Perché ignoriamo la “B” di LGBT?

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Chi sono le/i bisessuali e quali problematiche hanno nel mondo etero ed LGBT

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“Come un sacco di persone bisessuali, ho riconosciuto che ero B in un’età più avanzata. Fino a quel punto, ho sempre pensato a me stessa come eterosessuale, senza mai metterlo in discussione. Durante la scuola e l’università, ho avuto fidanzati e le relazioni erano sempre appaganti. Ho iniziato a capire che ero attratta dalle donne, quando ho preso una cotta per un’ex collega, che alla fine è diventata la mia prima fidanzata. Il mio rapporto con lei era altrettanto appagante come i miei precedenti rapporti con gli uomini.”

E voi, siete bisessuali? In che punto vi collochereste sulla famosa scala Kinsey ? Ricordate la geometria: ci sono infiniti punti… Compila questo brevissimo questionario

Dall’articolo autobiografico “I’m the “B” in LGBT” pubblicato la scorsa settimana sul sito del National Centre for Lesbian Rights di Washington da Dani Siragusa, sembrerebbe che Oltreoceano si pongano gli stessi nostri interrogativi: chi sono le/i bisessuali? Esistono davvero? E come vivono la loro sessualità? Eppure la sigla LGBT sembra esser chiara nell’includere la lettera “B” all’interno della community… ma nella realtà cosa succede?

La componente B

Il grafico a fianco indica percentuale e numero di adulte/i che si identificavano come LGBT negli USA nell’aprile 2011, secondo un’indagine del the Williams Institute, un’università di legge californiana. Secondo l’analisi svolta sono il 3,5% le persone statunitensi che si dichiarano LGBT, di cui l’ 1,8% bisessuali, mentre soltanto l’ 1,7% lesbiche o gay.

Le/i bisex rappresentano quindi più della metà della comunità LGB (la transessualità, la “T”, invece, non è un orientamento sessuale ma un’identità di genere), i 2/3 delle donne e poco più di 1/3 degli uomini. E stiamo parlando soltanto delle persone dichiarate!

Secondo questa, come altre indagini, la componente B risulta essere molto numerosa nella comunità e sicuramente più diffusa tra le donne che tra gli uomini. Questo potrebbe esser dovuto al ruolo della donna nella società, che include anche una maggiore libertà affettiva nei confronti delle altre donne (omo-affettività) e magari al fatto che la sodomia dell’uomo sull’uomo ha ancora un connotato di passività, altresì perdita della virilità maschile.

Statistiche e deduzioni a parte, anche in Italia le donne sembrano praticare più spesso e con più disinvoltura la propria bisessualità rispetto agli uomini e questa sembra essere più accettata dalla società e ammessa più serenamente. Dopotutto, due donne che fanno l’amore sono il sogno di molti uomini eterosessuali, che vorrebbero troppo spesso esser coinvolti!

Ma come è vista la bisessualità nel mondo LGBT?

Una delle accuse più comuni rivolte alle persone bisessuali, dal mondo LGBT è che mantengano sempre la possibilità di scegliere la situazione più privilegiata, o più semplicemente, che abbiano più scelta e che spesso optino per la “via più semplice”, quella dell’eterosessualità. Notevolmente diffusa nel mondo LGBT è anche la convinzione che i/le bisessuali non esistano, siano cioè gay o lesbiche repressi/e, che non sanno ammettere o vivere la propria omosessualità. Una delle frasi più comuni rivolta loro è: “Decidetevi!”, come se il loro gusto “ambiguo” mettesse in difficoltà il resto del mondo, forse perché le/i rende più difficili da identificare e categorizzare.

E nel mondo eterosessuale?

Dall’altro versante, il mondo eterosessuale ha anch’esso difficoltà a capire la bisessualità, ma ne sembra meno spaventato. Una donna bisex fa tendenzialmente gola a molti uomini, la maggior parte dei quali non si mostra gelosa della sua attrazione per le donne, ma anzi vorrebbe spesso esserne inclusa. Un uomo bisex, invece, fa parte di una minoranza ancora poco conosciuta, solo l’ 1,4% negli USA, e non difficilmente è visto con esitazione dalle donne etero, a cui non attrae molto l’idea che il proprio uomo vada a letto con altri uomini; l’uomo che ammette di essere bisessuale, in altre parole, mette alla prova la propria virilità e questo può non piacere a tutte.

Ma anche la B ha le sue problematiche da affrontare e superare!

In entrambi casi e mondi si fa fatica a comprendere come a una persona, donna o uomo che sia, possano piacere con la stessa intensità sia le donne che gli uomini, così diverse/i tra loro.

Nonostante le numerose esperienze di lesbiche e gay che hanno visto la/il propria/o partner bisex scegliere infine una vita amorosa eterosessuale, è importante ricordare che esistono bisessuali serene/i che sin dall’adolescenza alternano storie ufficiali con donne o uomini, senza per questo essere infedeli o promiscue/i; come che ci sono bisessuali che a un certo punto della vita, decidono di vivere la loro parte omosessuale, scegliendo di proseguire il proprio cammino con una persona dello stesso sesso, pur senza mai definirsi lesbiche o gay.

Un problema, infatti, di chi vive serenamente la propria bisessualità è quello di dover fare coming out, con famiglia amiche/i e colleghe/i, più volte nel corso della propria vita, ovvero ogni volta che la/il partner successiva/o è di un altro sesso rispetto alla/al precedente. Ricevendo domande del tipo: “Ma quindi.. il prossimo sarà un uomo o una donna?” o “Quando hai una fidanzata donna, non ti manca l’uomo? E il suo membro?!?”, e così via. Domande la cui risposta è frequentemente poco compresa dall’interlocutrice/tore, come dicevamo.

Ci piace concludere questa riflessione, che avrà modo di essere riaffrontata, con la risposta che Clara, maestra di 32 anni, da al sito “Al femminile” che le domanda: “Come vivi la tua bisessualità?”

“Bene! Ho accettato la mia natura. Quando si ama, lo sguardo degli altri perde importanza.

Io e Sabrina siamo fiere di mostrarci in pubblico. I miei genitori non mi hanno mai imposto tabù da questo punto di vista. L’unica cosa che mi hanno insegnato è che non ci sono limiti alla ricerca della felicità. E io faccio del mio meglio per essere felice” .

E voi, siete bisessuali? In che punto vi collochereste sulla famosa scala Kinsey ? Ricordate la geometria: ci sono infiniti punti…

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