TRUFFA ALLA COREANA

L’Italia torna a casa. Cronaca di una disfatta annunciata. Di giochi di potere più alti delle nostre teste, dello sconforto per aver dato il massimo. Consoliamoci con nuove foto sexy dei calciatori.

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Non c’era bisogno di vedere all’opera l’arbitro di Corea del Sud – Italia Byron Moreno per capire che la FIFA gestisce in maniera inadeguata ed indegna il reclutamento e l’impiego dei direttori di gara (e peggio ancora quella degli assistenti dell’arbitro, quelli che una volta chiamavamo più amichevolmente guardalinee) per la fase finale del campionato del mondo. Gli episodi accaduti con Messico (arbitro il brasiliano Simon) e Croazia prima ancora (Poll, federazione Inglese) ci avevano ampiamente fatto comprendere che l’aria che tirava per noi, era brutta. Non eravamo tenuti in considerazione, si diceva, e ce ne siamo accorti subito.

In ossequio al principio che la realtà è sempre peggiore della peggiore immaginazione, ci siamo trovati in campo questo ragazzino proveniente dall’Ecuador 3 anni più giovane di Di Livio, tracagnotto e lento nella corsa che pronti via, ci ha fischiato contro un calcio di rigore che definire discutibile pare riduttivo, per una trattenuta in area di rigore come ce ne sono 300 in ogni partita. Se il messaggio era quello di promuovere il calcio asiatico a colpi di bandierina e di fischietto sia quel che sia, ci siamo detti tutti, il messaggio è giunto forte e chiaro! Ormai non fa più nemmeno notizia la rete regolarissima annullata all’Italia per un fuorigioco inesistente, che tutt’al più fa sorgere ai più una considerazione amara. Essendo infatti la FIFA sempre alla ricerca di nuove innovazioni (campanelli sulle porte per vedere se la palla supera la linea, quattro guardalinee al posto di due, palloni più leggeri come quelli che si stanno usando in Giappone e Corea con effetti devastanti sulla qualità del giuoco) la Federazione Italiana dovrebbe farsi promotrice della seguente proposta: cambiare la bandierina in dotazione ai guardalinee, e sostituirla con un bastone bianco e con un cane da accompagnamento. Forse così almeno, l’Italia, qualche rete in più potrà segnarla!

Tutta colpa allora, come sempre accade quando si perde, dell’arbitro inadeguato se non in malafede? No, ovviamente no, nel corso dell’incontro mister Trapattoni ha commesso alcuni errori imperdonabili in parte radicati nel proprio spirito difensivista (una volta si diceva sbrigativamente catenacciaro, ma ora siccome siamo nel terzo millennio, non usa più) ed altri invece, legati all’interpretazione dell’incontro data nei 90 minuti. L’errore strutturale, il Trap lo ha commesso arretrando la squadra alla strenua difesa di un gollettino striminzito fatto contro la Corea (manco stessimo parlando del Brasile di Ronaldo), che peraltro si è mostrata ben modesta compagine. Ha deluso sotto tutti i punti di vista: ci si aspettavano 11 folletti indemoniati che correvano per tutto il campo, e ci si è trovati innanzi ad una squadra senza acuti, od individualità di spicco, capace di sbagliare un calcio di rigore al minuto numero 3 ma che sta in campo ordinatamente e senza particolari lampi, svolgendo il proprio compitino con criterio e dignità. i bagliori che illuminano questa squadra, la ingigantiscono.

Altro errore imperdonabile, è stato non credere in un Del Piero smaccatamente più in forma di Totti, che si è visto sin dall’inizio non essere sulla lunghezza d’onda giusta per rendere il massimo in questo mondiale. Troppo sovraccaricato di responsabilità, non ha retto. Capriccio che il mister azzurro ha perpetrato anche ieri, togliendo quando in vantaggio dal campo una punta (Del Piero appunto) per mettere un mediano difensivo come Gattuso. Misteri del calcio.

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In più, come se non bastassero i guardalinee miopi, ci si è messa pure la sfortuna più nera: se Panucci non avesse sbucciato un pallone capitombolato chissà come sul piedino dell’eroe di turno, ora non staremmo qui a parlare dell’Italia fuori e prepareremmo l’incontro con la Spagna nei quarti. Se l’assistente del signor Moreno conoscesse il regolamento e sapesse ben interpretare il fuori giuoco, adesso festeggeremmo noi il golden goal. Se l’arbitro avesse evitato di inventarsi di sana pianta una vergognosa simulazione di Totti evitando di buttarcelo fuori, e se ci avesse dato il rigore che si aspettava, forse le cose starebbero in maniera diversa.

Nonostante tutto, e nonostante tutto il nostro sbagliatissimo difensivismo, l’Italia esce a testa però alta da questo mondiale, dopo una gara a viso aperto che ci ha visto preponderare nelle occasioni da rete, incisivi, pericolosi, determinati, bravi nel coprire. Grande la partita di quel Maldini contestato alla vigilia, vecchio ed indomito capitano. Eccellente il reparto difensivo, con un Coco stratosferico nonostante la gomitata in faccia, il taglio ed il relativo turbante, e bravi davanti con Vieri implacabile e Del Piero eccellente portatore di palla e cursore d’attacco che ha sempre messo in crisi il comparto difensivo coreano. Unico UFO il buon Totti, assente abulico e fuori dagli schemi. Troppo incapricciato della giocata personale, troppo determinato a “spaccare il mondo” per farcela davvero.

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Del senno del poi però, sono piene le fosse, ed ecco che come per incanto, ora, noi andiamo anche per colpe tutte nostre a fare compagnia alla già folta schiera delle grandi squadre trombate (Francia, Argentina, Svezia, ecc.) e la Corea del Sud in questo mondo che gira alla rovescia ed ossequia presidenti padri padroni come Sepp Blatter e che premia gli accoliti che sostengono il medesimo, proseguono.

Di certo questo mondiale, un record lo ha già: dopo questa direzione di Corea – Italia, e la rete regolarissima che un arbitro giamaicano ha annullato al Belgio mentre era ancora in parità con un Brasile in evidente difficoltà, di sicuro questo mondiale passerà alla storia come il più ignobile dal punto di vista delle direzioni di gara. E, scommettiamo che … non finisce qui?

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di Luca Valeriani