Quando i sogni si realizzano: Alex Palmieri, da webstar a popstar

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Due chiacchere con l'artista indipendente che a 22 anni ha già messo da parte reality show, palchi e 4 tour. Sabato sarà alla discoteca Hub di Porcari. Ecco...

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È uno degli artisti indipendenti italiani più discussi del gaio web. Tra videoclip, notizie di gossip, video dei fan, articoli sui blog e recensioni su riviste patinate ha dimostrato da due anni a questa parte di saper tenere i riflettori della rete sempre puntati su di sé. E non solo quelli. Stiamo parlando di Alex Palmieri, che a soli 22 anni è l’esempio o il sogno di molti ragazzi che vogliono fare musica in maniera indipendente, amato anche dal pubblico GLBT per il suo carisma e la semplicità che poche persone dell’ambiente artistico riescono ancora a conservare nonostante il successo ottenuto. Il cantante è stato ospite di diverse trasmissioni tra cui è stato intervistato da Barbara d’Urso, su SKY o al reality show di Rai2 Social King e i suoi ultimi tre singoli si sono piazzati nella top ten di iTunes. In particolare Monster Boy, che la webstar sta promuovendo proprio in questo periodo, ha venduto 4000 copie solo nei primi due giorni del suo debutto. Singolo che ha sengnato la rinascita del cantante. E dopo 4 tour, a breve uscirà addirittura un videogame ispirato al suo personaggio.

Alex, l’ultima nostra chiacchierata risale al 2011… Da allora hai fatto parecchi passi in avanti: tour, un reality, nuovi singoli… Cosa è cambiato da allora?

Mi ricordo ancora l’emozione di quel periodo, era estate e quell’intervista precedeva la data del mio primo tour al Mamamia di Torre Del Lago. Cosa è cambiato… Alex ha acquisito più padronanza nei suoi pezzi, credo di essere diventato più maturo e nei testi più passa il tempo e più butto dentro qualcosa di me e del mio vissuto. È cambiato il seguito, dopo un reality e dopo 4 tour, è aumentato e di questo ne sono felice. Sono cambiato io come persona, tutto questo mi è servito da terapia per credere di più in me stesso e in quello che faccio.

Il tuo nuovo singolo “Monster Boy” ha venduto 4000 copie in soli due giorni, e ha visto lo stravolgimento del tuo personaggio. Come mai questa scelta?

Dopo due anni in cui avevo portato nei miei video e sui palchi un’immagine abbastanza pulita, un giorno mi sono ritrovato davanti allo specchio e mi sono reso conto che quell’immagine da “ragazzino” non mi apparteneva più. Le critiche su internet in cui ho letto davvero di tutto, la fine di una relazione in cui credevo, hanno forgiato in me una nuova forza per continuare a lottare più tenacemente che mai per quello che facevo. Chiaramente, essendo un cantante dance, mi piace molto curare la scena di quello che rappresento, e per estremizzare il concetto del singolo ho inserito dei graffi sul corpo di Alex Palmieri, abiti più “cattivi” e un trucco sul volto.

Sei uno degli artisti indipendenti che in Italia hanno avuto così tanto appoggio mediatico e passaggi televisivi. Quale aneddoto del “dietro le quinte” ti e rimasto più impresso?

Beh, uno dei periodi più belli è stato senza dubbio quello del reality Social King su Rai2. A distanza di più di un anno ripenso ancora a tutte le risate in albergo durate fino a notte fonda con i concorrenti del talent. Una bellissima esperienza.

Su internet sei chiacchieratissimo, e i tuoi fan hanno dovuto assistere a numerosi articoli che parlavano di depressioni, video scandalo, psicofarmaci… Quale è stata la loro reazione nei tuoi confronti? Come reagisce un ragazzo di 22 anni che si trova davanti a quegli articoli?

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Come hai appena detto tu ho 22 anni, e ho le stesse problematiche di tutti i ragazzi della mia età. Dagli sbalzi di umore e personalità tipici dell’età, alle delusioni affettive che vivono un po’tutti. La differenza è solo che le mie esperienze tendono ad essere un po’ più spettacolarizzate. Ho passato momenti critici in cui sono stato davvero a terra e pensavo di non avere la forza per andare avanti. In realtà sono ancora qui, e a volte credo che questo provochi un po’ di invidia da parte della gente che scrive cose poco carine sul mio conto. I miei fan in questi momenti mi sono stati sempre molto vicini, quando leggono i miei stati su Facebook in quella giornata in cui sono più “moribondo”del solito (purtroppo sono una persona trasparente e non riesco a nascondere le emozioni, positive o negative che siano) in tempo zero trovo sempre nella posta decine di messaggi che mi ricordano quante persone credono in quello che faccio. E davvero, non so dove sarei adesso senza di loro. Sono fantastici, in quei momenti vedo le loro mani tese verso me, a cui mi aggrappo per rimettermi in piedi! Ho un rapporto molto umano e intimo con loro.

Uno dei tuoi ultimi video pubblicati su Youtube è stato di nuovo soggetto a numerose critiche, quello della doccia hot. Il video è stato anche censurato dal social network. Come mai hai scelto di caricarlo in rete?

Questa è una delle cose in cui sono cambiato molto rispetto all’inizio della mia carriera. All’inizio avevo paura di fare qualsiasi cosa, come priorità avevo il giudizio che la gente avesse su di me al di sopra di ogni cosa. Crescendo e andando avanti ho capito che per ogni cosa che farò qualcuno avrà sempre la sua da ridire. Certo, è giusto così, se non volevo essere così esposto non dovevo neanche intraprendere questa strada! Ho solo imparato ad essere più sciolto e a prendermi meno sul serio. In questo caso , c’è stato un periodo in cui si parlava di un mio video a luci rosse che girava su internet e la cosa ridicola era che di quel video non c’era niente neanche un fotogramma su qualche blog. Per lo meno ho dato a quelle persone qualcosa di concreto cui parlare (sorride, ndr)

Questo sabato ti esibirai con una data del Monster Boy Escape Tour all’HUB di Porcari. Quali sono i rapporti con il pubblico GLBT?

Beh senza dubbio molto forte, devo a loro una buona fetta del mio successo, delle mie vendite su iTunes, di quei messaggi di sostegno. Sono emozionato nel rincontrare il pubblico dell’Hub e non vedo l’ora di esibirmi su quel palco! Molte persone mi stanno scrivendo contente di vedermi Sabato, ed io ovviamente lo sono più di loro!

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