L’ARTE CURATIVA DEL QIGONG

Dall’antichità, una semplice cura per il corpo e la mente che sembra portare benefici anche a chi ha contratto l’AIDS. Persino chi è a letto o sulla sedia a rotelle lo può praticare.

Se sei il tipo che ama prendersi cura di sé e della propria salute, il Qigong (pronuncia Ci-gon) fa al caso tuo. "Qi" (o chi) è la forza vitale, "gong" significa coltivare. Lo si può praticare per ottenere relax e rinvigorimento in quanto ha molte caratteristiche positive: è meno metodico e faticoso dello Yoga e più "semplice" del Tai Chi.

In America, soprattutto nella zona di San Francisco ci sono molte scuole frequentate da una grande quantità di persone affette da H.I.V. o AIDS. Il maestro George Wedemyer di San Francisco ha iniziato questa pratica e ha trovato talmente tanti benefici che la notizia si è sparsa a macchia d’olio. George racconta che quando gli diagnosticarono l’AIDS, si sentì come se gli avessero letto una sentenza di morte. Decise quindi di seguire il consiglio di un amico e rivolgersi alla medicina cinese: cominciò a praticare il Qigong è presto sentì una grande differenza.

È per questo che lo consiglia a tutti: "Provate! Dategli due mesi di tempo e vedrete tutti i miglioramenti. Vi accorgerete presto di essere più rilassati e concentrati durante tutta la giornata. All’inizio ero scettico, non sapevo nulla della medicina cinese ma ho provato e ho visto la differenza. In seguito ho iniziato ad insegnarlo: io avevo studiato Tai Chi con il mio amico Emilio Gonzales e lo praticavamo nel parco. Abbiamo cominciato a fare qualche lezione di Qigong con gli amici, ma alcuni di loro erano troppo malati per praticare all’aperto d’inverno, e allora abbiamo deciso di aprire un centro. Adesso sono più di otto anni, e gli allievi sono migliaia."

È importante sapere che si può iniziare a praticare senza alcuna previa conoscenza di arti marziali ed è possibile imparare istantaneamente. È solo una questione di pratica costante, circa una mezzoretta al giorno. Si può fare dovunque e con qualsiasi abbigliamento. Dice ancora George: "Il Qigong ti acquieta la mente e lascia fuori i pensieri. È proprio quando non pensiamo al passato o al futuro che la nostra energia si può concentrare sulla guarigione. Possiamo prendere quella energia e incanalarla nel corpo, equilibrando gli organi. È un’equazione semplicissima: nella medicina cinese se la mente è tranquilla, il corpo può guarire se stesso. I movimenti stimolano i meridiani in cui circola l’energia e i suoni li disintossicano. Più pratichi più entri in contatto con il tuo corpo, diventi più meditativo. I 6 suoni curativi all’inizio non sembrano altro che suoni, ma quando li pratichi questi tracciano una via nei meandri della mente e raggiungono punti che credevi di non possedere. In effetti non è facile parlarne, bisogna provarlo. La medicina cinese dice che la malattia si forma quando l’energia smette di scorrere e si blocca. Il Qigong tiene l’energia costantemente in movimento e quindi tra l’altro previene la malattia.

Il Qigong trova le sue origini 4.000 anni fa in Oriente. Insieme alle altre pratiche, tra le quali il Tai Chi, serviva a curare i monaci che si dedicavano troppo alla meditazione, restando fermi in posizioni che creavano blocchi fisici ed energetici al corpo. Il Qigong è quindi un perfetto incontro tra l’immobilità della meditazione e l’intensa attività delle arti marziali e lo possono praticare proprio tutti, anche chi è costretto a letto o sulla sedia a rotelle. I maestri insegnano come prima cosa l’arte del respiro che deve essere silenzioso, lento e continuo. Ci sono moltissimi stili diversi, oltre 3.000, ma tutti sono concordi sul fatto di coltivare la propria energia vitale attraverso la meditazione, il rilassamento, movimenti gentili e respirazione.

Pratica respiratoria

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Per avere una respirazione corretta, bisogna usare il diaframma. Si tratta di un muscolo che si trova tra lo stomaco e il petto e si muove automaticamente in basso per portare l’aria nei polmoni e verso l’alto per svuotarli. Quando il corpo è rilassato, il diaframma lavora bene e crea un ciclo respiratorio lento, dolce ed equilibrato. Pensate alla respirazione diaframmatica come se respiraste "con lo stomaco". Mettete una mano sullo stomaco e respirate: se la pancia si gonfia quando inspirate e si sgonfia quando espirate, siete già sulla giusta via. Se lo praticherete tanto, diverrà un metodo naturale e lo continuerete inconsciamente durante tutta la giornata. Naturalmente l’aria non entra davvero nello stomaco, è un movimento riflesso, ma secondo i cinesi l’addome era il centro di tutte le energie vitali, il ‘mare del c’hi’.

Cominciamo a fare un po’ di pratica: sedetevi comodi dove preferite (sul letto, sulla sedia, a terra…) e poggiate una mano sullo stomaco. Cominciate a respirare regolarmente attraverso il naso. Immaginate di avere un palloncino nello stomaco e di gonfiarlo tramite un tubo che parte dal naso e visualizzate il palloncino che si gonfia e si sgonfia tramite il vostro respiro. Inspirate per 4-5 secondi, fate una piccola pausa e espirate per un egual tempo. Pausa e ripetete per molti minuti. Fate questo esercizio un paio di volte al giorno da 7 a 10 minuti. Se avete una vita molto attiva, col tempo imparate a fare la respirazione nei momenti morti: in mezzo al traffico, mentre aspettate l’ascensore o in fila all’ufficio postale. L’esercizio di respirazione aiuta ad indurre lo stato meditativo e viceversa. Si è consci di quello che avviene, ma non troppo lucidi: completamente rilassati ma non in trance, per intenderci.

Una cura per tutto

Il Qigong non è adatto per curare stati acuti di malattie, ma più che altro per prevenirle o per trattare stati cronici. I cinesi lo usano per trattare con successo abusi di sostanze o obesità. Questa "arte gentile", infatti, migliora la distribuzione dell’ossigeno nel corpo e migliora il funzionamento dell’intestino. I medici cinesi lo hanno introdotto con successo negli ospedali per curare allergie, artrite, asma, problemi all’intestino, costipazione, diabete, gastrite, gotta, emicrania, malattie cardiache e ipertensione. La lista si allarga a malattie croniche di reni, fegato, mal di schiena, miopia, obesità, paralisi causata da fattori esterni, retinopatia, reumatismi, sciatalgia, insonnia, stress, torcicollo e ulcera e anche alle conseguenze della chemioterapia. Insomma: il Qigong è utile nel trattamento di pressocchè qualsiasi malattia, soprattutto almeno il 50% di quelle che i dottori occidentali definiscono psicosomatiche e quindi, irrisolvibili. Se provate il Qigong per trattare uno stato di malattia già esistente, non praticate da soli, almeno all’inizio affidatevi ad un maestro valido. Secondo alcune teorie cinesi, il Qigong ben praticato aiuta, ma quello mal praticato potrebbe non far bene.

Evitare le malattie

In Cina, un medico non aveva vita facile: se l’imperatore si ammalava il dottore era un fallito e andava messo a morte. Egli non serviva infatti a curare la famiglia imperiale ma ad evitare che si ammalasse. Questo è anche lo scopo del Qigong: aumenta le forze e la resistenza alle infezioni e alla senilità prematura. La pratica quotidiana riduce i rischi di infarto, migliora i livelli di zuccheri nel sangue nei diabetici e normalizzando i livelli di ormoni nel sangue può correggere problemi di impotenza o frigidità.

Quanto praticare?

Per ottenere dei benefici non è necessario diventare maestri di Qigong, basta imparare qualche esercizio, ma non si tratta di una cura istantanea: per stare bene bisogna raggiungere uno stato di tranquillità e sviluppare un atteggiamento positivo e forte volontà. Ci sarebbero tre modi di ottenere dei benefici: primo, andare da un maestro di Quigong e fare un trattamento con il ‘Chi’ del maestro stesso, ma questo è possibile solo in Cina o a volte in posti come San Francisco, New York, Chicago, Los Angeles o Vancouver. Secondo, trovare un bravo maestro che insegni gli esercizi e la meditazione; terzo, imparare a curarsi attraverso la pratica di gruppo. Per divenire pratici del Qigong e fondersi con esso e la natura, ci può volere da un minimo di tre mesi ad un anno. Non ci sono scorciatoie e non ci sono limiti al progresso che si può raggiungere.

Qualche precauzione

Il Qigong migliora la circolazione, quindi le donne non dovrebbero praticarlo durante il ciclo mestruale o nel periodo di gravidanza. Se è presente un’emorragia di qualsiasi tipo, magari dopo un’estrazione dentale, non praticare fino a che la condizione non sia passata. Evitate di praticare se vi sentite storditi o avete vertigini. Non mangiate né bevete fino ad un’ora e mezza prima degli esercizi, specialmente alcol.

Quando praticate, ponetevi fronte a Nord o Sud, in linea con il campo magnetico della Terra e provate a farlo sempre alla stessa ora.

Dopo un periodo di pratica si è portati a voler provare ad emettere il chi all’esterno, tramite gli occhi o il palmo della mano o dalle dita, come fanno i maestri: questo può essere pericoloso. Si può fare solo dopo anni di pratica e solo con l’attenta supervisione di un maestro. Ci sono grandi limiti nell’imparare il Qigong tramite i libri: alcune cose hanno bisogno della trasmissione orale e della pratica continua. Ma non scoraggiatevi e provate a impararlo, ne vale davvero la pena.

di Lily Ayo