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Dal 23 aprile al Cinema, Love Me Tender di Anna Cazenave Cambet è la storia di una donna che finalmente inizia a vivere la propria reale identità, pagandone il prezzo.

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Presentato nella sezione Un Certain Regard al 78º Festival di Cannes, Love Me Tender di Anna Cazenave Cambet arriva nelle sale italiane con Wanted Cinema dal 23 aprile 2026.

Protagonista una straordinaria Vicky Krieps, 42enne attrice lussemburghese già memorabile ne Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson e ancor più recentemente ammirata in Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch, Leone d’Oro a Venezia 2025.

Love Me Tender, dal romanzo al film

Love Me Tender, Vicky Krieps straordinaria mamma queer giudicata perché libera - Love Me Tender 1 - Gay.it

Tratto dall’omonimo romanzo di Constance Debré, in Italia edito da Solferino, Love Me Tender ruota attorno a Clémence Delcourt, donna che ha lasciato suo marito dopo vent’anni di matrimonio, ha lasciato il lavoro di avvocato per scrivere il suo libro, ha lasciato gli uomini per passare da una donna all’altra, cercando una nuova parte di sé. Libera di vivere e di essere sè stessa, Clémence ha lasciato tutto tranne suo figlio Paul di 8 anni, che dall’oggi al domani non può più vedere. Dopo aver rivelato al suo ex marito Laurent di avere relazioni sentimentali con altre donne, lui le toglie la custodia del figlio. Vendicativo nei confronti di quella donna che ha voltato pagina, Laurent le dichiara guerra attraverso un’infinita battaglia legale che la sfinisce con la sua sorda violenza burocratica. Clémence dovrà lottare contro tutto e tutti per continuare a essere madre, donna e indipendente.

Love Me Tender, Vicky Krieps straordinaria mamma queer giudicata perché libera - Love Me Tender poster - Gay.it

Anna Cazenave Cambet, 35enne regista francese qui alla sua opera seconda dopo l’esordio del 2020 con De l’or pour les chiens, utilizza l’espediente narrativo del “mise en abyme” per strutturare la narrazione, con la voce fuori campo della protagonista che racconta la propria storia nel frattempo diventata romanzo. Come se le pagine del libro diventassero immagini attraverso le parole di Clémence, donna forte e solitaria che perde la custodia di suo figlio perché incredibilmente accusata dal suo ex marito di pedofilia e incesto.

Ma lei si rifiuta di scendere a compromessi, perché non è disposta a dover rinunciare alla scrittura, alla sua vita, alle sue relazioni, pur di ottenere la custodia del piccolo Paul. Cambet porta in scena il tabù assoluto, quello della cattiva madre, anche se perdutamente innamorata di quel bambino plagiato dalle menzogne di un padre che lo riempie di regali costosi e falsità nei confronti di una donna che ha semplicemente deciso di rimettersi in gioco, cambiando vita per essere felice.

Ma si è costrette ad amare il proprio figlio per sempre, anche quando non lo si vede più? Domanda complicata a cui Love Me Tender risponde con cruda onestà, perché per quanto combatta Clémence vede suo figlio sempre più allontanarsi, rimpicciolirsi, fino al punto di rischiare di diventare invisibile, di scomparire dalla sua vita.

Vicky Krieps abbagliante icona di libertà

Love Me Tender, Vicky Krieps straordinaria mamma queer giudicata perché libera - Love Me Tender - Gay.it

Vicky Krieps è perfetta nell’interpretare questa eroina solitaria che ha deciso di essere libera in un mondo che giudica e fa pagare a caro prezzo simili scelte, incapace di stringere relazioni serie perché frenata da quella battaglia processuale che le succhia via l’anima, passando così da una donna all’altra, tra lunghe nuotate e una vita suddivisa in compartimenti. C’è poi Antoine Reinartz, nei panni di un ex marito che cambia completamente atteggiamento quando Clémence gli annuncia che ha iniziato a frequentare donne. Laurent entra immediatamente in una fase di riconquista, di eccitazione, al punto da volerla baciare mentre lei se ne va sul suo scooter, ricalibrandosi da subito in modalità vendicativa, avvocato pronto a strappare un figlio dalle braccia di sua madre perché incapace di accettarne l’abbandono, la ritrovata serenità di una donna con cui era stato per quasi tutta la vita.

Nel corso del film, che ribalta il più tradizionale racconto di un padre che lotta per rivedere suo figlio affidato alla madre, vediamo Clémence rimorchiare più donne, farci sesso, far perdere loro la testa, senza però mai legarsi del tutto a nessuna di loro. Vicky Krieps, pochi mesi fa candidata agli European Film Awards come miglior attrice per questo ruolo, riesce perfettamente a dare credibilità alle diverse sfaccettature di una protagonista apparentemente algida e al tempo stesso spezzata da un’ingiustizia che le ha tolto anni d’amore filiale, mentre la regista Cambet le sta addosso, nell’osservarne le lacrime, i sorrisi, i flebili momenti di gioia e di paura, di fiducia, consapevolezza e di sconforto, fino ad arrivare a quel doloroso finale che inevitabilmente scuoterà qualsiasi spettatore, creando dibattito sull’elaborazione di un lutto e sul senso più profondo dell’amore di un genitore, in bilico perenne tra speranza e rassegnazione.

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