Galdi, l’oscuro “pornografo”, rivelato

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E' probabilmente il primo fotografo italiano di nudo ad avere immortalato un'erezione a inizio '900 e i suoi giovani nudi rimangono attuali. Una biografia e nuovi documenti cercano...

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Vincenzo Galdi, uno dei tre fotografi di nudo artistico più attivi in Italia all’inizio del Novecento, non sembra essersi meritato fino ad oggi, a differenza dei suoi più celebri colleghi Gloeden e Plueschow,  la dignità di una biografia. E non è un caso.
Gran parte del suo lavoro è sostanzialmente pornografico, e i suoi ritratti, di ragazze e ragazzi (anche molto giovani), se all’epoca in cui erano immortalati potevano essere solo considerati osceni (e illegali), oggi, non hanno perso il loro alone di esuberante trasgressività.
Ma l’anticonformismo di Galdi, forse il primo “pornografo” italiano ad aver ripreso una erezione, e il suo occhio appassionato hanno trovato finalmente nel lavoro di Tommaso Dore “Galdi rivelato” una narrazione.
E la pubblicazione della prima biografia completa del fotografo corredata da immagini e documenti inediti provenienti dal suo archivio di famiglia è autofinanziata dall’associazione Italus e il testo sarà diffuso in pochi esemplari. Ancora una volta Galdi non incontra, come meriterebbe, il grande pubblico.

Galdi, per certi versi è un fotografo oscuro e dimenticato. Perché?Probabilmente perché è il meno famoso della triade Gloeden-Plüschow-Galdi, fotografi di “nudi artistici” in Italia tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, e perché il mercato antiquario ha privilegiato per molto tempo l’attribuzione al primo (e poi anche al secondo) di molte fotografie – anche di Galdi e di altri autori – allo scopo di aumentarne il valore.

E’ anche italianoE’l’unico dei tre ad essere italiano e, si sa, da noi non sta bene parlare di certe cose; un fotografo che è stato giudicato per certi versi un “pornografo” e che operava proprio a Roma, la città dei Papi… è un argomento improponibile! Non è un caso se il primo e più completo catalogo monografico a lui interamente dedicato è stato pubblicato a Parigi nel 2011, dalla “Galerie Au Bonheur du Jour” di Nicole Canet, con un titolo intrigante: Galdi Secret. E da noi è praticamente introvabile. Occorre ordinarlo direttamente dalla Francia!

Che cosa sei riuscito a scoprire di lui che ancora non si conosceva? E come?Io ho voluto intitolare il mio piccolo saggio biografico “Galdi rivelato”. Infatti, grazie ad una segnalazione dell’amico Raimondo Biffi, che ringrazio pubblicamente per la sua grande gentilezza e disponibilità, ho potuto contattare direttamente il nipote di Vincenzo Galdi,
Giancarlo, che ho praticamente sottoposto ad un vero e proprio interrogatorio. Ho raccolto così una preziosa ed inedita testimonianza sulla sua vita. Giancarlo Galdi è stato infatti il suo primo nipote, nato nel 1932, e quindi ha potuto conoscere molto bene il nonno, raccogliendo dalla sua viva voce una serie d’interessanti aneddoti, trasmettendocene il ricordo ormai lontano (Vincenzo è morto nel 1961). Ha ereditato da lui anche la passione per la pittura contemporanea e per il commercio d’arte aprendo a sua volta, come aveva fatto a suo tempo suo nonno, una galleria nel centro di Roma.

Torniamo a Vincenzo, che sembrerebbe aver avuto una vita movimentata, sembra che dovette affrontare un processo per immoralità.E chi lo sa? Non mi risulta siano stati trovati documenti che lo riguardino. Certo, indirettamente, il processo Plüschow apre la strada a molti dubbi e interrogativi anche sulla sua opera di fotografo ma, tuttavia, al di là dello scandalo di tutt’altro genere, legato alla Fontana delle Najadi, che lo vide implicato in un processo istruttorio insieme allo scultore Mario Rutelli, non si hanno prove o notizie. Del resto anche le carte di quest’altro processo che riguardò le ormai famose sculture delle Najadi di piazza della Repubblica, ritenute all’epoca oscene e offensive per la morale, devono ancora essere rintracciate e studiate. Si tratta di un lavoro lungo e complesso da svolgere e il mio obiettivo al momento era un altro: quello di tracciare un profilo biografico complessivo.

Chi fotografava Galdi?Ragazzi e ragazze, donne e uomini, probabilmente raccolti per le strade della città; persone che, per l’epoca in cui vissero, possono essere giudicati veramente “moderni”.
Nelle fotografie di Galdi questi modelli e modelle sembrano vivere liberamente e con estrema naturalezza la loro nudità, alcune volte quasi con ironia, senza alcun complesso di colpa o tabù sociale. E’ stupefacente che proprio nella Città Eterna, la sede del Papato, siamo riusciti grazie a lui a raccogliere una così chiara e precoce testimonianza di persone che già alla fine dell’Ottocento si erano praticamente scrollate di dosso la morale sessuofobica della Chiesa cattolica… che ancora oggi non manca di condizionare parecchie esistenze.
Forse, per certi versi, a quel tempo vivevano uomini “nuovi”, di larghe vedute, non condizionati da pregiudizi; poi con il Fascismo è finito tutto, siamo ritornati indietro di secoli, per non parlare del perbenismo cattolico del dopo guerra (e di oggi)!

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