Sarà presentato in anteprima al 79. Locarno Film Festival in Piazza Grande Armony di Dario Albertini, con Valerio Mastandrea nel ruolo del protagonista accanto alla giovane Aurora Cherchi. Completano il cast Clara Tramontano, Nando Paone, Elena Lietti, Francesca Antonelli, Asia Argento, Ornella Muti e Pamela Schettino, deceduta lo scorso 13 maggio.
Armony, la trama
Una famiglia felice a modo suo, quella di Armony. Stramba agli occhi esterni, piena d’amore vista da vicino. È quella formata da Armony, un camionista di 55 anni a suo agio solo in compagnia della sua solitudine che, dopo la scomparsa della sorella, è costretto a prendersi cura della nipotina di 6 anni, Carlotta. E delle sue amiche, Pamela, un’anziana transgender, e Jenny, la giovane vicina di casa incinta. Una famiglia felice a modo suo fino a quando i servizi sociali minacciano di portare via Carlotta, e Armony è costretto ad affrontare un difficile percorso per ottenerne la tutela legale.
Questa la sinossi ufficiale di un film che vuole “esplorare i legami familiari attraverso la solitudine“, ha precisato il regista e sceneggiatore Dario Albertini. “L‘arrivo di una nipotina sconosciuta costringe il protagonista a mettersi in gioco: per me era fondamentale mostrare come l’inatteso possa riaccendere il senso di responsabilità”.
Pamela Schettino, da Amore Tossico ad Armony
Nel cast del film, che sarà distribuito nelle sale italiane da I Wonder Pictures, spicca il ritorno al Cinema di Pamela Schettino, nel 1983 nel cast del cult Amore Tossico di Claudio Caligari. Schettino interpretava “Er Donna”, personaggio travestito tra i tossici delle borgate di Roma e Ostia. Un taglio neorealista, quello cercato da Caligari, che volle sul set attori non professionisti, chiamati ad interpretare volti a loro affini, tossicodipendenti che si prestavano alla settima arte. Non poche le scene cult con Schettino mattatrice, tra suore, scherzi in ospedale, incontri notturni e quella battuta (“A Bello Su Tutte Le Rote”) entrata nell’immaginario collettivo. La sua esuberanza e la sua ironia tagliente la resero da subito indimenticabile. Quella portata in sala da Schettino con “Er Donna” fu poi una doppia discriminazione, perché non solo tossicodipendente ma anche travestito, in un ambiente di borgata maschilista e brutale, in un’Italia di inizio anni ’80 in cui certe tematiche erano ancora considerate tabù.
Intervistata da PrometeoLibero, nel 2019, Schettino parlò delle proprie dipendenze e del suo rapporto con l’eroina, “durato solamente tre anni. Dalla cocaina mi sono liberata solo 15 anni fa. È stata dura, anche perché le occasioni di riprendere sono tantissime e schivarle è un’impresa. In fondo è tutta una questione mentale, di volontà“. A differenza del personaggio interpretato in Amore Tossico, Schettino non è mai stata un travestito. “Nel personaggio di ‘Er Donna’ avevo una parrucca oscena, cerone a dismisura e vestiti orribili. Al punto che il film, per alcuni anni, non l’ho voluto rivedere proprio perché ero conciata in quel modo. Su quel set il mio grande rimpianto è stato quello di non essermi portata una minigonna“.
Dopo aver lavorato con Benigni, Moretti, Cavani, Gaber e Brass, Schettino si è data alla prostituzione, tra Via Veneto, Flaminio e Piramide. “Di soldi se ne facevano tantissimi, molti più del cinema. Era un mondo da sogno, quasi da favola. Si incontravano gli uomini più ricchi e più potenti d’Italia. Ma i nomi non li farei nemmeno sotto tortura, anche perché in seguito ho appreso che in quegli anni ero stata anche seguita dai servizi segreti. Si trattava di politici, tanti calciatori. Ma poi anche attori, registi e qualche cantante. E tanti uomini potenti”. “Quando ero più giovane mi sono presa la libertà di rifiutare proposte lavorative interessanti dopo Amore Tossico. Ero un po’ stupida, oggi quelle opportunità le coglierei al volo, anche perché oggi purtroppo non mi chiama più nessuno“.
Poi è arrivato Dario Albertini con Armony, ultmo film di Pamela Schettino che sarà presentato a Locarno.
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