Sposati e con figli. I gay che si “scoprono” tardi

Divorziato e con due figli. “Vorrei spiegargli meglio la mia scelta perché possano accettarla serenamente”. Cosa fare quando bisogna rendere conto, oltre che a se stessi, anche ai propri figli?

Sono stato sposato e ho 2 figli. Ora sono separato e vivo con il mio compagno una storia meravigliosa da un’anno. I mie figli sono al corrente della mia scelta, ma vorrei spiegargliela meglio perché possano accettarla nel modo piu sereno. Potreste suggerirmi il titolo di un libro di qualcuno che ha già vissuto tutto questo?

Uno ha 15 anni l’altro 20. Vengono a trovarci, usciamo assieme, hanno acettato lui, ma nonostante questo non ci invitano alle loro feste perché si vergognano. Eppure io e il mio compagno, in loro presenza, non teniamo certi comportamenti. Capisco non sia il periodo migliore, prima la separazione e poi la nostra unione.

Mi piacerebbe confrontarmi con altri genitori, oggi nella stessa mia situazione.

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Francesco

La risposta dello psicosessuologo Fabrizio Quattrini

Caro Francesco,

la tua mail propone un tema delicato, quello dell’omogenitorialità, che in Italia, a causa della difficile situazione giuridica e socio-culturale vigente presenta notevoli complessità, confusione e incomprensioni.

Spesso quando si argomentano informazioni in merito all’essere genitori con orientamento omosessuale è facile riscontrare elementi come il bisogno di paternità/maternità reale o ideale del gay e della lesbica, ovvero aspetti relativi alla fecondazione assistita, all’utero in affitto, oppure all’adozione. Poche volte viene indirizzata l’attenzione su tutti quei genitori gay e lesbiche che hanno procreato, più o meno coscientemente, prima di intraprendere relazioni di tipo omosessuali e ancora, poche parole vengono utilizzate per comprendere i vissuti dei figli di tutti quei genitori con orientamento omosessuale e che ad oggi vivono serenamente in una relazione di convivenza.

Questo è già sufficiente per comprendere le difficoltà, quando si aggiungono pregiudizi o divieti la questione diventa decisamente insostenibile.

Al fine di comprendere al meglio l’argomento vorrei proporti la lettura di un mio articolo facilmente reperibile on-line dal titolo "omogenitorialità: anatomia di una nuova famiglia" e anche di un testo scientifico scritto a due mani da Bottino e Danna: La gaya famiglia Asterios editori.

Relativamente alla tua paura di un non riconoscimento a 360° da parte dei tuoi figli in relazione alla loro esperienza di vita, vorrei che riflettessi sul fatto che, anche tra i genitori eterosessuali questa modalità accade di frequente. Infatti, non è poi così facile essere invitati alle feste dai ragazzi e ragazze adolescenti. I figli hanno bisogno e permettimi di aggiungere il diritto, di separare i ruoli dei genitori da quelli semplicemente delle amicizie. Un padre ed una madre sono fondamentalmente un padre ed una madre, quindi genitori. Non condivido l’idea che il genitore di qualsiasi sesso ed orientamento sostituisca il proprio ruolo genitoriale favorendo quello di tipo amicale: posso accettare l’integrazione delle tue parti, ma solitamente so quanto sia difficile realizzarla.

Capisco che la tua perplessità può suggerirti la paura di un giudizio in merito all’omosessualità, ma visto che, come hai evidenziato ti è chiara l’accettazione da parte dei tuoi figli in merito al tuo compagno e all’orientamento omosessuale in generale, sarebbe utile non dimenticarlo.

Ho la sensazione che la tua richiesta sia indirizzata non solo a comprendere ciò che è giusto e quello che invece potrebbe essere errato in relazione al tuo vivere con un compagno l’esperienza e il vissuto di omogenitorialità, ma soprattutto un bisogno di confronto. La necessità di rapportare le proprie emozioni e confrontarle con altri genitori che vivono la tua stessa condizione è fondamentale: ancor più nella nostra società che fa fatica ad affermare condizioni esistenti spesso accantonandole o comunque rendendole scioccamente invisibili.

A tale riguardo ti segnalo il nominativo di un’associazione nazionale che potrebbe permetterti di creare serenamente un confronto costruttivo sul tema. L’associazione è quella delle Famiglie Arcobaleno dove al suo interno uomini e donne con orientamento omosessuale e bisessuale condividono l’esperienza e il vissuto della loro omogenitorialità.

Ricordati che i figli, come spesso accade anche ai genitori, devono imparare a trasformare ciò che viene semplicisticamente rimarcato dagli stereotipi socio-culturali e l’omosessualità anche se oggi non rappresenta ufficialmente un problema, ufficiosamente continua a fare paura! Solo attraverso il dialogo, il confronto, e il rispetto è possibile riuscire a combatterla.

Ti abbraccio,

Fabrizio Quattrini

 

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di Fabrizio Quattrini

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