PARENTI SERPENTI

Dirlo alla mamma, ma come fare coi parenti?

Salve, sono un ragazzo che "ha preso coscienza", se così vogliamo dire, circa 5 anni fa. Sono passato attraveso una serie di fasi, prima da solo ho cercato di capire chi ero, grazie alla rete ho avuto molte informazioni, anche sbagliate, ma ho saputo filtrare le cose giuste. Dopo circa 2 anni di "esame di coscienza" ho deciso di fare un coming out con il mio migliore amico, perché avevo bisogno di parlare con qualcuno. Lui é etero ma di aperte vedute e questo è stato il motivo della scelta di parlarne con lui, anche se di parlare non è proprio il caso, perché decisi di scrivergli una lettera. Posso dire che la sua reazione mi ha stupito, perché è stato più amico di quello che pensavo. Mi ha dato coraggio e mi é stato ad ascoltare anche se poteva benissimo non farlo.

Grazie a lui il mio processo di accettazione è proseguito, anche se con qualche fermata lungo il percorso. Grazie alla sua insistenza mi sono a poco a poco rivelato ad un altro mio amico che è anche mio compagno di stanza (non il mio partner). Sempre grazie a lui ho avuto il coraggio di incontrare un ragazzo conosciuto in chat, ed ora finalmente sono felice perché sto con un ragazzo meraviglioso, che mi ama, mi sopporta e che, nonostante abbia 3 anni in meno di me, sia sicuramente più maturo di me. Iniziando a vivere veramente ciò che sono senza nascondermi, non pensavo di poter trovare una persona così bella, intendendo bella anche spiritualmente.

Adesso ho fatto coming out anche con altri miei amici ed amiche, che mi supportano e mi stanno vicino. Mi sembra di vivere in un’altro mondo, visto che ho letto di episodi di omofobia. Nessuno fin’ora mi ha mai detto niente né infastidito. Ma penso che in futuro purtroppo qualcosa mi capiterà, sapendo che nella vita ci sono sempre i risvolti negativi.

Adesso arrivo al punto di questo messaggio. Il mio problema è non poter condividere questa mia bella esperienza con la mia famiglia. Infatti loro non sanno niente, né che io sia gay, né che abbia un ragazzo, e ciò non riesco a sopportarlo, perché mi sento di vivere due vite diverse. Il mio amico mi consiglia di aspettare di finire gli studi ed essere indipedente, il mio ragazzo non se la sente di parlarne. Io conosco abbastanza la mia famiglia per sapere che mia madre non avrebbe molti problemi, almeno da quello che ho potuto capire parlando di omosessualità in famiglia, mia sorella non penso avrebbe problemi; avrebbe un motivo in più per sfottermi ogni tanto ma sempre in modo scherzoso come succede tra di noi. Il problema sarebbe mio padre e i suoi parenti.

Conoscendo mio padre la prenderebbe male, non si arrabbierebbe, ma si sentirebbe deluso e penso avrebbe varie discussioni con mia madre. Il peggio sarebbero i parenti di mio padre, che sono maledettamente pettegoli e maligni, specialmente nei confronti di mia madre che non volendo essere succube della suocera, ha tenuto sempre le debite distanze. Io ho paura di una crisi familiare causata dal mio coming out, che possa addirittura sfociare in una separazione, dato che sento come siano spesso fragili i rapporti tra i miei genitori sempre a causa dei genitori e dei fratelli di mio padre. Io vorrei poterglielo dire ma ho paura. Mia nonna e le mie zie hanno una mentalità veramente provinciale, non hanno il coraggio di dirti le cose in faccia, ma in compenso sanno spargere la voce in maniera efficientissima, se poi si tratta di sbattere m…a addosso a mia madre (scusate il turpiloquio ma qui ci vuole) ci vanno a nozze.

Voi potreste ribattere che non sia necessario farlo sapere anche ai parenti, ma prima o poi qualcosa verrebbe fuori, perché in paese ci sono occhi ed orecchi indiscreti. Io fortunatamente vivo a Bologna per studiare e la mia vita me la sto costruendo qui, lontano da casa, dove io vorrei venire a vivere in maniera stabile. ma anche qui ho parenti, tra cui alcuni cugini, che non mi capita spesso di incontrare, ma qualche volta capita comunque.

Come posso fare, seguo il consiglio del mio amico, oppure affronto la situazione fin da ora?

Grazie fin da ora

Simone B

Caro Simone B,

non è facile sentire e leggere parole così incredibilmente serene di un giovane che si dichiara omosessuale al mondo esterno: in genere esistono, all’inizio, grosse difficoltà prima di tutto nel riconoscersi e poi nell’accettarsi. Nascono quindi i primi tentativi per farsi riconoscere anche dagli altri, amici, compagni, familiari e non sempre le cose vanno per il verso giusto.

Tu sei nella categoria "fortunatissimi", in genere abbastanza esigua: nonostante le paure che ti hanno spinto ad affrontare l’amico del cuore con una lettera piuttosto che a tu per tu, non solo non hai perso l’amico, ma addirittura hai rinforzato l’amicizia con lui, da cui ora puoi ricevere appoggio e consigli.

Ti sei avvicinato a lui con un certo senso d’inferiorità e di titubanza, visto che addirittura apprezzi il suo averti ascoltato (avrebbe potuto non farlo, tu dici), pur avendo tu tutti i diritti per essere ascoltato come amico (anche tu l’avrai certamente fatto con lui). Ma sentivi che il tuo essere omosessuale ti poteva togliere dei punti di credibilità e di rispetto: è vero, qualche volta accade, ma fra persone non legate da vera amicizia.

Veramente è ed è stato il tuo alter ego che ti ha permesso di camminare alla luce del sole fino a permetterti la conoscenza di chi ora è il tuo "meraviglioso" compagno del cuore. Ma perché parli anche qui di "sopportazione"? Se lo fa è perché ti vuole bene così come sei!

Insomma, ora hai l’amico del cuore, un meraviglioso compagno ed amici ed amiche che ti supportano e ti stanno vicino. Come mai hai bisogno di tanto supporto? Ancora non riesci ad accettarti ed a vivere nella "normalità" il tuo essere gay?

Spero che tu non debba più avere bisogno di un contorno di persone il cui legame sia finalizzato al sostegno, ma che prescinda da questo.

Ma veniamo alla famiglia!!!!

Come sempre, quando arriva la splendida esperienza dell’amore, si ha veramente voglia di farne partecipi tutti, soprattutto i propri cari: perché no?

Mi pare che con tua mamma e con tua sorella le cose possano essere abbastanza piane: inizia da loro, parla con loro e consigliati con chi meglio di te può vagliare la possibilità di dirlo anche al papà e a quei pettegoli di suoi parenti. In effetti, come avevi ben previsto, non capisco la necessità di dirlo anche ai parenti lontani se questo può veramente recare danno a tua mamma in particolare. In quanto a te, il tuo orgoglio e la gioia che ti da il tuo amore ti permetteranno di mettere in cantina certe persone ammuffite. In quanto a tuo papà, sarebbe bello ed importante che lo sapesse, ma come ti ripeto, scegli con tua mamma di fare o non fare questo passo.

L’abitare a Bologna ti permette di ignorare certe persone, a meno che, ad un certo punto della tua vita tu non ti faccia più lo scrupolo di farlo sapere al mondo e a testa alta, senza timore di arrecare danno o di essere "sopportato".

Non voglio influire sulle tue decisioni più di tanto: so poco di te, non so a che punto tu sia negli studi ecc.

Prima di decidere, solo considera molto bene la relazione che hai con tua mamma e la sua possibile reazione: ti chiuderebbe in casa, ti bloccherebbe gli studi, ti rifiuterebbe?

Se pensi che questo non può essere, allora penso che per il tuo star bene è forse meglio parlargliene subito!

Ma la decisione è tua e solamente tua………

Coraggio e molti auguri

Un genitore dell’AGEDO

di AGEDO

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