Se amate immergervi in una realtà gotica, distorta, sinistra e al contempo in grado di trasportarvi in una dimensione parallela, dove rifugiarsi e leccarsi le ferite, segnatevi il nome di Ethel Cain. Un nome che è anche pseudonimo, personaggio di fantasia frutto della mente di Anhedönia, cantautrice 23 enne che sta facendo vibrare le mura della musica indipendente oltreoceano. Dopo due ep – Golden Age nel 2019 e Inbred nel 2021, che hanno conquistato pubblico e critica – Anhedönia è pronta a lanciare il suo album di debutto The Preacher’s Daughter, in arrivo ovunque il prossimo 12 Maggio, un’odissea di generi tra american gothic, country rock, folk, e alternative, della durata di due ore e mezza (e la canzone più breve dura cinque minuti). Anhedönia descrive Ethel Cain come una terrificante doppleanger, un suo alter ego mangiauomini, seguita da una setta di “figlie devote”. Tutto frutto della sua immaginazione, ma anche un doppio io in cui rifugiarsi e comprendere più lati di sé, anche quelli meno piacevoli: “Ethel era una una sorta di manifestazione nel subconscio della femminilità che avrei voluto” racconta a them magazine: “Ero debole e un po’ traballante nella mia femminilità, soprattutto quando ho fatto coming out come trans. Ma Ethel era sempre in controllo, sempre un passo in avanti. Ho pensato: “Se interpreto questo personaggio, mi aiuterà ad avere più sicurezza“. Tra le altre cos, vede spettri che le assomigliano riflessi nello specchio e ha un gatto (di nome Agatha) che la teletrasporta nel suo santuario la notte. È un mondo suggestivo quello di Ethel, che credenti o meno, invade e percuote tutto quello che tocca –  inclusa una meravigliosa cover di Everytime di Britney Spears che ha fatto impazzire chiunque.

ether gaia vuole spaventarci e cullarci
Copertina di “The Preacher’s Daughter’, debut album di Ethel Cain, in uscita il 17 Maggio

Tra le ispirazioni più grandi nella musica di Cain, c’è il suo rapporto difficile con la religione, e nello specifico i residui di un’infanzia claustrofobica e solitaria. Cresciuta in una comunità protestante nella Florida del Sud, con padre diacono e madre nel coro della chiesa, quando a 12 anni fece coming out come gay  la definirono “una creazione di Satana”. D’adolescente non le veniva permesso andare su Internet, scegliere i propri vestiti, o ascoltare musica non cristiana. Fu allora che iniziò a giocare con la propria immaginazione, dipingendo scenari e personaggi in grado di rassicurarla e accompagnarla nella scoperta di sé, possibilmente senza sentirsi un abominio della natura.

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Un giorno si immaginò una cantante di successo, e quel sogno non la mollò più: a 18 anni scappò via e comincia a comporre, produrre, e scrivere canzoni. Nel 2018 poco prima di compiere vent’anni, fa coming out come trans. Per quanto non vuole rendere la transessualità l’unico tratto distintivo della sua persona, per Ethel le persone trans offrono una prospettiva unica nel mondo della musica: “Le donne trans hanno qualcosa di incantevole da offrire, e amo lavorare con altri artisti trans.” racconta a Pitchfork “La loro arte colpisce in una maniera imparagonabile a tutto il resto. Non penso che essere trans uno degli aspetti più interessanti della mia persona, ma è decisamente un particolare unica d’aggiungere a tutti gli altri, e lo amo“.

Ethel Cain vuole spaventarci e cullarci
@mothercain

In The Preacher’s Daughter (tradotto non casualmente, “la figlia del prete”) la storia di Ethel/Anhedönia vive epoche e ruoli differenti, intersecando vita reale e fiction: è prima una matriarca negli anni ’50, una casalinga negli anni ’70, e un’adolescente ribelle negli anni ’90. “Voglio che sia l’incarnazione di una donna senza tempo, intrappolata nell’arco della storia” spiega a Them Magazine. La definisce un “classico racconto americano”, dove diversi personaggi interconnessi tra loro, cercando di rielaborare un trauma intergenerazionale.: “Tutto quello che faccio attraverso la mia arte è un tentativo di arrivare al nocciolo di cosa mi è successo in passato, perché ora ne ho il controllo e non può ferirmi di nuovo”.

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