“Il Partigiano non si tocca”, Levante interviene sulla polemica che ha travolto Delia dopo il Concertone del Primo maggio – VIDEO

Levante interviene sulla polemica dopo il Concertone del Primo Maggio, difende il testo originale di “Bella ciao” e invita a fermare la gogna social contro Delia.

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Levante interviene sulla polemica che ha travolto Delia
Levante interviene sulla polemica che ha travolto Delia
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Dopo il Concertone del Primo maggio, la discussione attorno a “Bella ciao” è uscita dal palco ed è finita ovunque, soprattutto online. Al centro c’è l’esibizione di Delia, che ha scelto di modificare il testo sostituendo la parola “Partigiano” con “essere umano”. Tra i tanti che hanno preso posizione è intervenuta anche Levante.

Il gesto di Delia ha generato reazioni forti. In questo contesto è arrivato anche il commento di Levante, che ha preso posizione in modo chiaro, mantenendo però un tono misurato.

Levante a Sanremo 2026

Levante interviene sulla polemica del Concertone che ha travolto Delia

Interpellata dall’agenzia Dire, Levante ha centrato subito il punto. Il brano ha un valore storico preciso e cambiarlo significa intervenire su qualcosa che ha già un significato consolidato:

La polemica è giustificata, nel senso che il brano, quel brano, non va toccato. Qualcuno ha parlato di iconoclastia. Credo che in qualche modo si possa essere d’accordo.

Sono certa che Delia lo abbia fatto con ingenuità e quindi sia stato un errore in buona fede, diciamo così. Però il Partigiano è il Partigiano. E non si tocca. Credo che comunque il messaggio le sia arrivato”.

Una posizione che tiene insieme due elementi fondamentali. Da una parte il rispetto per la storia del brano, dall’altra il riconoscimento della buona fede.

Difendere il significato senza trasformare tutto in attacco

Levante non si è fermata al contenuto della polemica. Ha messo a fuoco anche il modo in cui viene gestita, soprattutto sui social, dove spesso si supera il limite:

Quello che non amo è la gogna mediatica. Bisogna un po’ placare questi animi guerriglieri, perché tra l’altro siamo in un clima storico bellico terribile e non dobbiamo essere di certo noi ad alimentare questa sorta di odio.

È bastato dirlo due, tre volte. Ripeterlo in continuazione può causare anche emotivamente uno stress che non si merita”.

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Una linea chiara che mette al centro la memoria

Levante ha poi ribadito il concetto senza lasciare margini:

Per quanto mi riguarda la parola Partigiano rimane Partigiano e assolutamente non si cambia con niente, perché il Partigiano è uno e va difeso”.

È una posizione che ha una sua coerenza precisa. “Bella ciao” non è solo una canzone, è un pezzo di memoria collettiva. Intervenire sul testo, anche con buone intenzioni, cambia inevitabilmente il suo peso.

Un dettaglio che rende tutto più significativo

C’è poi un elemento che rende questa presa di posizione ancora più interessante. Levante e Delia hanno collaborato di recente, insieme anche a Serena Brancale, nel brano “Al mio paese”.

Non si tratta quindi di una distanza tra artiste che non si conoscono.

Proprio per questo, il modo in cui Levante ha scelto di intervenire acquista ancora più peso. Difende il significato del brano, riconosce l’errore e allo stesso tempo evita di trasformare la critica in uno scontro personale.

 

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