Lorde ha annunciato l’uscita del suo nuovo, attesissimo album, Virgin, “scritto al 100% col sangue“: 27 giugno 2025.
Sarà il primo disco della cantante neozelandese in quattro anni, con un’audace evoluzione nel suo sound e nella sua narrazione. Tra i produttori Dan Nigro, recentemente in trionfo ai Grammy come produttore dell’anno, Devonté Hynes, Fabiana Palladino, Andrew Aged e Buddy Ross. Vinti due Grammy Award, due BRIT Award, un MTV Video Music Award, due MTV Europe Music Awards, due Billboard Music Awards e tre World Music Awards, Lorde ha anticipato la release con “What Was That“, primo singolo estratto elogiato per la sua energia e l’immediatezza emotiva, in grado di raggiungere da subito il primo posto su Spotify negli Stati Uniti, il terzo nel Regno Unito e il quinto a livello globale.
Lorde tra ampliamento di genere e mascolinità

In una nuova intervista con Document Journal, Lorde ha rivelato come la sua nuova fatica discografica sia stata ispirata dal suo “ampliamento di genere”.
“Abbiamo cominciato da lì perché quello era l’inizio”, ha spiegato la cantante. “È stata la prima musica della mia rinascita che è uscita da me, e l’ho sentita iniziare il giorno in cui l’abbiamo fatto. Diventare single, ma anche affrontare a testa alta la questione del mio corpo, e iniziare a sentire il mio ampliamento di genere. Essere tornata a casa e sentire questa grande ondata di dolore. Continuavo a pensare: ‘Cos’è stato tutto questo?'”. “Che si trattasse della mia relazione di sette anni, di una pandemia o del sacrificio del mio corpo per la carriera da quando avevo 16 o 17 anni, questa sensazione di, “Oh, mio Dio”, mi ha attraversata. C’è così tanto mistero e dolore“, ha continuato. “Ho semplicemente preso il microfono e ho girato per la stanza dicendo tutto. Non ho scritto niente, il che è stato bello.”
Lorde ha poi raccontato come il suo rapporto con la propria “mascolinità” sia cambiato durante la realizzazione del disco.
“Stavamo lavorando nell’East Village e siamo passati davanti a questo volantino. Credo fosse per unirsi a una band o qualcosa del genere, e diceva: ‘Hai le pietre?’. E io ho pensato, ‘Wow, è fantastico'”. All’inizio non capivo cosa intendesse. Ora so che è tipo, pensi di avere le palle? Ma mi dava la sensazione che ci fosse un certo misticismo. L’ho visto mentre anch’io stavo entrando un po’ di più nella mia mascolinità. Questa è diventata la cosa che ci dicevamo mentre facevamo musica”. “Quando c’era un bivio in cui volevamo andare avanti ma avevamo paura, ci chiedevamo: ‘Abbiamo le pietre?'”.
Prima di creare Virgin, Lorde ha confessato di aver “letto molti autori queer“, con la scrittura del primo singolo estratto “What Was That” che ha segnato una “rinascita” della sua arte. Nel rivelare la cover del disco ai propri fan, che presenta una radiografia blu di un bacino con una cerniera, la fibbia di una cintura e una spirale ben visibile, la cantante neozelandese ha scritto: “Il colore dell’album è chiaro. Come l’acqua del bagno, le finestre, il ghiaccio, lo sputo. Totale trasparenza. Il linguaggio è semplicemente non sentimentale. I suoni sono gli stessi ovunque possibile. Cerco di vedermi, completamente. Volevo creare un documento che riflettesse la mia femminilità: cruda, primitiva, innocente, elegante, aperta, spirituale, maschile“.
Lorde è esplosa da giovanissima, nel lontano 2013, con il tormentone Royals. Aveva appena 17 anni. Fino ad oggi ha venduto circa 15 milioni di singoli e oltre 5 milioni di album.
