UNA FEDE SENZA DOTTRINA

di

Sono stato educato dai Gesuiti. Mi sono rivolto alla new age. Ora sono ateo. Ma sento molto vuoto dentro. Come posso curare la mia spiritualità senza atternermi a...

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
1242 0

Salve don Franco,
sono un ragazzo di Napoli e le voglio descrivere un poco la mia vita, per poi esporle il mio problema.
Ho una vita piena di interessi, studio quello che mi piace, ho una famiglia che mi supporta moltissimo, un ragazzo che mi ama da due anni. Insomma, ho tutto quello che si possa desiderare.
Ora le spiego il mio dubbio spirituale. Le premetto che dalle elementari al liceo sono andato ad una scuola di gesuiti, che m’hanno formato in una maniera molto laica. A 13 anni, ho iniziato il mio percorso spirituale consapevole: ho criticato i dogmi, ho cercato consolazione nelle dottrine “new age”, poi in quelle buddiste, ho adorato Nietzche, per poi approdare al mio attuale ateismo.
Ora sono ad un punto della vita in cui mi sento molto vuoto dentro. Sono stato abituato a credere in qualcosa e ora mi ritrovo con un pugno di mosche in mano. A volte, invidio chi crede in qualcosa, perchè almeno si illude che tutto abbia un senso.
Ma che appiglio c’è per un ateo? Sento il bisogno di Metafisico, ma sono convinto che non esista. So che le chiedo troppo, ma: come posso accrescere la mia spiritualità senza dover attenermi a nessuna dottrina o religione?
La ringrazio
max

Caro Max,
ti rispondo con un certo ritardo anche perché la tua lettera esige da parte mia un certo impegno.
Ti presento alcune riflessioni che in queste settimane ho “masticato” e “rimasticato” tra me e me.
1) Intanto hai “una vita piena di interessi” e un amore che dura da oltre due anni. Dunque sei una persona felice, fortunata, progettuale. Ti invito a rallegrarti ulteriormente di tutto questo “benessere” che permea la tua esistenza quotidiana. In qualche modo puoi constatare di essere un “privilegiato” in questa società che solo a pochi (relativamente pochi) riserva tanta abbondanza.
2) Ora mi scrivi anche che senti “molto vuoto dentro”. Il primo passo che, a mio avviso, ti può aiutare a crescere ulteriormente nell’amore per la vita e darle significato è un impegno di solidarietà, di nonviolenza attiva, di volontariato. Dentro queste “pratiche quotidiane” la nostra vita può acquistare spessore e senso con o senza la fede.
Tutto questo non è assolutamente prerogativa dei credenti. Milioni di atei ogni giorno credono in qualcosa (eccome!) senza credere in Dio. Al contrario, milioni di uomini e donne “credono di credere” oppure credono in Dio, ma poi vivono un’esistenza vuota, senza amore e senza partecipare ai vari “momenti” di liberazione.
Non sto facendoti l’apologia dell’ateismo non sto nemmeno sottovalutando il problema che tu mi poni. Nella mia vita personale la fede riveste un’importanza sempre maggiore, ma sono sempre più convinto che le strade per rendere feconda una vita sono molte e noi credenti non abbiamo affatto il “monopolio del senso”.
3) Vorrei dirti di viverti bene il tuo attuale ateismo… Intendiamoci: non voglio esortarti all’ateismo, ma invitarti a due considerazioni. Intanto non adorare…nemmeno Nietzhe. Altrimenti decadi dal tuo ateismo…! E poi, da persona onesta ed intelligente quale sai, lascia emergere in te, come già stai facendo, gli interrogativi, i bisogni, le inquietudini.
Per quanto riesco a capire dal tuo scritto, sei una persona aperta all’ulteriorità, non eludi le domande, sai dare un nome ai problemi. Vorrei dire che sei sulla strada giusta, stai facendo un cammino di onestà. Questo è l’essenziale. Non so, non voglio, non posso barare e fare il saputello dicendoti quale sarà l’esito (fede o ateismo) di questo “viaggio interiore”. Comunque, se tu sarai onesto con il tuo cuore, sarà onesta la tua vita o nella fede o nell’ateismo.
4) Se nel tempo “Dio busserà alla porta del tuo cuore” e tu sentirai la strana ed inspiegabile voglia di aprirgli, non chiuderti in casa. Lui non vuole invaderti. Se poi, fatta conoscenza, vorrai rimetterlo fuori dalla tua vita, se ne andrà senza sbattere la porta.
Sono sicuro di una cosa: troverai la tua strada perché sei una persona che cerca con tutto il suo cuore. Questo “smarrimento” è un dono che ti protegge dalla banalizzazione, anche se ti fa soffrire. Abbi molta fiducia in te, nella tua capacità di scegliere e di decidere.
Per me da molto tempo Dio non abita più il paesaggio metafisico, ma è diventato la sorgente della vita, il compagno di viaggio, la realtà accogliente. Ma la mia esperienza non ha la pretesa di “spingerti” in nessuna direzione.
Se in futuro potrò esserti vicino come amico, senza spinte e senza ingerenze, sappi che ne sarò lieto.
Buon viaggio, amico mio. Non ti ho dato delle risposte: mi sono interrogato vicino a te ragionando tra amici.
Ti abbraccio con tanto affetto. Salutami il tuo compagno.
don Franco Barbero

Leggi   Omosessualità e religione: cosa dicono il Vecchio e Nuovo Testamento?

di Franco Barbero

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...