L’HIV SEMPRE PIÙ FORTE IN EUROPA

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L'Aids resta "un problema enorme di sanità pubblica in Europa", dove il virus dell'Aids, l'Hiv, ha continuato a diffondersi nel 2003. E' quanto rivela uno studio di EuroHiv.

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PARIGI – L’Aids resta “un problema enorme di sanità pubblica in Europa“, dove il virus dell’Aids, l’Hiv, ha continuato a diffondersi nel 2003. E’ quanto rivela uno studio di EuroHiv, un osservatorio europeo dell’epidemia Hiv/Aids nel vecchio continente, reso pubblico oggi.
“Questo elemento è particolarmente vero per l’Europa dell’ovest”, dove l’aumento dei nuovi casi d’infezione osservato nel 2002 (+26%), è proseguito nel 2003 (+9%), sottolinea l’Istituto di sorveglianza sanitaria (Invs) che rappresenta la Francia in seno all’EuroHiv.
In Europa orientale, il numero delle persone sieropositive continua ad aumentare anche se i nuovi casi di infezione fanno registrare un calo del 15%.
La zona geografica considerata dallo studio è la regione Europa ai sensi dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che comprende 52 Paesi, fra cui la Russia e alcuni Paesi dell’Asia centrale.
“La contaminazione degli eterosessuali è in continuo aumento”, poiché rappresenta il 59% dei nuovi casi di infezione in Europa occidentale nel 2003, e “le donne costituiscono una delle categorie più a rischio con il 37% di nuovi casi nel 2003 contro il 33% del 2002.
Tuttavia, la progressione dell’Hiv nella popolazione eterosessuale non deve mettere in ombra la ripresa dell’epidemia fra gli omosessuali maschi in Europa occidentale con il 30% dei nuovi casi nel 2003, pari ad un incremento del 24% rispetto al 2001. Anche i tossicodipendenti restano una categoria della popolazione “particolarmente vulnerabile”. In oltre, in Europa dell’ovest, gli immigranti dell’Africa subsahariana rappresentano il 26% dei nuovi casi diagnosticati nel 2003.
L’epidemia attuale è caratterizzata anche dalla giovane età delle persone colpite, soprattutto nell’est. I giovani che hanno meno di 30 anni rappresentavano nel 2003 il 29% dei nuovi casi diagnosticati in Europa occidentale, il 45% in Europa centrale e il 73% in Europa orientale.
“Si stima a 610.000 la popolazione affetta dal virus dell’Hiv in Europa occidentale e a 1,4 milioni” il numero dei sieropositivi in Europa dell’est, sottolinea I’Invs che raccomanda di rafforzare la prevenzione, il depistaggio del virus e l’accesso ai trattamenti antiretrovirali.

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