AB Hernandez è una ragazza transgender di 17 anni nonché un’atleta di spicco che ha contribuito a guidare la Jurupa Valley High School ad una stagione senza sconfitte e alla conquista del campionato, per poi vincere medaglie d’oro nel salto in alto e nel salto triplo ai campionati statali di atletica leggera. Ebbene AB Hernandez è finita al centro di una controversia che sta facendo non poco clamore, perché tre scuole della California hanno rinunciato a giocare contro la Jurupa Valley High School a causa della sua presenza. In quanto trans.
Nereyda in difesa di sua figlia AB
Le tre chiacchierate rinunce hanno alimentato le tensioni nell’area di Riverside, con riunioni del consiglio scolastico che sono diventate campi di battaglia carichi di tensione sui diritti delle persone transgender, sulla sicurezza degli studenti e sull’inclusione negli sport giovanili. L’ultimo incontro del Consiglio Scolastico Unificato di Riverside ha visto la madre di AB, Nereyda Hernandez, parlare pubblicamente in difesa della figlia, etichettando il tutto come “molestie mirate e infondato allarmismo“.
“Il problema non è mia figlia”. “Il problema sono i coordinati sforzi esterni – spesso guidati da individui che viaggiano da un distretto all’altro – per diffondere paura e mettere i genitori gli uni contro gli altri usando la religione come scudo per la discriminazione”. “Questo non ha nulla a che fare con l’equità nello sport e tutto a che fare con l’eliminazione dei bambini transgender”. “Mia figlia è una studentessa, un’atleta e una ragazza, e merita la stessa protezione e dignità di ogni altro bambino”.
In seguito alla decisione della Riverside Poly High School di rinunciare a una partita contro la Jurupa Valley, altre due scuole, la Rim of the World High School e la Orange Vista High School, hanno annullato le partite in programma rispettivamente per il 25 e il 29 agosto. Maribel Munoz della Jurupa Valley ha confermato la rinuncia, condividendo un messaggio dell’allenatrice Liana Manu che informava le famiglie dell’annullamento delle partite a causa della decisione delle squadre avversarie di non giocare contro Hernandez.
Tutti contro tutti sulla pelle di una 17enne

Via Fox Sports, un portavoce del Jurupa Unified School District (JUSD) ha così affrontato la situazione:
“Comprendiamo e riconosciamo la delusione delle nostre atlete della Jurupa Valley High School, che sono pronte e preparate a giocare. La decisione di annullare le partite è stata presa da squadre di altri distretti. In quanto distretto scolastico pubblico in California, il JUSD è tenuto a rispettare la legge, che protegge gli studenti dalla discriminazione basata sull’identità di genere e richiede che agli studenti sia consentito partecipare a squadre sportive coerenti con la loro identità di genere (California Education Code 221.5 (f)). Siamo orgogliosi delle nostre Jaguars della JVHS e della loro disponibilità a giocare contro qualsiasi squadra e a rappresentare con orgoglio la loro scuola e il nostro distretto”.
Il distretto ha aggiunto che sta lavorando per programmare partite sostitutive in modo che la squadra, e Hernandez, possano continuare la stagione. Tutte le partite sono regolate dalla legge dello stato della California, che attualmente supporta la piena inclusione delle atlete transgender negli sport giovanili.
Nel frattempo AB Hernandez è finita sotto le lenti di una politica sempre più transfobica, come accaduto con la nuotatrice Lia Thomas anni or sono. La sua partecipazione a gare di atletica e a partite di pallavolo è stata accolta con proteste, violenti attacchi verbali e condanne pubbliche. Durante gli incontri del campionato statale ci sono stati manifestanti che si sono presentati indossando t-shirt su cui c’era scritto “Save Girls Sports“, con i media conservatori che hanno alimentato un osceno dibattito nei confronti di una 17enne. Alla riunione del consiglio scolastico di giovedì scorso, sua madre ha criticato pubblicamente la consigliera Amanda Vickers, che era apparsa su Fox News Digital per attaccare sua figlia.
“Amanda Vickers, hai rilasciato un’intervista a Fox. Hai davvero accolto con favore le molestie a mia figlia”. “Hai giurato di proteggere e sostenere tutti i bambini, non solo quelli che condividono le tue idee e le tue convinzioni”.
Ma Nereyda Hernandez rimane concentrata sul benessere di sua figlia.
“Quando si permettono o si tollerano molestie mirate, online, di persona o consentendo la diffusione di false narrazioni, si sta fallendo moralmente”. “Mia figlia merita di giocare”.
Altri genitori hanno espresso preoccupazione per la sicurezza di AB. C’è chi ha ha accusato il consiglio di “grave negligenza”, sostenendo che l’adolescente sia stata perseguitata a causa delle continue reazioni negative, tanto in tv quanto sui social. C’è stato anche chi ha difeso le scuole che si sono rifiutate di affrontarla su un campo di pallavolo. Una madre, Maria Correo, ha parlato a sostegno delle giocatrici del Riverside Poly e ha condannato i genitori che affermano l’identità transgender dei loro figli. “Ragazze Poly, siamo con voi”. “Continuate a lottare, perché il problema sono questi genitori che sostengono i loro figli confusi“. La donna ha poi paragonato l’accettazione dei giovani transgender al favorire l’uso di droghe: “Se mio figlio facesse uso di droghe, lo amerei, ma indovinate un po’? Gli direi la verità: la droga fa male. Non gli darei più droghe.”
In un’America travolta dagli ordini esecutivi transfobici di Trump, la California rimane ancora oggi una sorta di spazio sicuro. La legge californiana protegge i giovani trans, anche nello sport scolastico. Proprio per questo motivo il mese scorso il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha intentato una causa contro il Dipartimento dell’Istruzione della California e la Federazione Interscolastica della California, mentre Donald Trump, via Truth, è tornato a minacciare tagli ai finanziamenti a tutte le scuole della California che non rispettano il suo ordine esecutivo che vieta alle ragazze transgender di partecipare agli sport femminili.
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