Consiglio di Stato, parere positivo sul decreto ponte: “Via libera alle unioni civili!”

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"Prime unioni entro ferragosto", afferma Frattini. Ora l'ultimo step, la Corte dei Conti. Poi l'emanazione ufficiale da parte del Presidente del Consiglio.

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La conferenza presso Palazzo Spada iniziata alle ore 13 ha dato gli esiti sperati: il presidente del Consiglio di Stato Alessandro Pajno ha annunciato che il parere sul decreto attuativo transitorio per le unioni civili è positivo! Il Consiglio di Stato era stato chiamato ad emettere un giudizio di legittimità del regolamento attuativo rispetto alla legge: il decreto ora passerà alla Corte dei Conti per la valutazione di eventuali spese (il passaggio sarà molto breve, visto che presumibilmente non ce ne sono). A quel punto, il decreto tornerà al Presidente del Consiglio per essere emanato ufficialmente: si concluderà finalmente questo percorso e le unioni civili potranno essere celebrate, in anticipo rispetto alla data prevista (settembre). Questo potrebbe avvenire nel giro di alcuni giorni, visto che ormai il grosso è davvero fatto.

Con questo parere inizia la stagione concreta del nuovo istituto giuridico“, ha affermato Pajno. Franco Frattini, presidente della sezione Atti Normativi del Consiglio di Stato, si concentra su quattro punti principali: il primo ribadisce l’obbligo, da parte dell’ufficiale di stato civile (che può essere il sindaco ma anche un altro funzionario) di costituire l’unione: non esiste alcun tipo di obiezione di coscienza, anzi questa è perseguibile dalla legge. Il secondo ribadisce l’urgenza, da parte dei Comuni e del ministero dell’Interno, di adottare il registro dello stato civile per i primi e di redigere i decreti formulari per il secondo, in modo da velocizzare l’iter e far sì che entro quindici giorni da oggi si possano celebrare le prime unioni: si parla di ferragosto o prima per le prime unioni. Il terzo riguarda il parere del garante della privacy: quando il decreto verrà attuato è auspicabile che si acquisisca subito il suo giudizio. L’ultimo ribadisce che “è essenziale che i decreti delegati (quelli definitivi, ndr) vengano adottati entro i termini”: una cosa è istituire un registro d’urgenza, altra cosa è disciplinare un’intera situazione che coinvolge diritti soggettivi pieni; si raccomanda quindi un monitoraggio, da qui a dicembre (in particolare il 5, scadenza perentoria per la presentazione dei decreti attuativi definitivi), dell’attuazione di questo decreto ponte, per capire cosa funziona e cosa non funziona, e una campagna di informazione per quelle coppie che hanno il diritto prima di tutto di essere consapevoli delle varie parti dell’istituto giuridico. Frattini conclude affermando che da oggi si apre una luce sulle unioni civili, che hanno pieno fondamento nella nostra costituzione.

Dal momento dell’emanazione, come previsto dal decreto ponte, i comuni avranno cinque giorni di tempo per istituire il registro dello stato civile per le unioni: non avranno più scuse per rifiutarsi di celebrarle, visto che avranno ricevuto tutte le istruzioni pratiche necessarie dal Governo. Ricordiamo che l’obiezione di coscienza è assolutamente illegale e perseguibile dalla legge: al più, un sindaco negligente può delegare il compito di celebrare l’unione a un funzionario comunale.

Ecco il testo del decreto ponte per le unioni civili appena approvato dal Consiglio di Stato LEGGI > >

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