Federico Paciotti su Gay.it: opera e rock insieme, il tenore italiano che abbatte le barriere musicali – INTERVISTA

Chi è Federico Paciotti, il tenore italiano che unisce opera e rock: carriera, collaborazioni internazionali e il nuovo album “Lirica”.

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Federico Paciotti (credit foto: @armandocattarinich)
Federico Paciotti (credit foto: @armandocattarinich)
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Federico Paciotti è uno dei nomi più interessanti della scena musicale italiana contemporanea, capace di muoversi con naturalezza tra mondi apparentemente distanti.

Tenore e chitarrista, ha costruito negli anni una cifra stilistica precisa, diventando un punto di riferimento dell’opera–rock crossover a livello internazionale.

La sua proposta artistica si fonda su un equilibrio complesso e affascinante. Da una parte la tradizione del bel canto, dall’altra un linguaggio musicale moderno.

Il risultato è una sintesi che non sacrifica la qualità vocale, ma anzi la espande, rendendola accessibile anche a chi normalmente si tiene lontano dall’opera.

Federico Paciotti
Federico Paciotti

Federico Paciotti: le collaborazioni internazionali e il progetto “Rosso Opera”

Nel corso della sua carriera, Paciotti ha condiviso il palco con alcune delle figure più autorevoli del panorama musicale mondiale.

Tra queste spiccano nomi come David Foster, Sumi Jo e Giovanni Allevi.

Accanto a loro, anche artisti italiani molto diversi tra loro, da Morgan a Tosca, fino a Beppe Servillo. Un mosaico di incontri che racconta bene la sua capacità di attraversare generi e pubblici.

Tra i progetti più significativi c’è “Rosso Opera”, realizzato insieme a Caterina Caselli e Celso Valli. Un lavoro che rilegge la tradizione operistica con uno sguardo contemporaneo, includendo anche il duetto con Ramón Vargas su “E lucevan le stelle”.

Federico Paciotti (credit foto: @armandocattarinich)
Federico Paciotti (credit foto: @armandocattarinich)

Dai grandi teatri al pubblico globale

La carriera di Paciotti è costellata di palcoscenici prestigiosi. Dall’Arena di Verona al Teatro Regio di Parma, fino a contesti internazionali in Europa, Asia e America.

Ha portato la sua musica in Corea del Sud, Cina, Russia e Stati Uniti, esibendosi anche in luoghi simbolici come la Basilica di San Pietro e i Fori Imperiali. Un percorso che lo ha visto protagonista non solo nei teatri, ma anche in eventi televisivi e grandi produzioni.

Federico Paciotti
Federico Paciotti

Da Sanremo ai grandi eventi internazionali

Il grande pubblico lo ha conosciuto agli inizi degli anni Duemila con la band Gazosa, vincitrice di Festival di Sanremo Giovani. Da lì, un percorso artistico che lo ha portato a reinventarsi completamente.

Negli anni ha firmato successi anche come autore, ottenendo un disco di platino per Valerio Scanu, e ha partecipato a eventi di rilievo globale, tra cui il concerto “Music for Mercy” accanto a Andrea Bocelli.

Tra i momenti più significativi, anche la composizione dell’inno ufficiale delle Paralimpiadi Invernali di PyeongChang 2018, un progetto che unisce musica, inclusione e messaggi universali.

Federico Paciotti (credit foto: @armandocattarinich)
Federico Paciotti (credit foto: @armandocattarinich)

Il nuovo capitolo: “Lirica”

Nel 2025 è arrivato “Lirica”, il nuovo album solista pubblicato con Sugar Music. Un lavoro che sintetizza il suo percorso e rilancia la sua identità artistica.

Un disco che guarda alla tradizione, ma con un linguaggio contemporaneo, pensato per un pubblico ampio, trasversale, curioso.

Tra spiritualità, impegno sociale e formazione

Accanto alla carriera artistica, Federico Paciotti porta avanti un impegno costante anche in ambito sociale e formativo. Ha partecipato a eventi religiosi di rilevanza internazionale e a iniziative benefiche, sostenendo cause legate alla solidarietà e alla sanità.

Parallelamente, si dedica all’insegnamento, lavorando con le nuove generazioni di artisti e trasmettendo un approccio al canto che unisce tecnica, identità e libertà espressiva.

Credit foto: ARMANDO CATTARINICH

L’intervista a Gay.it

Noi di Gay.it, abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Federico Paciotti, ecco cosa ci ha raccontato.

Buona lettura!

⁠La tua musica unisce mondi diversi, dall’opera al rock: quanto è importante oggi abbattere le barriere culturali anche per rendere l’arte più inclusiva, soprattutto per le nuove generazioni LGBTQIA+?

“Credo che la musica, per sua natura, non abbia confini. Sono cresciuto con un’idea molto chiara che mi ha trasmesso mio padre: noi siamo al servizio della musica, non il contrario.

Quando parti da questo principio, le barriere — culturali, stilistiche o identitarie — perdono importanza. Unire opera, rock e altri linguaggi per me è qualcosa di naturale, non costruito.

Le nuove generazioni, inclusa la comunità LGBTQIA+, cercano autenticità. E la musica, quando è sincera, è già inclusiva”.

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Che ruolo può avere oggi la voce lirica nel raccontare emozioni autentiche e storie che parlino anche alla comunità queer?

“La voce lirica è uno strumento umano, diretto. Non può mentire.

Se usata con verità, riesce a raccontare emozioni universali — amore, perdita, identità — che appartengono a tutti. Ed è proprio per questo che può parlare anche alla comunità queer senza bisogno di adattarsi: perché il linguaggio delle emozioni è già inclusivo”.

⁠Il tuo percorso incrocia anche grandi eventi legati alla spiritualità: come si concilia, secondo te, la musica sacra con una visione inclusiva e contemporanea della società?

“La musica sacra è una delle forme più profonde di universalità. Non riguarda categorie, ma una dimensione interiore che appartiene a chiunque.

Ho avuto una formazione rigorosa al Conservatorio di Santa Cecilia, anche grazie all’insegnamento di mio padre, che era un chitarrista virtuoso e mi ha sempre detto che per lavorare nella musica bisogna essere veri professionisti: la musica è una cosa seria.

Non vedo un contrasto tra spiritualità e inclusione: entrambe parlano di accoglienza. La musica, in questo senso, è un ponte”.

⁠Se dovessi collaborare con un artista queer italiano o internazionale, chi sceglieresti e perché?

“Più che parlare di una scelta legata a un’etichetta, penso alle esperienze artistiche che nascono da una sintonia vera.

Ho avuto la fortuna di scrivere musica per Valerio Scanu, che oltre a essere un grande artista è anche un amico. Brani come “Amami”, “Libera mente” e “Parole di cristallo” sono nati proprio da un dialogo autentico, umano prima ancora che musicale.

Quello che mi interessa sempre è questo: creare qualcosa che arrivi alle persone in modo sincero, senza barriere. Quando succede, la musica diventa davvero universale”.

Per tutte le informazioni sugli eventi di Federico, vi rimandiamo al suo sito ufficiale: https://federicopaciotti.com.

 

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