
Quale migliore occasione per conoscere meglio Istanbul della possibilità di un appartamento nel cuore della città? Un ragazzo che ti fa da guida e da interprete, e che ti permette di convivere con altri due amici italiani appassionati della
Porta d'Oriente. I due conoscono molta gente (
arkadash) e parlano un po’ di turco. A questo va aggiunto che la nostra guida, Aris, è gay, anzi la sera si sdoppia e diventa mezzo trans. Sì, perché il suo problema è la famiglia: non ha
lavoro e quindi dipende dai
genitori. Esce di casa da maschietto, arriva da noi, cambia look (che lui chiama feminem), e la trasformazione è totale. Suo fratello gli ha prestato l'auto e ci scarrozza in giro. Off limits solo il suo quartiere perché non vuole incontrare qualcuno che conosce, sarebbero guai. Ci mostra la vita gay di

Istanbul (come sia cambiata, come la polizia stia diventando gay friendly) e come lui abborda. In macchina abbassa il finestrino e inizia a parlare con chiunque gli interessi mentre, ad esempio, è in coda ai semafori. Parla con i tassisti, con i pedoni e perfino con i motociclisti, ai quali chiede di togliersi il casco, se lo indossano, per ammirare il viso. E se la persona lo intriga sono subito scambi di numeri di telefono e promesse di appuntamenti. Mai nessun ragazzo, anche in gruppo, si è dimostrato scortese, mai un gesto di intolleranza, una battuta o un insulto. Tutti interessati e disponibili, anche con noi che abbiamo un look più maschile. Deve essere che le persone effeminate piacciono molto, soprattutto le trans, che sono diventate veramente tante e di notte invadono la zona di Taksim square. Voglio solo ricordarvi che siamo comunque in un paese musulmano.
In discoteca ascolto un disco che sta avendo successo: mi informo credendo sia una cantante. Invece mi sbaglio, in realtà è un uomo, si chiama Serdar Ortac, una voce molto dolce ed effeminata. È una star, non so se sia gay dichiarato, mi hanno detto che in
televisione “si sbatte” come una diva. Come cambia la
Turchia, a pochi passi dall'Iran, dove per noi c'è la pena di morte. Qui invece tutto è legale e ho notato molta tolleranza e voglia di apertura. Passeggiando in Istiklal Caddesi sicuramente ti accorgi che siamo tanti. Coppiette anche mano nella mano con tranquillità, bandiere rainbow che segnalano bar gay in pieno centro e facilità di incontri come poteva essere una volta a
Napoli, ad esempio. Ma qui sta il punto: fidarsi? Può essere pericoloso?
Gigolò e sicurezza
Da premettere che quasi tutti i ragazzi che vanno con turisti chiedono
soldi, sono dei gigolo. Alcuni più furbi specificano che non fanno marchette, poi però devi aggiungere nel conto i drink, il taxi e qualche regalino. Il problema non è questo. Guadagnando dai 100 ai 200 euro al mese si rifiutano di lavorare in una catena di self service per 12-14 ore al giorno e quindi si arrangiano come possono. Molto spesso però rubano. Nel bilancio del nostro viaggio abbiamo “smarrito” due telefonini, un orologio e alcuni cd. Ci è andata bene perché eravamo in tre e i miei amici si sono fermati per circa un mese. Bisogna stare sempre sul chi va là perché il rischio è continuo. Questa è una delle poche pecche del nostro viaggio e va messa in conto. Quindi occhio ragazzi. Quello che va di più è il furto di telefonini, seguono le catenine e gli orologi. Pensate che il governo ha dovuto studiare un rimedio: usando una scheda telefonica turca con un cellulare estero dopo qualche giorno l'apparecchio viene bloccato automaticamente per cui hanno più difficoltà a commercializzare telefonini rubati ai turisti.
In Istiklal ci sono diversi locali gay, aperti fino al mattino, alcuni spesso vuoti e con
musica assordante e fumo....
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