Maria De Filippi non è nuova a sfide complesse. Questa volta, però, si è trovata a dover affrontare non uno studio televisivo, ma l’Agenzia delle Entrate. E ha vinto.
Come riportato da Open.online, la Fascino PGT srl — la società controllata da De Filippi insieme a RTI del gruppo Mediaset — è riuscita a ottenere indietro 295.319 euro che aveva già versato a seguito di una cartella esattoriale relativa al modello 770 dell’anno 2021.
Un errore clamoroso da parte del Fisco, che il 25 luglio 2024 ha riconosciuto formalmente lo sbaglio, ordinando lo sgravio della cartella e il rimborso delle somme.
Una piccola-grande vittoria per chi si è spesso trovato in difficoltà davanti a cartelle esattoriali errate e procedure burocratiche estenuanti. Anche se, come racconta Open, “sono passati lunghi mesi prima che fosse avviato concretamente il rimborso”.

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Maria De Filippi: con l’Agcom la partita è ancora aperta
Non tutti i contenziosi però si concludono a tarallucci e vino. Anzi, il fronte più spinoso per Maria De Filippi riguarda l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), che ha intimato alla Fascino il pagamento di 127.781,74 euro per non aver versato la quota di iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione.
La società ha spiegato che l’iscrizione al registro, avvenuta nel dicembre 2020, è stata un errore, dato che il committente unico — RTI — era già regolarmente registrato. L’Agcom ha riconosciuto la cancellazione dell’iscrizione il 17 settembre 2021, ma la pratica era già finita davanti alle Commissioni tributarie. E qui le cose si sono messe male: due sentenze sfavorevoli, e un ricorso in Cassazione presentato nel 2025.

Ex dipendenti, accordi e contenziosi per oltre 450mila euro
Se in tv regna l’armonia (almeno apparente), negli uffici della Fascino l’atmosfera è meno pacifica. Secondo la nota integrativa al bilancio 2024, la società ha accantonato 451.668 euro a fondo rischi per affrontare contenziosi legali legati a interpretazioni contrastanti del contratto collettivo, del decreto dignità e del Jobs Act.
In particolare, si parla di cause promosse da ex dipendenti: lavoratrici licenziate o uscite dall’azienda con risarcimenti. Sempre nel 2024, Fascino ha versato 126.008 euro per accordi transattivi.

Fascino PGT di Maria De Filippi vola nei ricavi, ma inciampa nei tribunali
A livello economico, Fascino non sembra soffrire: il bilancio 2024 parla chiaro, con un fatturato record di 75,7 milioni di euro e un utile netto di 10,8 milioni. Un risultato straordinario, frutto di trasmissioni consolidate come Uomini e Donne, Amici e Temptation Island.
Ma dietro le quinte, tra aule di tribunale e uffici legali, c’è un’altra situazione: una società che litiga fuori e dentro casa, e che — nonostante l’appeal mediatico — è costretta a difendersi su più fronti.

Maria De Filippi tra successi e sentenze
Non è facile tenere insieme il carisma della conduttrice più amata della tv italiana con la realtà, molto meno patinata, di una società immersa nei contenziosi. Eppure, anche questo è parte del potere e del peso che ha Maria De Filippi nel nostro immaginario collettivo: una donna che dirige, decide, produce — e combatte.
Con il Fisco, con le Autorità, con le regole del lavoro. E anche, se serve, con chi l’ha aiutata a costruire il suo impero.
Maria De Filippi è riuscita (fra i pochi) a battere l’Agenzia delle Entrate. Però da imprenditrice litiga con tutti, dall’Agcom alle sue dipendenti. Come avviene nelle sue trasmissioni https://t.co/J6JafAWB3h
— Franco Bechis (@FrancoBechis) July 25, 2025
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