L’OMOSESSUALITÀ DEI GENITORI

di

Un ragazzo problematico e i suoi strani genitori.

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Ciao leo,

ho un’amico (ereditato da addolescente) che ha trent’anni ed è presubilmente etero anche se non ha mai fatto sesso in vita sua. E’ un uomo estremamente "conservatore", odia ogni tipo di novità ed è piuttosto sessofobo. Ho conosciuto i suoi genitori (è figlio unico), e mi sono parsi un pò strani. Dai suoi racconti sospetto siano omosessuali velati. Ti chiedo se è possibile che un figlio maturi senza rendersi conto di avere genitori omosessuali. Siccome presumo che famiglie di questo tipo in Italia non siano una rarità, ti chiedo se la precezione che il figlio avrà dell’omosessualità in una famiglia velata sia negativa piuttosto che positiva.

Grazie Andrea

Caro Andrea,

purtroppo o per fortuna la casistica umana è talmente vasta che non posso con sicurezza dirti se un figlio è capace di riconoscere l’ orientamento omosessuale nei propri genitori: a volte succede, ma spesso il bisogno di non sapere ti chiude completamente gli occhi!

Ti posso invece dire che dietro le tue domande si nascondano tante tue perplessità come, ad esempio, quella di poter non essere accettato dal tuo amico nel caso in cui la sua percezione sull’omosessualità sia negativa, percezione derivata dalla convivenza con persone "strane", quindi con comportamenti fuori dalla norma, e quindi presumibilmente reputati negativi. Ma tu gliel’hai detto di essere gay?

Forse anche quella di vedere nel tuo amico comportamenti sessuofobici in età matura dove la paura blocca la gestione della propria sessualità, forse per una grande confusione prodotta dai comportamenti "strani" della famiglia o per la paura di essere qualcuno che non si vuole essere o anche solo per l’ incapacità personale di staccarsi dal cordone ombelicale. E se invece fosse lui gay?

Le premesse da cui parti potrebbero essere errate, visto che dai quasi per scontato che i suoi genitori siano omosessuali: l’essere genitore omosessuale pare che non incida sull’orientamento sessuale dei figli o sulla loro serenità mentale. Penso solo che in quella famiglia qualche difficoltà velata ci sia che però potrebbe essere indipendente dall’essere omosessuali o meno. Probabilmente la tua amicizia non arriva al punto di parlare di sé stessi chiaramente, ma forse è l’ora di tentare di farlo, con delicatezza, eventualmente anche esponendosi personalmente: se anche lui è gay, sarebbe per lui un grande sollievo e probabile motivo di apertura e di liberazione. Se lo sono i genitori, vedrebbe in te un alleato, una persona che può capire: forse ha bisogno di parlare, visto che già ti ha descritto le "stranezze" dei suoi. Sta comunque in te trovare la formula giusta in previsione di un miglioramento della solidità della vostra amicizia e della vostra serenità.

Auguri da un genitore dell’AGEDO

di AGEDO

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