Sposarsi all’estero? Ecco come e dove farlo

Quali sono i paesi dove espatriare per potersi sposare col partner? E’ necessario prendere la residenza? Quali documenti servono? Risponde l’avvocato di Rete Lenford Antonio Rotelli.

Salve,

sarò sicuramente il millionesimo a chiedervi questo dilemma che afflige la comunita gay in Italia!!

Ipotizando che forse un giorno passeranno anche qui la legalizzazione e il riconoscimento dei matrimoni gay volevo sapere se io ed il mio compagno, assieme da 10 anni, potevamo sposarci in paesi all’estero come Spagna o Belgio. E di conseguenza… quali sono le procedure e tutto il tran tran da fare?

Tanto qui non si vede la luce!!!! 🙁

Luca

La risposta dell’avv. Antonio Rotelli

Carissimo Luca,

il numero di Paesi che consentono alle coppie formate da persone dello stesso sesso di sposarsi è in continuo aumento, grazie ad una sempre crescente attenzione verso i diritti delle persone omosessuali, a garanzia di principi comuni quali l’uguaglianza, la dignità dell’essere umano e l’autodeterminazione, ma anche grazie alla accresciuta visibilità delle stesse persone omosessuali. In Europa, per esempio, le persone omosessuali possono sposarsi in Spagna, Belgio, Olanda, Svezia, Norvegia e tra un po’ dovrebbe essere possibile anche in Portogallo. Fuori dall’Europa il matrimonio è possibile, per esempio, in Canada, in alcuni stati degli Stati Uniti e in Sudafrica.

Il matrimonio, però, ha spesso regole diverse in ciascun Paese, pur essendo molte le similitudini tra le varie legislazioni, sia per quanto riguarda i diritti e i doveri che dal matrimonio nascono, sia per quanto riguarda la possibilità di sposarsi in un certo Stato da parte di stranieri. Ci sono Paesi, come per esempio la Spagna e l’Olanda, dove si richiede che gli stranieri siano almeno residenti per potersi sposare: cioè si chiede che il rapporto con il Paese nel quale ci si vuole sposare sia significativo e non estemporaneo, in alcuni casi proprio per evitare il fenomeno del cosiddetto "turismo matrimoniale". Prendere la residenza in genere significa che ci si deve trasferire in quel Paese per un certo periodo di tempo, affittare una casa, cercarsi un lavoro oppure studiare all’università e via discorrendo. Non è usualmente richiesto un tempo minimo di residenza prima di poter chiedere le pubblicazioni matrimoniali, essendo sufficiente essere effettivamente residente. In alcuni casi ottenere la residenza è molto semplice, basta recarsi in comune, e non viene svolta un’indagine per verificare se una persona si è trasferita in quel Paese solo per sposarsi.

In altri Paesi, invece, è ancora più facile in quanto non è richiesta neppure la residenza: questo è il caso del Canada dove è sufficiente recarsi in viaggio e chiedere di poter celebrare il matrimonio. Al momento non mi sembra che ci siano Paesi, tra quelli che ammettono il matrimonio tra persone dello stesso sesso, che consentano il matrimonio solo ai cittadini e non agli stranieri.

Normalmente per poter chiedere di sposarsi bisogna dimostrare di non essere già sposati nel proprio Paese, quindi viene richiesto un certificato che viene detto "di stato libero". In Italia i comuni non lo rilasciano quando a richiederlo è una persona che intende sposarne un’altra dello stesso sesso. Questo però in genere non costituisce un ostacolo perché il Paese nel quale ci si deve sposare, a fronte dell’impossibilità della persona di presentare tale certificato, trova un escamotage per permettere ugualmente alla coppia di sposarsi ritenendo essere prevalente il diritto a contrarre matrimoni sull’impossibilità amministrativa di produrre il certificato. Per fare ciò è però necessario farsi rilasciare dalle autorità italiane, ad esempio un consolato, una dichiarazione nella quale si dice che il certificato non lo si rilascia perché in Italia una persona, secondo una convinzione giuridica che però è infondata, non può sposarne un’altra dello stesso sesso.

Infine bisognerà produrre alcuni documenti personali e, in alcuni casi, fare un incontro con l’ufficio preposto al matrimonio, ma basterà rivolgersi a questi uffici, che siano comuni, tribunali o altre autorità amministrative, per farsi dire con esattezza cosa va presentato.

Bisogna ricordare, cosa fondamentale, che il rito del matrimonio e gli atti che lo precedono sono svolti tutti nella lingua del posto per cui la coppia deve saperla parlare o deve affidarsi ad un traduttore che l’accompagni in ogni passaggio. Anche i certificati che si portano dall’Italia devono essere predisposti su un modello che si chiama "internazionale".

Infine, lo accenno solo, ci sono Paesi, come l’Inghilterra, la Francia o la Germania dove le coppie dello stesso sesso non possono sposarsi ma possono accedere ad istituti giuridici che danno gli stessi diritti e doveri del matrimonio o alcuni meno. Le regole che valgono per poter accedervi sono le stesse indicate per il matrimonio.

In ogni caso bisogna ricordarsi che in Italia il matrimonio o l’unione civile contratta all’estero non avrà valore a meno che non venga richiesta, solo per il matrimonio, la trascrizione. Tuttavia è quasi sicuro che lo stato civile italiano si rifiuterà di eseguire la trascrizione e in quel caso bisognerà ricorrere al tribunale per chiedere che venga riconosciuto. Invece, il matrimonio e gli altri istituti continueranno ad avere valore nello Stato in cui sono stati contratti.

Per maggiori dettagli in rete si possono trovare delle guide su come sposarsi da me scritti negli anni scorsi (su Spagna, Olanda e Inghilterra). Su Gay.it è pubblicata quella relativa alla Spagna. Si tenga conto che qualche minima cosa può essere cambiata (in genere in meglio) da quando questi testi sono stati redatti.

Avv. Antonio Rotelli

Presidente Avvocatura per i Diritti LGBT

di Avvocatura per i Diritti LGBT – Rete Lenford

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