VIRILITÀ DI FACCIATA

"Ho una ragazza per difendermi dal pregiudizio e faccio un lavoro in cui la mascolinità è tutto". Ma l’esperto risponde: "si può essere maschi e gay: il mito virile della forza nasconde la paura".

La cosa per me più difficile è quella di confessare agli altri la mia omosessualità. In effetti sono anni che mi riduco a vivere nell’ombra e addirittura ad avere una storia di facciata con una ragazza per difendermi dal pregiudizio. Oltretutto faccio un lavoro in cui la virilità è tutto.. Cosa posso fare?..

L.

Ciao L.

Fai una domanda usando un verbo che stimola in me inquietudini e porta con sé molto da dire. "Confessare"!

Intanto e comunque grazie per avermi contattato, anche questo, è un piccolo coming out

La questione che poni è talmente un problema generale che mi riesce difficile risponderti se non nei soliti e già descritti modi (e ti rimando a leggerti le altre risposte su questa rubrica) su questo argomento, da una parte esprimere e parlare di sé, di quel sé reale, fa sempre bene alla propria autostima e promuove il benessere psicologico, dall’altra questo processo e i modi di esprimere le parti intime di sé nella nostra esistenza va gestito seguendo tempi e modi personali e non seguendo altre ingiunzioni culturali. Certo, è vero che tutti ci costruiamo "facciate" – io preferisco il termine "maschere" (e su questo con te mi viene di usare la metafora). Ma, come si dice, se è vero che siamo diversi, è vero che anche le maschere che mettiamo sono diverse: alcune più semplici, che lasciano intravedere di più il nostro viso-sé, altre che ci coprono completamente con fronzoli e ornamenti, tessuti e parrucche (J!), sai come a carnevale… dove è concesso "mascherarsi" e rendersi irriconoscibili. Dipendentemente da questo quindi, portarsi addosso, vivere con una tale imponente e faticosa maschera ci costringe a vivere nell’ombra, dietro un muro di bugie e costruzioni di sé, di scuse ipocrite che, nel tempo, possono portare a crisi intense e a disorientamenti che si allargano a macchia d’olio. In realtà, alcuni riescono bene a portarla per tutta la vita (ma a che prezzo?).

Se è vero che ti sei dovuto difendere con una relazione affettiva di facciata, dedicando e tempo ed energia e disponibilità per mantenerla, immagino che viva in un tipo di comunità fortemente stereotipata e discriminante e, penso anche a come sarai affaticato e stanco di "lavorare" sempre alla stessa facciata (qui uso un’altra metafora) come se un edificio n’avesse una sola: quando ti occuperai delle altre facciate? Quando farai visitare l’edificio agli altri? Mostrando le bellezze e gli spazi che ha al suo interno?

Ognuno psicologicamente ha i suoi tempi e la virilità di cui parli non credo dipenda dalla tua omosessualità, puoi essere virile essendo gay, "maskio" come scrivono in chat e, continuare il lavoro: quello che gli altri pensano di te non cambia quello che sei, le tue qualità, la capacità professionale. Mi viene un interrogativo, se la virilità nel tuo lavoro è tutto, che diavolo di lavoro fai?

Ognuno di noi, in quanto individuo unico, possiede una propria naturale capacità di essere virile o femminile ed è fortemente condizionata e guidata dalle indicazioni socio-educative e di costume che il soggetto acquisisce vivendo e confrontandosi con i forti e pressanti modelli socialmente trasmessi.

Mi ricordo di aver letto che il "mito virile" della forza e della superiorità nasconde in realtà la paura e il sentimento di inadeguatezza cui siamo tutti esposti.

Concludo sperando di averti dato spunti di riflessione e stimolo a valutare cosa fare: nel cuore di ogni uomo c’è la consapevolezza di sé stesso, del mondo e della realtà sociale che lo circonda, ma anche e soprattutto degli ideali in cui crede e vuole esprimere.

Mentre ti scrivo provo fatica, disagio e… tenerezza a pensarti e ad immaginare la tua vita, ma sono sicuro che se stai cercando di esprimere quella tua parte oggi, non farai alcun torto alla virilità, anzi ti ritornerà in termini di benessere personale e di riconoscimento che, sei già un Uomo, senza aver bisogno di maschere.

Troppo spesso uomini e donne gay combattono, facendo di tutto per essere come pensano di dover essere, ma raramente si fermano a riflettere e a consapevolizzare su come desiderano essere e quali utili e sane strategie siano possibili adottare per raggiungere lo scopo.

di Maurizio Palomba

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