Selvaggia Lucarelli a Gay.it: “Ballando con le Stelle è il mio psicanalista!” Dal “vaffa” di Barbara d’Urso a Marcella Bella meno ironica di quanto sembri – Intervista

L'intervista esclusiva di Gay.it a Selvaggia Lucarelli: tra Ballando con le Stelle, Barbara d’Urso, Rosa Chemical e libertà di espressione in Rai, la giudice più temuta si racconta senza filtri.

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Selvaggia Lucarelli, l'intervista di Gay.it
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Selvaggia Lucarelli è tornata al tavolo dei giudici di Ballando con le Stelle e, come sempre, non ha peli sulla lingua. Tra l’ingresso di Barbara d’Urso, l’ironia su Rosa Chemical, gli immancabili colpi di scena di Milly Carlucci e il peso della libertà di parola in una Rai sempre più sotto osservazione, la giornalista ci racconta cosa significa oggi essere una voce indipendente.

Selvaggia Lucarelli a Ballando con le Stelle
Selvaggia Lucarelli a Ballando con le Stelle

Con la sua solita ironia tagliente, parla di autocensura (o meglio, della sua assenza), dei rapporti burrascosi con i concorrenti e della responsabilità di difendere diritti e pluralismo in TV.

Buona lettura!

Selvaggia Lucarelli l’intervista di Gay.it

Sei circondata da concorrenti abituate ad avere sempre l’ultima parola: d’Urso, Marcella Bella, Delogu. Quanto hai dovuto autocensurarti nella prima puntata?

“La prima puntata è una puntata di studio e di ascolto dei concorrenti. Non penso sia mai positivo partire in quarta: alla fine io non mi porto una tesi da casa.

Magari, prima di partecipare a Ballando, posso avere delle simpatie o delle antipatie. Però l’esperienza mi ha insegnato che, in realtà, spesso i concorrenti vanno nella direzione opposta a quella che immaginavi: ci sorprendono, nel bene o nel male. Per questo, la prima puntata me la prendo sempre per scrutarli e osservare un po’ il candidato. In realtà non mi sono autocensurata: ho osservato molto.

Poi decido in che direzione andare. Tanto devo capire se i concorrenti mi piacciono o no, se mi sono simpatici o no, e se ballano bene o no”.

Con Barbara d’Urso in gara e Belen Rodriguez ballerina per una notte, sembra che abbiano costruito la scaletta per mettere alla prova la tua pazienza: confermi?

“Beh, sto aspettando entro sabato il piano di pace di Trump (ride, ndr). Voglio capire cosa ha intenzione di proporre per sabato sera: prevedo una situazione abbastanza bellica.

A Ballando si usa parecchio mettere alla prova il mio self control. Ormai non so mai che cosa aspettarmi… mancano solo il mio ex marito (ma andiamo d’accordo, quindi non fa gola) e il primo fidanzatino delle medie che mi ha lasciato per la mia compagna di banco. Chi manca?

Tutte le persone con cui ho dei conti in sospeso sono venute lì. In effetti, ormai è diventato un appuntamento fisso: Ballando è come se fosse il mio psicanalista. Sai quando il tuo psicanalista ti dice che devi far pace col tuo passato, che devi chiudere il cerchio? Ecco, io chiudo tutti i cerchi a Ballando! Poi si aprono continuamente nuovi fronti, ma dieci anni dopo li chiuderò nuovamente a Ballando”.

d’Urso ti ha mandato ironicamente “a quel paese” e i social si sono scatenati: sabato risponderai colpo su colpo?

“Se vogliamo creare casi a tutti i costi, io ci sto anche ed è divertente. Però giocherei sporco se dicessi che quel “vaffa” era serio: mi è sembrato un intercalare divertito alla mia battuta, che era divertente.

Credo che ci sarà tempo per prendersi sul serio. Penso che i nostri scambi non saranno di questo tenore quando decideremo di affrontarci seriamente. Mi tocca fare l’avvocato del diavolo”.

Hai la sensazione che Nikita possa essere fagocitato dalla personalità di Andrea Delogu?

“No. Devo dire che nella prima puntata li ho visti un po’ sottotono, ma non in pista: lì sono stati molto bravi ed energici. Fuori pista, però, mi sono sembrati poco amalgamati, come se non si piacessero abbastanza. Poi magari ho un’impressione sbagliata.

Ho avuto la sensazione che fossero reciprocamente poco contenti di essere lì. Nikita è anche giovane come concorrente, non solo anagraficamente: è a Ballando da poco e la sua personalità non l’ho ancora ben capita”.

E restando in tema: credi che Pasquale La Rocca possa essere fagocitato da Barbara d’Urso?

“No, no. Pasquale ha troppa personalità per farsi fagocitare da qualcuno. Anzi, la sua caratteristica è proprio quella di essere una primadonna al 100%.

In realtà, il suo grande lavoro è dover fare un passo indietro e valorizzare al massimo le sue partner, perché altrimenti tende a strafare, a volere troppo.

Credo che sia per lui una grandissima sfida. Penso che a Pasquale non interessi tanto avere il personaggio famoso: in questo è fantastico, perché a lui interessa solo che quel personaggio balli, che balli il meglio possibile (ride, ndr). Della fama della sua ballerina, gli importa poco: vuole solo che sgobbi e che sia una secchiona”.

Rosa Chemical è il personaggio di rottura di quest’anno, come Annalou Castoldi lo scorso: a Ballando essere “fuori dagli schemi” paga?

“Per il momento è molta immagine, molta copertina e poca sostanza. Mi è sembrato un chierichetto: il più timido, il più educato, il più sorridente. Sembra un po’ la versione maschile di Anna Lou lo scorso anno.

Comincio a pensare che più tatuaggi, più piercing, più borchie, più pelle hanno addosso… e più in realtà sono agnellini. Di fatto, la sua trasgressione sembra molto di facciata. Mi sembra più trasgressiva Marcella Bella, con i suoi boccoli e il rossetto rosso, di Rosa Chemical.

Non mi far fare battute, perché Marcella Bella non tollera battute ironiche! Lei è meno “forte, tosta e indipendente” di quanto sembra.

Giovanni Ciacci e Rossella Erra hanno parlato da Caterina Balivo della nascita di due coppie e di una rottura: confermi i gossip o li smonti?

“La nascita di due coppie? Io so che si vocifera di una grande intesa tra Rosa Chemical e la sua ballerina. E qualcuno diceva che ci fosse una simpatia tra Andrea e Nikita, ma io non ci credo, onestamente.

Non rimane molto altro, a meno che non pensiamo a Chiquito e Marcella Bella (e non credo…), o a Pasquale e d’Urso, ancor meno… Pernice è felicemente accasato con Bianca Guaccero. Favilla ha avuto un figlio.

Nuove coppie non lo so… diciamo nuove simpatie”.

Paolo Belli si è buttato in pista per i vent’anni: per i 30 ti vedremo ballare o non ci sono speranze?

“Scusa, ma tu mi vuoi proprio male (ride, ndr). No, no: il giudice deve rimanere credibile. Se la gente mi vedesse ballare, perderei la mia autorevolezza, capisci? Perché poi ogni volta che tiro su una paletta sarebbe tutto un dire: “ci ricordiamo della tua mazurca, del tuo paso doble!”. Diventerei inattendibile.

Dovrei avere una paletta a parte, con scritto: “io non posso giudicare, ma ti do tre, ma ti do quattro”… perché a quel punto non sarei più in alcun modo attendibile.

No, non lo farò. Non credo che ballerò. Magari, ballerina per una notte in futuro: quelle sono cose che si dimenticano in fretta, destinate all’oblio.

Oppure ballo come fanno gli allenatori di calcio o come Bruno Vespa! Entro con tutti i ballerini che mi danzano intorno, mi fanno la coreografia, io allargo le braccia, li guardo, sorrido e mi metto a centro pista, e Milly mi abbraccia. La ballerina per una notte alla Bruno Vespa”.

Milly Carlucci ha schierato un cast bomba contro Tú sí que vales: perché in tv l’ossessione per gli ascolti è così forte?

“Gli ascolti fanno anche l’economia delle reti. Non è solo un fatto di vanità e vedere che ha più lungo lo share. E’ una questione anche puramente commerciale. Gli investitori investono se il programma va bene. La guerra è innanzitutto di natura commerciale e poi naturalmente c’è l’orgoglio, la vanità e questo non si discute, sia degli editori, sia dei conduttori.

Quest’anno mi sembra più accesa che mai. Si è parlato della fine di un patto di belligeranza tra le due corazzate, Rai e Mediaset. Non so se il casus belli sia stata Barbara d’Urso, ma ho la sensazione di sì. Io però, se devo dirti la verità, lo trovo sano: preferisco due realtà che si sfidano, perché credo che ne beneficino soprattutto gli spettatori. Entrambi faranno il massimo per alzare la qualità e il livello e, alla fine, chi ci guadagna è proprio lo spettatore.

E poi a me piacciono le guerre… non quelle con i carri armati, i droni e i missili, ma quelle metaforiche, commerciali, tra editori: quelle mi divertono.

Secondo me sono anche costruttive, servono a non annoiarsi. Noi che scriviamo di TV abbiamo da dire: “C’è Gerry Scotti contro Stefano De Martino”. Tu pensa: De Martino che subentra per battere colei che l’ha creato (Maria De Filippi, ndr). Chi avrebbe mai pensato, 15 anni fa, che quel ballerino diretto da Maria un giorno sarebbe stato il suo diretto concorrente, diventando il traino di Ballando con le stelle contro di lei? Alla fine è un grande romanzo questo, come Guerra e pace”.

Come rispondi alla senatrice Campione che ti ha chiesto di scusarti per aver definito Marcella “smutandata?”

“Io penso che dovrebbe occuparsi di quante cose becere dicono deputati e senatori di Fratelli d’Italia. Credo che dovrebbe pensare a questo, non a stupidaggini e scemenze.

Hanno invitato all’ultimo convegno di Fenix Massimiliano Zossolo, fondatore del gruppo Welcome to Favelas, a parlare sul palco dopo Gualtieri. Io direi che dovrebbero occuparsi del degrado all’interno del loro partito, non certo di una battuta scherzosa fatta in un contesto televisivo”.

Negli ultimi anni si parla di “Telemeloni”, di un servizio pubblico sempre più piegato al governo. Da giudice di un programma di punta come Ballando con le stelle, come percepisci oggi il livello di pluralismo e libertà in Rai?

“Guarda, io non percepisco niente perché la mia presenza in Rai si riduce a dieci giorni di Ballando con le stelle all’anno. Posso dirti che, all’interno delle dinamiche televisive, conto meno di zero e ho pochissima percezione di quello che succede perché sono completamente fuori dai giochi, da sempre.

Non ho mai condotto un programma, non ho mai avuto un ruolo di rilievo all’interno della Rai, e questo da anni. Non è che quando governava il PD o la sinistra io avessi più spazio di oggi: per la mia esperienza personale è tutto uguale. Non mi si filava nessuno prima, non mi si fila nessuno oggi.

Certo, è evidente – e mi sembra preoccupante – che molti dei cavalli di razza messi da “Telemeloni” in prima serata, in seconda o nella fascia pomeridiana stiano deludendo a livello di ascolti. Questo lo trovo molto grave: imporre o suggerire i propri cavalli va bene, ma poi devono dare risultati. Altrimenti è disastroso.

Guarda com’è andata con Diaco, che è uno dei migliori amici di Giorgia: cancellato dalla prima serata. De Girolamo al pomeriggio va malissimo. Insegno ha dato un sacco di problemi, e così via.

E poi il TG1 che comincia a essere pericolosamente sorpassato da Canale 5: quello sì che è un indizio preoccupante. Il TG1 dovrebbe essere una certezza e invece, se comincia a dare segnali di stanchezza anche lui, io sarei abbastanza allarmata”.

Tu sei una voce libera e spesso critica. In un contesto così polarizzato, senti su di te una responsabilità speciale nel difendere pubblicamente la libertà d’espressione e i diritti LGBTQIA+ nella Rai di oggi?

“Io lo sento sempre, su qualsiasi rete o contesto. Ma non lo chiamerei “responsabilità”, perché non è la parola esatta: credo che sia giusto e normale esporsi.

Le voci pubbliche devono considerare una missione il fatto di dare voce anche a chi è muto, o ha comunque una voce troppo debole per essere ascoltata oltre il proprio raggio d’azione. Per me non cambia nulla: l’ho sempre fatto. Mi sobbarco spesso battaglie scomode, antipatiche, impopolari, che poi magari col tempo diventano popolari.

Oggi sono molto felice che si parli di Gaza e che la questione abbia scosso più coscienze. Però io ne parlo dal giorno uno: dopo una settimana dall’inizio del conflitto scrivevo già sui miei canali. Non ho aspettato che si arrivasse a un pallottoliere di 60.000 morti, capisci? Per me, già dopo la prima settimana, era troppo quello che stava accadendo.

Per cui sì, sento il dovere civico di espormi su tutto ciò che conta: che abbia voce, che abbia luce, dai diritti civili a tutto il resto.

Anche perché non sarei neppure capace di tacere: sarebbe una violenza verso me stessa. Poi sono una privilegiata: vedi tutta la polemica sul Festival del Cinema di Venezia ed Emanuela Fanelli… la verità è che noi abbiamo molto da perdere perché abbiamo tanto, a livello di privilegi, corsie preferenziali, benessere economico, sicurezza sul futuro. Se si perde qualcosa, non resto rovinata.

Quindi perché un personaggio pubblico dovrebbe aver paura di perdere dei privilegi? Se ne hai dieci e te ne restano nove, campi bene lo stesso!”.

 

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