Zeudi Di Palma a Belve convince a metà, il “no” a Valeria Golino per L’arte della gioia e le dichiarazioni sul suo orientamento sessuale: “Mi hanno imposto di dichiararmi” – VIDEO

Nell’intervista a Belve, Zeudi Di Palma mostra sicurezza e ambizione, ma tra contraddizioni, dichiarazioni discutibili e costruzione del personaggio emergono fragilità e incoerenze che fanno riflettere.

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Zeudi Di Palma a Belve
Zeudi Di Palma a Belve
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Zeudi Di Palma, ospite a Belve nella puntata andata in onda martedì 7 aprile, ha cercato di presentarsi al pubblico in una veste matura, sicura di sé e apparentemente inattaccabile. Il risultato, però, è apparso fin troppo costruito.

Durante l’intera intervista, l’ex Miss Italia ha provato a restituire l’immagine di una donna pienamente consapevole del proprio valore, ma dietro quella corazza così ostentata è sembrato emergere altro. 

Una ragazza giovane, con fragilità del tutto normali per i suoi 24 anni, che invece di lasciarle trasparire sceglie continuamente di mascherarle dietro una postura quasi performativa.

Il problema non è avere insicurezze, tutt’altro. Il punto è che proprio quelle vulnerabilità, se mostrate con sincerità, probabilmente l’avrebbero resa molto più autentica, interessante e vicina al pubblico.

Zeudi Di Palma
Zeudi Di Palma

A Belve emerge una Zeudi Di Palma troppo costruita

Nel corso dell’intervista, la sensazione predominante è stata quella di assistere a una continua costruzione del personaggio. Una costruzione che, però, finisce per mostrare tutte le proprie crepe nel momento in cui non è sostenuta da una maturità narrativa abbastanza solida da reggerla.

Ed è proprio qui che nasce quel lieve senso di imbarazzo che accompagna diversi passaggi dell’intervista. Non tanto per ciò che Zeudi dice, ma per il modo in cui prova costantemente a raccontarsi: come se ogni risposta dovesse ribadire, con forza, quanto sia brillante, fuori dagli schemi, diversa dagli altri.

Un atteggiamento che, alla lunga, rischia di risultare più respingente che magnetico.

Il racconto su Valeria Golino e il “no” a L’arte della gioia

Tra i momenti più discussi dell’intervista c’è sicuramente il racconto relativo al presunto rifiuto a un’opportunità professionale con Valeria Golino.

Alla domanda di Francesca Fagnani: “Raccontami una belvata che hai fatto e di cui ti assumi la piena responsabilità”, Zeudi risponde:

“Ho vinto Miss Italia e ho detto di no a Valeria Golino. All’epoca ero stressata e non riuscivo a capire cosa mi stesse succedendo a causa di tante situazioni. Mi ha chiamata per un casting, un’audizione. “L’arte della gioia”, avrei dovuto fare un provino per il ruolo principale. Ho detto di no a Golino, è una belvata”.

Più che una “belvata”, il racconto restituisce l’idea di una scelta impulsiva figlia di inesperienza e inesperta gestione delle opportunità.

A colpire, più della rinuncia in sé, è il modo quasi enfatico con cui l’episodio viene narrato, come se quel rifiuto dovesse certificare una sorta di aura eccezionale attorno alla propria figura.

Successivamente Zeudi aggiunge:

“All’inizio non ci ho pensato. Il punto è che è stata una mossa audace perché continuavo a dire no, no, no. La terza volta sono andato al provino. Ricordo che Valeria mi baciò la mano e disse: “Grazie”. Prima dell’audizione, tipo: “Grazie per essere venuta”. Ero pazza. Ora che ci penso, dico: “Follia”. 

Probabilmente non se lo ricorda nemmeno. Ma follia, perché è stata un’enorme opportunità che ho perso a causa della mia inconsapevolezza e immaturità. Non sono stato brava perché ho imparato la sceneggiatura nel camerino, poco prima di entrare. Non avevo studiato”.

Un racconto che, ancora una volta, sembra oscillare tra autocritica e autocelebrazione, lasciando una percezione piuttosto confusa.

Le dichiarazioni sulla sessualità

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L’intervista affronta poi anche il tema della sessualità. Alla domanda di Francesca Fagnani: “È vero che fa mettere in discussione la propria sessualità alle donne etero?”, Zeudi replica:

“Sì, purtroppo è vero. Mi piacciono le donne però evito le etero, non mi attraggono”.

Una risposta che si inserisce nel tono generale dell’intervista, sempre molto orientato all’autoaffermazione e alla continua sottolineatura del proprio impatto sugli altri.


Il discorso si fa più delicato quando Zeudi parla della propria esperienza al Grande Fratello e delle pressioni ricevute rispetto al suo orientamento sessuale:

“Sono entrata dopo e poi non ho fatto capire più nulla, sono usciti pazzi! Chi è questa 23enne furba e falsa? Talento, talento! Dovevo essere solo un talento. Sono arrivata quinta, è paradossale. Sono capitata in un mazzo di carte sbagliato, per i numeri che ho potevo fare di più”.

Una frase che restituisce, ancora una volta, una percezione molto alta di sé e del proprio potenziale, ma detta in questi termini rischia inevitabilmente di suonare fin troppo autoreferenziale.

Il tema del coming out merita più chiarezza

Successivamente Zeudi dichiara:

“Le persone non sono pronte ad associare che io sia omosessuale in un corpo così femminile. Io mi dichiaro bisessuale, omosessuale, posso dichiararmi cosa voglio! Io non mi sono dichiarata bisessuale. In quel contesto mi hanno detto “sei bisessuale quindi?”. Mi hanno imposto di dichiararmi. 

Ma io ho sempre detto di provare emozioni solo per le donne. Quando mi hanno accusata di usare la mia sessualità in modo strategico, in quel momento sarei voluta uscire. Anche se non avessi avuto un flirt con un’altra ragazza sarei rimasta lo stesso impressa”.

Ed è proprio qui che il discorso comincia a mostrare le maggiori criticità.

Affermare di aver subito un’imposizione nel dichiararsi pubblicamente è un tema serio e delicato, che merita ascolto e attenzione. 

Tuttavia, il racconto di Zeudi appare poco lineare, pieno di sfumature contraddittorie e formulato in maniera talmente confusa da rendere difficile comprendere davvero la sua posizione.

Quando si affrontano argomenti così sensibili, soprattutto davanti a un pubblico ampio e generalista, sarebbe importante farlo con maggiore lucidità, consapevolezza e precisione.

Perché il rischio, altrimenti, è che il messaggio finisca per perdersi dentro dichiarazioni poco chiare.

Più che per ciò che ha raccontato, Zeudi Di Palma a Belve ha colpito per il modo in cui ha scelto di raccontarsi: sempre in bilico tra sicurezza ostentata, bisogno di autoaffermazione e ricerca continua di validazione.

E forse il vero passo avanti, oggi, per lei sarebbe proprio questo: smettere di voler apparire impeccabile e iniziare a mostrarsi semplicemente vera.

Gli ascolti di Belve

Nel corso della serata di martedì 7 aprile 2026, la puntata di Belve ha ottenuto 1.349.000 spettatori pari all’8.8%.

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