«SONO UNA VERGOGNA!»

di

La disperazione di un credente incapace di accettarsi.

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Padre! Solo la morte mi porterà via il dolore che mi riempie l’anima al mio risveglio?

Non ho grande orgoglio d’essere omosessuale, e mi sto bruciando l’anima nel pensare che sono una vergogna a Dio. Ho paura di perdere la ragione cercando di nascondere questa cosa che esiste dentro me, la quale non ho mai chiesto di avere. Il terrore del peccato mi ha messo in totale paralisi. Se noi, uomini siamo stati creati all’immagine e somiglianza di Dio, perché siamo nati così difettati??? Non servirò a niente in questa vita, allora cosa sono venuto a fare qui??? Posso fare tutta la carità del mondo, ma alla fine sono sempre un omosessuale… Cosa faccio nei momenti di disperazione, quando non ho nessuno con cui parlare? A volte, ho anche la paura di non aver compiuto la missione per la quale sono venuto in questo mondo: essere gay e patire le penne per essere così. Ho paura di impazzire.

Caro Filippo,

La tua lettera evidenzia un dolore immenso che davvero può portarti alla pazzia, se non imbocchi un’altra direzione nei tuoi pensieri e nelle tue emozioni.

Ma come fai a pensare che sei "una vergogna per Dio"? Come puoi scrivere che "non servirai a nulla in questa vita" e che "il terrore del peccato ti ha totalmente paralizzato"? E tutto questo perché "alla fine sono sempre un omosessuale".

Quando, caro amico, dirai al tuo cuore che essere omosessuale non è né una disgrazia né una malattia, né un difetto, né una maledizione, ma è semplicemente il tuo modo di essere uomo?

Quando ringrazierai Dio che ti ha dato la vita ed accoglierai la tua identità di gay come un Suo dono?

Davvero ti bruci l’anima, come mi scrivi con linguaggio efficace, se non accetti quello che sei, se non impari a vedere su di te il sorriso di Dio. Chi ti ha messo in testa e conficcato nel cuore il terrore del peccato? Essere gay e vivere la propria omosessualità non ha nulla a che fare con il peccato. Il peccato, per omosessuali, transessuali, eterosessuali sta nell’egoismo, nella violenza, nell’idolatria delle cose. Ma non c’è nessun filo diretto, nessun rapporto necessario tra "vivere l’omosessualità" e "commettere peccato".

Tu sei ad immagine di Dio esattamente come me, come ogni donna ed ogni uomo che cercano relazioni di amicizia, di amore, di tenerezza.

Temo che tu sia ancora avvolto ed imprigionato nei pregiudizi culturali e morali che, purtroppo, sono ancora molto diffusi nella società e in numerosi settori della gerarchia cattolica. Ben diversa e ben più positiva è la ricerca biblica e teologica oggi nelle chiese cristiane. Devi imparare a distinguere tra Dio e gerarchie ecclesiastiche. Spesso sono realtà che non hanno alcuna relazione: hanno benedetto un po’ tutti i tiranni di questo mondo e ci dicevano che era volontà di Dio!!

Apri gli occhi e guarda a Dio, cerca di compiere nuove letture che ti mettano in contatto con quei milioni di gay e lesbiche che finalmente hanno imparato a viversi come creature benedette da Dio, non confessano il loro amore omosessuale come un peccato, non si privano della partecipazione ai sacramenti della comunità cristiana.

Solo se ti vivi come "amato da Dio" e se ti ami, allora potrai meglio affrontare le reali difficoltà connesse ai momenti di solitudine che tutte le minoranze a volte esperimentano. Ci pensano poi i pregiudizi sociali e l’incultura diffusa a rendere a volte pesante la vita quotidiana di molti gay e lesbiche.

Ma, intanto, esci dalla valle delle lacrime, collegati, leggi, muoviti, conosci ambienti nuovi, cerca di contattare qualche persona con cui tu possa a quattr’occhi affrontare più approfonditamente le cose che ti premono sul cuore.

Tra omosessuali e lesbiche credenti si sta, finalmente anche in Italia, creando una rete di relazioni, di comunicazioni, di convegni, di incontri davvero consistente e continua.

Esci, esci… vai alla ricerca della terra nuova, della terra in cui il tuo cuore si riconcili con la realtà psichica e fisica della tua persona, della terra in cui tu possa dare e ricevere amore e tenerezza. Vai alla ricerca della terra in cui tu possa vivere il piacere senza sensi di colpa e compiere le tue ricerche, i tuoi esperimenti d’amore sotto lo sguardo amoroso di Dio.

Se tu credi che io in futuro possa esserti utile per parlare e approfondire, sono disponibile e potrai avere con facilità il mio indirizzo.

Caro amico, mettiti in una prospettiva nuova e sappi che se cerchi l’amore cerchi Dio, se fai l’amore, se vivi l’amore, Dio è vicino a te e ti accompagna stringendoti fra le Sue braccia.

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