La Bisessualità non esiste?

La risposta è si ed è molto più comune di quanto si pensi! Approfondite con noi.

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Quante volte le persone che rappresentano la B di LGBT si sono sentite dire che non esistono?

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Purtroppo per loro, ciò è dovuto al comportamento di molte persone che per vari motivi si dichiarano bisessuali ma effettivamente non lo sono, che hanno semplicemente paura di vivere la loro reale sessualità, cioè quella omosessuale. Questo è spesso dovuto a varie cause come l’omofobia interiorizzata, la paura del pregiudizio e del giudizio della società, la paura della non accettazione della famiglia ecc. Tutti questi motivi non permettono alla persona omosessuale di accettare il proprio orientamento affettivo-sessuale e, quindi, per loro risulta meglio definirsi bisessuali o non definirsi affatto. E tutto ciò va spesso a discapito di tutti: sia di coloro che utilizzano questo “stratagemma”, sia di coloro che sono effettivamente bisessuali, sia degli omosessuali soprattutto quelli dichiarati ed orgogliosi di esserlo.

Il perché è presto detto: la negazione di sé stessi non porta mai al benessere personale né a quello relazionale. Il non essere sé stessi è turbamento sia per la persona che deve nascondersi continuamente, spendendo grosse energie a pensare come fare per esempio per “incontrare di nascosto un amante”; ed è turbamento anche per coloro che vivono delle relazioni con lui o lei: la mancanza di sincerità toglie veridicità ai rapporti, sia che essi siano rapporti amorosi-relazionali-sessuali, sia familiari ed amicali.

Bisexual man love

All’interno della comunità LGBT si finisce, così, per discriminare la categoria “bisessuale” in quanto molti omosessuali maschi e femmine si trovano spesso a dover interagire con persone che si dichiarano bisessuali per “convenienza”, cioè meglio apparire bisessuali (che in qualche modo non esclude una possibilità di relazione di tipo eterosessuale) che apparire totalmente come omosessuali. Questa presentazione come bisessuale spesso viene assunta come tale da persone già sposate e fidanzate che cercano sesso rapido e veloce con qualcuno omosessuale che spesso riceve le avance anche con un certo turbamento. Il turbamento è anche dovuto al fatto che dirsi orgogliosamente omosessuali in questa società è tuttavia un atto di coraggio e di affermazione di sé da lodare. Si, perchè fare coming out è un gesto che viene fatto ancora con enorme fatica nella maggior parte dei casi. Coloro che, invece, si dichiarano bisessuali vengono perciò tacciati di mancanza di orgoglio e di forza nell’affermare la loro “vera” natura, cioè quella omosessuale.

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Tutto questo discorso se da una parte risulta essere vero, per molti altri sicuramente non lo è: perché la bisessualità esiste.bisessualit__

La bisessualità indica una responsività affettiva e/o sessuale a entrambi i sessi.

Molte ricerche rivelano che i pattern bisessuali dell’attrazione e del comportamento sessuale sono molto più comuni di quanto si pensi e che nelle donne risultano più frequenti  di quelli lesbici (Laumann et al., 1994).

Già nel 1948 Alfred Kinsey, biologo e sessuologo statunitense, attraverso 18.000 interviste concettualizzò l’orientamento sessuale come un continuum che va dall’eterosessualità esclusiva all’omosessualità esclusiva. Questa inchiesta statistica è il famoso rapporto Kinsey di cui sono stati scritti due volumi intitolati l’uno Il comportamento sessuale dell’uomo (1948) e l’altro Il comportamento sessuale della donna (1953), una documentazione statistica molto estesa e dettagliata sull’attività sessuale umana. Una delle sue elaborazioni teoriche più celebri fu la HeterosexualHomosexual Rating Scale, anche detta “Scala Kinsey”, una scala a sette punti di valutazione dell’orientamento sessuale di un soggetto.

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Attraverso questa scala (che riporto sopra) si può vedere come, effettivamente, l’orientamento sessuale possa essere molto vario. Dalle ricerche dello studioso americano fu chiaro che la maggior parte delle persone NON si trovava ai poli della scala, cioè nell’eterosessualità esclusiva o nell’omosessualità esclusiva, ma piuttosto nel mezzo, così come non molti facevano parte della bisessualità esclusiva.

Ecco che, quindi, bisogna stare attenti a capire davvero l’altro e rispettarne l’orientamento affettivo-sessuale, qualsiasi esso sia.

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