dei simili). Eunuco è chi non genera. Chi non ritorna allo stato generale degli animali: procreare prima di morire. L’eunuco per scelta non genera perché non accetta la propria morte: è aperto verso l’eternità. Anche gli eunuchi di nascita dovrebbero disporre la propria mente in questo senso.

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Flavio Mazzini:Difficile capire certe ‘scelte’ di Dio…
Don Narciso:Dio è energia. Noi siamo un riflesso di Dio, ma fatichiamo a riconoscerlo, perché viviamo in un mondo in contraddizione. Ci sviluppiamo come possiamo, siamo spesso costretti ad annientare gli altri per sopravvivere. Già dalla nascita, quando un solo spermatozoo si impone su altri milioni, che quindi muoiono. Il mondo è questo. Come questi due (passano un corvo e un gabbiano, che l’insegue): il gabbiano cerca di uccidere il corvo che avrà tentato di rubargli le uova. Sopravvivere è un istinto naturale. Schiacciare l’altro, come fanno i ricconi che lasciano la gente a bocca asciutta. Sono contraddizioni inspiegabili per il nostro cervello, che pure è la cosa più perfetta e complessa dell’intero universo. Proprio per questo Gesù ci insegna ad amare il prossimo, perché il nostro istinto ci spingerebbe a pensare solo a noi stessi.

Flavio Mazzini: Ma chi è il prossimo?
Don Narciso:È chi ci capita, non possiamo sceglierlo. Cristo, il secondo Adamo, dà un senso alla vita degli uomini. I Farisei all’epoca avevano trasformato la religione ebraica in un fatto patriottico: il “nostro Dio”. Gesù invece riprende il discorso dell’amore in una chiave universale, e racconta la parabola del buon samaritano: uno straniero, nemico dei giudei, che trova per strada un povero che era stato assalito e mezzo tramortito dai banditi. Un sacerdote era passato prima di lui e lo aveva lasciato in terra. Lo straniero lo soccorre. Ora, chi è stato il prossimo per quel povero abbandonato in strada?

Don Narciso è un vecchio prete romano, come ce ne sono tanti, cosciente di aver sempre voluto seguire il messaggio di amore di Cristo, anche quando è in disaccordo coi vertici della Chiesa e con la loro crescente omofobia.

Ha accettato, pur mantenendo uno stretto anonimato, di aprire un dialogo con i lettori di Gay.it. Chiunque sia interessato, può scrivere a Flavio Mazzini, che gli rivolgerà tutti i vostri pensieri e le vostre domande.

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di Flavio Mazzini