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Alexander McQueen si suicida. Trovato morto in casa

Giovedì 11 Febbraio 2010

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Gay.it - Alexander McQueen si suicida. Trovato morto in casa
Il famoso stilista è stato trovato morto nella sua abitazione. Tre anni fa il sucidio anche della migliore amica. Era definito l'"hooligan della moda". Lavorò per quasi tutti i grandi marchi.

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Londra - Lo stilista britannico Alexander McQueen si e' tolto la vita nella sua abitazione. Aveva 40 anni e aveva lavorato per Romeo Gigli e per Gucci e di recente le sue creazioni erano divenute un 'must' per icone pop come la cantante Lady GaGa. La notizia della sua morte è stata data dal Daily Mail che cita fonti della sua casa di moda. Il suo suicidio segue di tre anni quello della sua milgiore amica e talent scout, l'editrice Isabella Blow.

Gay.it - Alexander McQueen si suicida. Trovato morto in casaFiglio di un tassista dell'East End londinese, McQueen aveva lasciato la scuola all'eta' di 16 anni per entrare subito nel mondo del lavoro. Dopo aver lavorato per Savile Row, per Gieves & Hawkes e per i celebri costumisti teatrali Angels e Bermans, a 20 anni McQueen si era trasferito a Milano per lavorare per Romeo Gigli. Nel 1992 era tornato a Londra per completare la propria formazione presso la prestigiosa Saint Martin's School of Art. Nel 1996 McQueen era stato assunto come direttore creativo di Givenchy al posto di John Galliano, con cui, fra alti e bassi, era rimasto fino al 2001, anno in cui aveva lasdciato la maison e aveva fatto conoscere il proprio nome nella scena dell'alta moda con sfilate trasgressive al punto di essere definito "hooligan della moda".

Gay.it - Alexander McQueen si suicida. Trovato morto in casaNel 1999, a Londra, ha realizzato una sfilata provocatoria in cui comparivano la modella Aimee Mullins, amputata delle gambe, che a grandi passi ha attraversato la passerella su protesi in legno finemente intagliato, e dei robot per la verniciatura delle auto che spruzzavano su abiti di cotone bianco. Dal 2001 lo stilista era entrato a far parte del gruppo fiorentino Gucci, ed aveva espanso la propria produzione aprendo nuove boutique a Londra, Milano e New York e lanciando sul mercato il profumo Kingdom. Nel 2003 ha collaborato con la Puma per la realizzazione di una linea di scarpe da ginnastica.


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: primadonna
Data: 22-02-2010 17:54

Era un creatore di moda geniale con un idea della moda molto feticista, esagerata, teatrale. Mi piaceva perchè si vedeva che era che sapeva esattamente cosa creava, dal bozzetto all'ultima cucitura. Un vero stilista-sarto di alta moda, come Dior. I suoi abiti erano importabili ma in fondo tutta l'alta moda non è particolarmente agevole. Credo veramente fosse stato depresso per la morte dell madre, in quel caso se non hai un vero supporto psichiatrico puoi non riuscire a non elaborare il lutto. A noi normali che facciamo fatica ad arrivare a fine mese, che non abbiamo nessuna delle sue possibilità materiali di rendere la vita più facile ci viene da dire "ma 'azz c'aveva da suicidarsi questo?", pero' la depressione è una malattia che fa perdere la testa, una lucida follia. Penso che ancora oggi la si sottovaluti la portata di questo male, lo si liquida troppo facilmente. Comunque mi dispiace per lui, era giovane e aveva ancora molto da dire e dare alla moda, una simile sensibilità poteva trovare altre modalità di esprimere la propria sofferenza.


Inviato da: Ospite
Data: 16-02-2010 01:05

Per la serie anche i i "ricchi piangono" se lui che era milionario si è suicidato per la morte della madre noi comuni mortali precari e orfani in certi casi dalla nascita cosa dovremmo fare?Tanto di rispetto per la sua morte ma credo che suicidarsi con tutto ciò che aveva fatto nella vita e il successo che aveva ottenuto sia una vera mancanza di rispetto per chi non ha neanche il pane per mangiare. Tipica moralita' cattolica per cui il suicidio e' peccato mortale, chi se ne frega del malessere che c'e' dietro. Niente di nuovo, il solito bigottume insomma... per questo l'Italia rimane un paese affossato nell'ignoranza e nell'arretratezza sociale.


Inviato da: Ospite
Data: 15-02-2010 12:48

Ma quanto siete acide?????? In pratica la vostra morale è: se si è suicidato cazzi suoi!!! Io invece rimango allibito da quanto possa essere vampirizzante questo mondo della moda: sia per le sue isterie, sia per le sue cattiverie. Credo che le persone che abbia un animo sensibile non possano che soccombere. McQueen ormai aveva un successo planetario e tutti i redattori dei giornali di moda lo adoravano. Eppure, nonostante il successo e la fama.....


Inviato da: Ospite
Data: 14-02-2010 16:18

Per la serie anche i i "ricchi piangono" se lui che era milionario si è suicidato per la morte della madre noi comuni mortali precari e orfani in certi casi dalla nascita cosa dovremmo fare?Tanto di rispetto per la sua morte ma credo che suicidarsi con tutto ciò che aveva fatto nella vita e il successo che aveva ottenuto sia una vera mancanza di rispetto per chi non ha neanche il pane per mangiare. Hai scritto una tale marea di stronzate... Intanto: Alexander McQueen era nato povero: figlio di un tassista e di una casalinga, andò "a bottega" dai sarti di Sawile Road per imparare il mestiere e tirare su qualche soldo. E' diventato ricco con il suo solo talento. Poi: che ne sai tu dei suoi problemi per giudicare la sua tragica scelta? Scrivi di "vera mancanza di rispetto", ma tu il rispetto non sai neppure cosa sia. Vergognati. Bravaaaaaaaa hai fatto la tua sparata da buonista del cacchio da 4 soldi ora andrai anche tu in paradiso,ma non rompere i coglioni.Pensa a tutta la gente che è paralizzata su una sedia a rotelle o che ha un tumore maligno e lotta con tutte le forze per sopravvivere. credo anche io che tu non sappia cosa sia il rispetto e che ti devi vergognare....sarei proprio curioso di sapere come vivi tu per onorare chi è meno fortunato(Ps:non capisco il nesso tra la scelta di una persona,che sicuramente in questo caso influenzata da un grosso malessere,con chi sta in sedie a rotelle etc etc....)


Inviato da: juse
Data: 14-02-2010 15:57

aldilà di qualsiasi idea che si può avere su un fatto così triste,so di certo che abbiamo un genio-artista in meno!!!!!!!.....non capisco cosa ci appiccica con la storia di Alexander il bigottismo,le sedie a rotelle e i malati terminali......


Inviato da: almadell (Veneto)
Data: 13-02-2010 20:50
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Figuriamoci che io il rispetto lo porto solo a chi rimane. E a una madre fa poca differenza se il figlio era un eroe o un malato terminale; piange per il suicidio come per l'incidente. Il dolore di chi resta conta. Il resto è concime per le fragole.


Inviato da: Ospite
Data: 13-02-2010 20:14

Il rispetto lo porto per i morti in guerra,gli eroi,le vittime dei distastri naturali e i morti per malattie incurabili e a tutti coloro che lottano per la vita non per i morti suicidi.


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