STO BENE SOLO DAVANTI AL PC

Diciannove anni, una relazione durata un anno alle spalle, e ora tanto disagio ad affrontare la vita reale: meglio rifugiarsi nel mondo virtuale, o scuotersi dal torpore? Il consiglio dell’esperto.

Caro Leo, ti scrivo dopo aver letto un sacco di tue risposte ad altri. Sono un ragazzo di 19 anni, lavoro a tempo parziale, vivo in famiglia, i miei genitori come mio fratello sanno che sono gay. Mi sono scoperto circa a 16 anni e mi sono accettato a 18 anni, è stato veramente un brutto corso quello dell’accettazione visto che mi sono innamorato di un eterosessuale all’epoca mio migliore amico e ke questo innamoramento mi ha causato un conflitto interiore talmente forte che aggiungendosi agli altri fatti della mia vita come il rapporto in famiglia e il lavoro…il tutto mi ha portato al tentato suicidio. Posso dire che sono felice di escere riuscito a sopravvivere e ho ricominciato a vivere. In seguito ho avuto una relazione durata un anno circa, ci siamo lasciati tre mesi fà (l’ho lasciato io perkè mi sono accorto che forse non era amore quello che provavo), da quando sono single sono continuamente triste ed in conflitto con me stesso.

Ora rifletto e vedo che vivo solo virtualmente…la mia vita sta dietro ad un pc e dietro agli sms del cellulare, nient’altro. Non riesco ad interagire con le altre persone, mi sento a disagio fuori sia in locali etero che gay…anche se ho amici con cui uscire mi sento sempre fuori luogo e nella mia testa penso sempre alla mia camera..perkè in camera mia sto molto bene…quando non sono al lavoro me ne sto in camera dietro al pc o alla tv. Con amici via chat e via sms, come ripeto non riesco piu a provare di farmi nuovi amici o tentare avventure o relazioni con gli altri. Non sono su internet per cybersex (non mi piace) o per masturbarmi davanti a foto o video (lo faccio solo ogni tanto come sfogo sessuale), ma quello che mi spaventa è il fatto di sentirmi fuori luogo e a disagio nel mondo vero e di trovare pace e serenità solo in chat o su internet. E interagire con gli altri solo sms. Anche quando mi telefonano ho una paura matta di rispondere e ho paura a chiamare. Non so’ cosa mi stia succedendo. Il mio ex ragazzo qualche giorno fà mi ha detto che si era trovato un altro ragazzo, la cosa mi ha reso sereno all’inizio ma poi mi è scesa una grande tristezza…io so’ di non essere solo perkè ho gli amici e la famiglia…ma mi sento solo lo stesso e sto bene solo davanti al pc…in camera mia completamente solo…mi sento male anke quando i miei genitori entrano in camera mia per qualsiasi motivo. Riesco cmq ad uscire di casa, per andare al lavoro o fare spese o cose simili ma quando mi fermo in un posto per bere qualcosa o parlare…bè li comincio a sentirmi leggermente a disagio…e credo anke che non riuscirò piu a ripigliarmi tanto presto da questo stato.

Cosa posso fare?

Shinji_19

Ciao Shinji_19,

mi sono sentito triste a leggerti, ma ho anche pensato che periodi un po’ difficili di "ritiro" e solitudine forse non vanno trascurati ma accettati.

I presupposti per vivere al meglio la tua sessualità (omo), famiglia, interessi, possibilità di conoscenze, relazione intima già avuta, mi fanno supporre che il problema sia da qualche altra parte, uno di quei disagi che definirei esistenziali.

Si potrebbero fare tante ipotesi e si potrebbero esplorare quelle emozioni e situazioni che sono per te di impasse: "mi sento sempre a disagio, fuori luogo… ho una paura matta". Molti di noi attraversano momenti così specie in età giovanile: l’autostima bassa, l’incertezza del futuro, con chi vivrò e condividerò la mia vita di coppia, ecc. Abbattersi significa lasciarsi scorrere addosso la vita quindi, forse possiamo sì parlare di crisi esistenziale ma con qualche nota depressiva? Oppure, semplicemente incapacità a ricominciare a stare dentro questo momento grigio? E, allora quali sono le paure che ti prendono quando cerchi di comunicare?

Quale pericolo?

Dietro ogni paura c’è un pericolo, reale o immaginario ed è lì che potresti capire di più cosa sta succedendo, forse puoi farlo con un aiuto, amico, consulente, o presso una associazione gay di zona.

Non c’è nulla di male a chiedere aiuto, probabilmente, anzi ne sono convinto, la tua crisi è uno stimolo forte ad un momento di crescita, di passaggio, da cose che hai già vissuto in cose nuove, entusiasmanti. Facile scrivere cose di questo tipo, penserai, ma so anche quanto sia difficile il cammino che porta a adattarsi costantemente alla vita.

Voglio, a questo punto, considerare anche che sei dentro al mondo web, e forse anche lì puoi trovare qualcuno il quale, esperto o meno, possa darti, magari in forma costante e per un certo periodo, dei suggerimenti. Come sai però, è importante che non rimani e non ti crogioli dentro al virtuale! Usare il pc è un’ottima e irrinunciabile cosa oramai, ma esserne schiavo e infine poco soddisfatto non mi sembra che, specie giovane come te, debba meritarselo per rimanere ancorato improduttivamente e con poche possibilità di nutrirsi!