PSICOTERAPIA DOPO IL COMING OUT

A 19 anni, dichiara ai genitori la sua omosessualità: loro desiderano mandarlo da un esperto per valutare quale sia la “strada giusta”. “Ma non mi farà il lavaggio del cervello?”

Salve ho 19 anni e da circa una settimana ho dichiarato ai miei genitori di essere gay, dopo averlo nascosto per parecchi anni. Ho deciso di dirglielo perché mi sentivo molto solo ed avevo bisogno della loro comprensione e del loro aiuto, visto che rischiavo di cadere in depressione continuando a tacere. Però non sono sicuro di aver fatto la cosa giusta.

Alcuni amici gay mi hanno consigliato che prima di affrontare l’argomento con loro, sarebbe stato opportuno avere alcune esperienze di sesso che mi avrebbero dato delle certezze maggiori riguardo la mia omosessualità. I miei genitori inizialmente hanno detto che mi vogliono bene e che mi accettano chiunque io sia perchè sono sempre loro figlio, ma dopo pianti e consolazioni hanno aggiunto che faranno di tutto per riportarmi nella strada “giusta” con l’aiuto di uno psicologo e che lo fanno per il mio bene.

Io attualmente sono convinto di essere gay, perchè finora mi sono innamorato solo di ragazzi ed ho fantasie sessuali solo con loro, quindi mi veniva quasi da ridere quando mi è stato accennato dello psicologo; eppure pensandoci io ho sempre desiderato di avere da grande una famiglia con una moglie e dei figli, forse perchè mi è più facile immaginarla rispetto ad una vita da gay assieme ad un compagno, senza alcun vincolo legale e col dubbio che una storia possa durare a lungo nel corso degli anni. Io sto accettando di affrontare delle sedute da uno psicologo, non tanto per volontà dei miei ma più che altro per curiosità personale. Tuttavia io dubito che uno psicologo sia in grado, vista la mia età, di poter riuscire a deviare i miei gusti sessuali già definiti da tempo secondo me… Eppure ho letto diversi articoli di gay che si sono “trasformati” in etero con l’aiuto della psicanalisi (sono tutte menzogne?).

Io ho promesso ai miei genitori che cercherò di impegnarmi, anche perchè ho notato che ne stanno soffrendo molto, ma d’altra parte ho pure detto loro che non vorrei rischiare danni psicologici che mi facciano arrivare a perdere la coscienza di chi sono veramente io (insomma non vorrei fatto il lavaggio di cervello), e che ho bisogno al più presto di vivere una mia vita sessuale, perchè non ho ancora avuto alcuna esperienza di sesso, nè con uomini nè con donne.

Ho una piccola curiosità: ma come può uno psicologo, pur non avendo provato sulla propria pelle l’omosessualità riuscire a capire a fondo la mia situazione, o ancora meglio, tentare a farmi diventare “etero”? Possono davvero riuscire a capire così a fondo certe problematiche dopo aver effettuato uno studio approfondito in merito, pur non avendo avuto esperienze omosessuali nella loro vita? E vorrei anche chiedervi: mi consigliereste uno psicologo uomo o donna?

Vi pregherei di rispondere al più presto alla mia email o di inviarmi all’indirizzo di posta il link dove sarà pubblicata la risposta alle mie domande. Mi sareste di grande aiuto. Grazie.

Alex 19 anni

Salve

Sì, credo che tu abbia fatto bene a scegliere la strada dell’autenticità! I genitori, come del resto noi gay, siamo condannati ad attraversare una serie di disagi e di paure che sono però la porta d’accesso che conduce alla grande casa della realtà che ci appartiene: per noi la fatica di conoscere, la diversità e l’omoerotismo, l’affettività, il coming out appunto, la coppia, ecc., per i genitori, tutti quegli stereotipi e pregiudizi che hanno appreso, senza volerlo, sulla questione omosessuale, e non è incomprensibile il loro tentativo di inviarti da un esperto del settore… solo che lo vogliono anche mago, nel senso che prevede e influenzi il tuo sé per come loro desiderano! Dopo un certo periodo di tempo però, e se anche loro andranno da una bravo collega, supereranno la crisi.

A proposito di colleghi, dubito che (se è eticamente corretto) possa farti diventare ciò che non sei ma neanche quello che sei, può solo aiutarti a permetterti di essere ciò che sei: non è lui che sa di te, ma solamente e unicamente tu!

Per quella letteratura che cita casi di successo in termini di cambiamento dell’orientamento sessuale, ricordo alcuni studi freudiani-psicoanalisti e sembrerebbe che il risultato sia un po’ ambiguo; più che un vero e proprio cambiamento di identità, forse sono riusciti a costruire uno strutturato adattamento della persona, la quale spesso non è mai completamente se stessa e vive secondo quelli che sono i dettami che la società si aspetta da lui. Molte ricerche hanno demolito tale approccio a favore di uno più rispettoso dell’individualità.

Condivido la tua perplessità e le considerazioni che circa “fare contenti loro” oppure e allo stasso tempo occuparti della tua salute psicologica: sarà fondamentale questo passaggio per non fare doppi danni e per autorealizzarti, in qualsiasi aspetto della vita.

Spero che potrai almeno scegliere lo psicologo/psicoterapeuta col quale ti trovi meglio (anche con uno gay potresti avere delle difficoltà) e ti senti rispettato e accolto, più che guidato e valutato.

Per la scelta se uomo o donna difficile consigliarti, dipende da te non credo ci sia differenza sostanziale, dipende dalla relazione di alleanza costruttiva che stabilisci con lui/lei. Io ho sempre preferito un uomo, mi era più facile aprirmi e esplorare l’intimità, in fondo anche questo è parte fondante l’identità gay. Se ti potrà essere d’aiuto una documentazione sugli argomenti visita la mia home page www.aiutogay.it/mp.htm e, da lì, esplora il sito.

Dal tono che tento di intuire nel tuo scritto credo che sei sulla buona strada per arrivare a comprendere pienamente e a procedere alla realizzazione di te stesso.

Buon lavoro e fammi sapere come andrà in seguito.

Maurizio Palomba, psicoterapeuta, Roma

di Maurizio Palomba