MI PIACE: CHE FARE?

di

Capita a tutti di innamorarsi prima o poi e di avere mille dubbi su come fare il primo passo.

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Ciao Leo più che una domanda è un consiglio anche se in campo ci

sono da ben 39 anni però questo mi manca e cioè.C’è un ragazzo che mi piace

molto un mio vicino di negozio e sono sicuro al 99/99% che ci stà ma non

riesco nemmeno a fare il primo passo sai noi siamo abituati a fare tutto

subito, nelle Dark in sauna nei parchi ecc.ecc. ma questo tipo di incontro

che mi fa pensare ad un rapporto tra etero che prima di fare sesso ci sono

preliminari ch noi non abbiamo o perlomeno io non ho conosciuto essendo GAY come già detto da 39 anni. Mi puoi dire come faccio a fare passi avanti per

meglio conoscere questo tipo che mi fa impazzire? tutte le volte che passo

vicino al suo negozio se lui è dentro esce per salutarmi e tanti piccoli

sguardi che solo noi ben conosciamo. Ora però mi trovo in difficoltà come

fare? grazie mille

ciao francesco111

Ciao francesco111, di norma cerco di dare i meno possibili consigli perché, come counselor, preferisco attenermi ad una metodologia che agevola la persona a trovare da sé la propria modalità d’essere e quindi di esprimersi, in pratica, quella che più gli si addice e nella quale meglio si riconosce. Nel tuo caso cercherò di risponderti adattandomi sia alle tue sia alle mie esigenze, e questo ha a che fare, credo, con la tua domanda.

Intanto è vero, come ben sappiamo noi maschietti, che siamo inficiati da una cultura "predatoria" nella quale la sessualità è agita e consumata in situazioni veloci e clandestine ma, non è per tutti così. Le condotte erotico-ginniche e le di-scariche pulsionali ad esse associate, distaccate dall’affettività e gestite solo a livello pubico, sono esperienza comune a molti di noi e conosciute a tutti coloro che hanno "dovuto" by-passare, andare al di là, le relazioni dove, l’approccio, l’incontro e la conoscenza dell’altro fossero preliminari dell’intimità. Allora la seduzione, l’ascolto delle proprie trepidazioni, l’attesa eccitante, i rituali seduttivi sono qui tralasciati a vantaggio dell’unica caratteristica che viene colta come fondante: l’erotismo. Se vuoi, anche noi gay abbiamo "ereditato" culturalmente la strategia del "ratto delle sabine", della "caccia alla preda migliore", tutta eterosessuale (e le femministe c’insegnano) e, in quanto maschi, ne subiamo (piacevolmente o meno) l’influsso. Col passar del tempo e nel processo di consapevolizzazione che ciascuno di noi fa nel corso della propria esistenza, molti stereotipi e introiezioni provenienti dall’ambiente in cui viviamo (tendenzialmente omofobo o quanto mai discriminatorio) sono esplorati e ri-collocati nella loro giusta dimensione, permettendoci così di orientarci verso una relazione che sia il più autentica possibile e centrata sul benessere, sia del proprio IO sia nel NOI relazionale (tra l’altro questo è il tema di un nostro seminario intensivo, in formula week- end che il Gay Counseling – l’Istituto in cui lavoro – terrà vicino Pisa, a Maggio).

"Come fare passi avanti?" Hai scritto circa la situazione che stai vivendo con il tuo potenziale partner che ti "fa pensare ad un rapporto tra etero che prima di fare sesso ci sono preliminari".

ALLORA, A QUESTO PUNTO, È IL MOMENTO DI DIVENTARE "ETEROSESSUALI", vale a dire attingere a quelle che sono, secondo te, modalità diverse dalle solite (a volte monotone e demotivanti) che ti potranno permettere d’incontrare l’altro e di vivere un’esperienza nuova, seguendo istinto e ragione.

Per esempio: cosa farebbe un eterosessuale che vuole conoscere una ragazza? La invita a prendere un caffe? Oppure, le regalerebbe un libro? Non sono certo originale in questi esempi, forse puoi esserlo meglio tu conoscendo il contesto in cui ciò avviene, o avverrà!

Hai qui, mi sembra, per la prima volta, la possibilità di giocarti una relazione fatta di un approccio un po’ più lungo e di viverti una dinamica relazionale diversa del solito, dove già gli sguardi, gli ammiccamenti, immagino, attivino numerose fantasie aumentando il desiderio e la curiosità.

Infine, la paura di "impazzire" come scherzosamente dici, mi fa pensare ad un alto livello d’eccitazione iniziale; gestirla, può significare attesa, ascolto di sé e delle proprie sensazioni, temporeggiando per valutare conseguentemente un’originale e appropriata modalità d’avvicinamento, migliore soprattutto per te, per gestire eventualmente (spero di no!) un rifiuto, sempre, e comunque, da mettere in bilancio.

Auguri da LEO

di Maurizio Palomba

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