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ISTANBUL: DAI MUEZZIN AL PRIDE

Giovedì 12 Ottobre 2006

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Gay.it - ISTANBUL: DAI MUEZZIN AL PRIDE
La Porta d’Oriente è sempre pronta ad accogliere tutti: incontri, amici e avventure. Divertitevi, ma con gli occhi bene aperti.

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Gay.it - ISTANBUL: DAI MUEZZIN AL PRIDEQuale migliore occasione per conoscere meglio Istanbul della possibilità di un appartamento nel cuore della città? Un ragazzo che ti fa da guida e da interprete, e che ti permette di convivere con altri due amici italiani appassionati della Porta d'Oriente. I due conoscono molta gente (arkadash) e parlano un po’ di turco. A questo va aggiunto che la nostra guida, Aris, è gay, anzi la sera si sdoppia e diventa mezzo trans. Sì, perché il suo problema è la famiglia: non ha lavoro e quindi dipende dai genitori. Esce di casa da maschietto, arriva da noi, cambia look (che lui chiama feminem), e la trasformazione è totale. Suo fratello gli ha prestato l'auto e ci scarrozza in giro. Off limits solo il suo quartiere perché non vuole incontrare qualcuno che conosce, sarebbero guai. Ci mostra la vita gay di Gay.it - ISTANBUL: DAI MUEZZIN AL PRIDEIstanbul (come sia cambiata, come la polizia stia diventando gay friendly) e come lui abborda. In macchina abbassa il finestrino e inizia a parlare con chiunque gli interessi mentre, ad esempio, è in coda ai semafori. Parla con i tassisti, con i pedoni e perfino con i motociclisti, ai quali chiede di togliersi il casco, se lo indossano, per ammirare il viso. E se la persona lo intriga sono subito scambi di numeri di telefono e promesse di appuntamenti. Mai nessun ragazzo, anche in gruppo, si è dimostrato scortese, mai un gesto di intolleranza, una battuta o un insulto. Tutti interessati e disponibili, anche con noi che abbiamo un look più maschile. Deve essere che le persone effeminate piacciono molto, soprattutto le trans, che sono diventate veramente tante e di notte invadono la zona di Taksim square. Voglio solo ricordarvi che siamo comunque in un paese musulmano.

In discoteca ascolto un disco che sta avendo successo: mi informo credendo sia una cantante. Invece mi sbaglio, in realtà è un uomo, si chiama Serdar Ortac, una voce molto dolce ed effeminata. È una star, non so se sia gay dichiarato, mi hanno detto che in televisione “si sbatte” come una diva. Come cambia la Turchia, a pochi passi dall'Iran, dove per noi c'è la pena di morte. Qui invece tutto è legale e ho notato molta tolleranza e voglia di apertura. Passeggiando in Istiklal Caddesi sicuramente ti accorgi che siamo tanti. Coppiette anche mano nella mano con tranquillità, bandiere rainbow che segnalano bar gay in pieno centro e facilità di incontri come poteva essere una volta a Napoli, ad esempio. Ma qui sta il punto: fidarsi? Può essere pericoloso?

Gigolò e sicurezza


Da premettere che quasi tutti i ragazzi che vanno con turisti chiedono soldi, sono dei gigolo. Alcuni più furbi specificano che non fanno marchette, poi però devi aggiungere nel conto i drink, il taxi e qualche regalino. Il problema non è questo. Guadagnando dai 100 ai 200 euro al mese si rifiutano di lavorare in una catena di self service per 12-14 ore al giorno e quindi si arrangiano come possono. Molto spesso però rubano. Nel bilancio del nostro viaggio abbiamo “smarrito” due telefonini, un orologio e alcuni cd. Ci è andata bene perché eravamo in tre e i miei amici si sono fermati per circa un mese. Bisogna stare sempre sul chi va là perché il rischio è continuo. Questa è una delle poche pecche del nostro viaggio e va messa in conto. Quindi occhio ragazzi. Quello che va di più è il furto di telefonini, seguono le catenine e gli orologi. Pensate che il governo ha dovuto studiare un rimedio: usando una scheda telefonica turca con un cellulare estero dopo qualche giorno l'apparecchio viene bloccato automaticamente per cui hanno più difficoltà a commercializzare telefonini rubati ai turisti.

In Istiklal ci sono diversi locali gay, aperti fino al mattino, alcuni spesso vuoti e con musica assordante e fumo....

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