TU NON SEI GAY!

Il fratello lo sfida a dimostrarglielo

La sera del 31 dicembre iniziai il mio coming out con mio fratello, ma non glie lo dissi completamente. Fu il primo gennaio sera, verso l’una, che finalmente trovato il coraggio glie lo dissi, tra le lacrime ed il pianto. Ciò perchè avevo paura della sua reazione. Che poi a dire il vero l’ha presa meglio di come potessi pensare, o quasi.

Ed ora la cosa più strana è che mio fratello non mi crede, infatti dice che non è possibile, che io, il quale facevo battute piccanti e spinte sulle ragazze e via dicendo, fossi gay. La verità era solo, gli dissi, perché volevo che nessuno potesse saperlo e caso mai che qualche dubbio fosse da questo comportamento vanificato; e che se ora l’ho detto solo a lui è solo perchè voglio almeno con un mio parente essere sincero.

E qui in un certo qual senso nasce il problema.

Mio fratello dice che è un periodo che passerà perchè a tutti capita di fare qualche sogno omo (ha detto che qualche volta è capitato pure a lui) e che secondo lui credo di esser gay solo perchè sentendomi rifiutato dalle donne per il mio fisico mi sono avvicinato agli uomini.

Non gli ho detto la verità di come ho fatto ad accorgemene che sono gay, ma glie l’ho fatto capire, ma nonostante ciò resta titubante. Ora mio fratello m’ha posto un problema: ovvero fino a pasqua di fare un sacrificio, quello di non collegarmi a siti gay e di non entrare in chat gay e poi veder se al termine di ciò sia ancora gay. Ciò perchè pensa che chattando con gay possa esser in un certo qual senso plagiato.

Io gli ho detto che lo avrei fatto, ma non è così. Ma come posso chiudere così per tre mesi delle amicizie e poi reiniziare?

E’ vero che quando mi collegai ad internet la prima cosa che feci fu la ricerca di siti gay, però all’epoca, quand’ero a napoli, non avevo il cavo telefonico in casa e tranne poche volte, da aprile a luglio solo tre volte ho usato internet e cmq su siti gay.

Ora, secondo lei dovrei seguire il consiglio di mio fratello?

Io non lo faccio, sia perchè per avvicinarmi veramente al mondo gay c’ho voluto tempo, sia perchè non posso chiudere così per tre mesi della amicizie appena nate.

Faccio bene a farlo come dicono al mio paese "fesso e contento?"

Grazie

Mbu

Ciao MBU,

sarebbe proprio il caso di farlo "fesso e contento" e si dice anche … quel che fai il primo (o l’ultimo?) dell’anno, lo fai tutto l’anno!

Se lo meriterebbe perché dopo un’iniziale pseudo(?)comprensione, nella sua testa probabilmente si stanno estrinsecando tutti i principali e classici stereotipi nonché pregiudizi sull’omosessualità, quali:

– l’omosessualità è un "vizio" o gioco passeggero (e questo è anche vero in alcuni casi, il suo!)
– è qualcosa che capita ad altri e non a qualcuno della mia famiglia
– è peccato contro natura
– è una perversione sessuale da curare
– ecc.

Poi le teorie eziopatogenetiche (così si dice degli studi sulle cause delle malattie):

– il rifiuto delle donne
– la mamma iper-ansiosa
– il papà iper-assente
– gli ormoni mancanti
– le cattive compagnie (anche virtuali)
– ecc.

Di solito la famiglia reagisce così, cioè in un percorso d’esplorazione e di convincimento che forse qualcosa si può fare, la logica comune è: trovata la causa, trovato il rimedio!

Lasciarli fare e continuare ad essere semplice e chiaro come tu hai fatto, è la cosa migliore.

Lodo particolarmente, e mi emoziona, la tua onestà e delicatezza verso gli amici che hai scelto e coi quali mantieni contatti in Rete. Mi fa pensare che stai costruendo le tue relazioni e, questa, è una cosa buona, anzi ottima! In fondo diventando adulti ci separiamo in qualche modo dalla famiglia d’origine, per lo meno psicologicamente, per andare a costruirne una nostra, diventando parte di una comunità nel senso più ampio, solidale e impegnativo del termine.

Accontentare tuo fratello significherebbe non rispettarti, mentre il tuo interesse andrebbe esplorato, capito, compreso per permetterti di trovare una tua personale collocazione esistenziale e per costruire un’identità. Poi so bene cosa significhi entusiasmarsi per il download di un e-mail che arriva, vedere e leggere sui siti web le storie degli altri che ci riguardano, fantasticare sessualmente sulle immagini, ecc. Difficile rinunciare ad essere scoprendo così se stessi, pena, un abbassamento dell’autostima, delle proprie energie vitali e creative. Per non parlare della tristezza che spesso accompagna molti gay ancora frustrati e sempre incerti/indecisi.

Nessuno deve permettersi di giudicare, falsificare, distruggere ciò che tu hai costruito nel tempo e con fatica, che ti dà benessere e coerenza interiore!

Meglio essere chiari, o tuo fratello ti accetta così – puoi sempre dirgli che non hai intenzione di verificare le sue teorie sulla causa della tua omosessualità – oppure lascerai che il tempo passi senza stare troppo dietro alle sue ingiunzioni e, verificherai da solo, cosa è bene per te e cosa non lo è… non sei più "piccolo"!

Non credo, infine, che se eviti di dirglielo tu lo faccia "fesso e contento", forse lo è di suo, e come si dice…. felice lui felici tutti, ognuno coi propri interessi e bisogni.

Peccato potrebbe perdersi un’esperienza ricca e affascinante di conoscere senza aver paura e senza giudicare cos’è la diversità delle persone, una delle cose più affascinanti che la vita ci regala.

Ti regalo una poesia di Sandro Penna:

Felice chi è diverso essendo egli diverso, ma

guai a chi è diverso essendo egli, comune.

Buona fortuna, "piccolo"!

Leo

di Maurizio Palomba

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