Andrea Pucci torna al centro dell’attenzione mediatica e lo fa nel modo più classico possibile: intercettato per strada da Valerio Staffelli di Striscia la Notizia e premiato con il Tapiro d’oro.
La consegna arriva pochi giorni dopo la rinuncia del comico alla co-conduzione del Festival di Sanremo 2026, dove era stato annunciato da Carlo Conti.
Al microfono dell’inviato del tg satirico, Pucci ha provato a liquidare la polemica con sarcasmo:
“La mia comicità è diventata di estrema destra, quindi non si può più sentire”.
La vicenda, però, non si è fermata alla battuta. Anzi, il servizio ha riaperto tutte le questioni che avevano accompagnato il suo nome fin dall’annuncio sanremese.

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Andrea Pucci: la stoccata a Fiorello dopo l’imitazione radiofonica
Tra i momenti più commentati c’è stata la reazione del comico all’imitazione fatta da Fiorello durante La Pennicanza.
In radio lo showman aveva ricreato un monologo in stile Pucci, ironizzando su alcuni suoi registri comici e inserendo anche una battuta omofoba pronunciata dal personaggio parodiato.
Staffelli ha quindi chiesto al diretto interessato se l’avesse trovata divertente. La risposta è stata tutt’altro che distesa:
“Ha coronato la sua carriera facendo la mia imitazione. Simpaticissimo. Dai Fiore, non mollare, svegliati tutte le mattine alle quattro. Goditi un po’ di più la vita”.
Una replica piccata che ha fatto discutere, soprattutto perché proveniente da una persona che ha fatto della “comicità” il suo lavoro.
La satira vive di imitazioni e caricature, e la capacità di incassarle è spesso parte stessa del mestiere.
L’ha presa bene #Pucci l’imitazione di Fiorello, pensavo che si arrabbiasse. 🤡#Sanremo pic.twitter.com/Vnm6KSoOFK
— Gimmoriso’ 🇵🇸 (@fawollo13) February 18, 2026
Il nodo della croce celtica
Durante il servizio è riemersa anche una fotografia circolata negli anni, che ritrarrebbe Pucci con al collo una croce celtica.
Il comico ha negato:
“Anche quelli che hanno detto che avevo una croce celtica nel camerino dovrebbero dimostrarlo con dei documenti”.
Eppure l’immagine esiste da tempo online, condivisa da LaPresse (potete vederla qui), e risale a un derby a San Siro del 2009. La questione non riguarda tanto l’oggetto in sé, quanto il suo significato contemporaneo.
La croce celtica nasce come simbolo antico, precedente al cristianesimo, ma nel secondo dopoguerra una versione stilizzata e squadrata è stata adottata da diversi movimenti politici europei di estrema destra come elemento identitario.
Proprio questa stratificazione simbolica rende difficile separare completamente il segno dalla sua lettura politica attuale.
“Di destra ma non fascista”: una definizione problematica
Pucci negli anni si è spesso definito di destra, respingendo però l’etichetta di fascista. Il problema è che simboli e dichiarazioni non vivono nel vuoto. Quando un personaggio televisivo utilizza o viene associato a iconografie con una forte connotazione politica, il pubblico inevitabilmente interpreta.
E qui nasce la criticità. Un comico può certamente avere opinioni politiche, ma quando queste si intrecciano con battute percepite come sessiste o omofobe, la discussione smette di essere solo artistica e diventa culturale e sociale.
La vicenda mette in luce anche un altro punto.
Un comico, per definizione, costruisce la propria carriera sulla risata, spesso prendendo di mira persone, categorie e stereotipi. Proprio per questo, l’ironia ricevuta dovrebbe essere parte del gioco.
La reazione a Fiorello ha dato invece l’impressione opposta. Più che una contro-battuta spiritosa, è sembrata una risposta infastidita. E in un contesto mediatico dove la comicità è anche confronto, la permalosità rischia di indebolire la credibilità del personaggio pubblico.
La polemica che aveva portato alla rinuncia all’Ariston
L’annuncio della sua presenza a Sanremo aveva già sollevato proteste politiche e sociali. Diverse vecchie battute attribuite al comico erano state giudicate offensive, in particolare verso donne e persone LGBTQIA+.
La pressione mediatica è cresciuta fino alla decisione di fare un passo indietro e rinunciare al palco.
Il Tapiro, di fatto, ha riacceso tutto. Tra imitazioni, simboli e reazioni stizzite, il caso Pucci continua a essere meno una questione di spettacolo e più un esempio di quanto, oggi, la comicità televisiva non possa più prescindere dal contesto culturale in cui si muove.
La foto con la croce celtica? Pucci nega: “Dovrebbero dimostrarlo con dei documenti”, ma la foto è online.
“Fiorello ha coronato la sua carriera facendo la mia imitazione. Simpaticissimo. Dai Fiore, non mollare, svegliati tutte le mattine alle 4, goditi un po’ di più la vita” pic.twitter.com/tzUMK7yUPR
— Cinguetterai (@Cinguetterai) February 19, 2026
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