Unioni civili: ‘solo’ 2800 in un anno grida Repubblica, ma ha davvero senso contarle?

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2.802 unioni civili in un anno e appena 369 nei primi tre mesi del 2017. Si può davvero parlare di 'Unioni Civili flop' come incredibilmente fatto da LaRepubblica?

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‘In un anno solo 2800 unioni civili, strilla questa mattina in prima pagina LaRepubblica, con tanto di doppio paginone all’interno che snocciola numeri sull’andamento tutt’altro che esaltante delle unioni LGBT all’italiana. 2.802 unioni civili in 8 mesi, perché se la legge Cirinnà ha ottenuto il fatidico ‘sì’ alla Camera l’11 maggio scorso solo il 29 luglio è poi arrivato il decreto ponte. Nei primi 3 mesi del 2017 appena 369 unioni, con il quotidiano che parla ufficialmente e senza mezzi termini di ‘flop’.

Come se fosse necessario raggiungere un traguardo specifico, come se stessimo parlando di una gara olimpica, come se le nostre vite fossero un pallottoliere, come se i diritti si dovessero contare, e non difendere. A deludere, numeri alla mano, soprattutto il Sud, con 292 unioni celebrate tra Molise (appena 1), Puglia (59), Basilicata (2), Campania (105), Calabria (8), Sicilia (75), Sardegna (42). Molto meglio il nord, con 1417 unioni tra Valle d’Aosta (6), Piemonte (291), Lombardia (669), Trentino, Friuli (47), Veneto (210) e Liguria (145). 1.093, infine, le unioni celebrate in Emilia Romagna (307), Toscana (293), Marche (54), Abruzzo (27), Umbria (36) e Lazio (376). Tra le città Milano (354) batte di poco Roma (331), seguite da Torino (174), Firenze (123) e Bologna (98).

Abbiamo dato diritti, ne valeva la pena‘, rivendica Enrico Costa, Ministro della Famiglia del Governo Gentiloni, così come Flavio Romani, Presidente Arcigay, sottolinea come ‘seimila persone omosessuali‘ abbiano ‘raggiunto felicità e stabilità‘ nel corso degli ultimi mesi. Un anno fa, come dimenticarlo, c’era chi prevedeva un’apocalisse in Terra, a causa delle unioni civili, con famiglie ‘tradizionali’ sbriciolate dall’amore LGBT e ipotesi ancor più ridicole. Nulla di tutto è questo è ovviamente accaduto. La società Italia ha rapidamente e abbondantemente digerito le unioni civili dimezzate del Governo Renzi, private di quella stepchild adoption che ha indubbiamente frenato la corsa alle unioni di centinaia di coppie con figli, ‘tradite’ nelle aule parlamentari al momento del voto.

Forse il numero delle unioni civili non è così alto quanto ci aspettavamo, ma dal nostro punto di vista è comunque un successo‘, continua Romani, sottolineando ciò che appare ovvio. L’acquisto di un diritto universale è un trionfo sempre e comunque, anche se dovesse benificiarne una sola persona.Di certo da parte delle coppie con figli non c’è stata la corsa alle unioni civili‘, prosegue Marilena Grassadonia di Famiglie Arcobaleno. ‘Noi come famiglie arcobaleno avevamo bisogno di una legge che garantisse i nostri figli. Invece oggi la nostra unica speranza resta la stepchild adoption concessa dai tribunali. E dunque molte coppie per adesso hanno deciso di non sottoscrivere l’unione civile. Questa legge è soltanto il primo passo. Noi aspettiamo il matrimonio e poter riconoscere alla nascita i figli delle nostre partner‘.

La battaglia per il matrimonio egualitario e per il riconoscimento dei figli, con apertura al mondo delle adozioni, è di fatto il prossimo step da compiere per il movimento tutto, mentre il sociologo Marzio Barbagli, autore di ‘Omosessuali Moderni’, dice con chiarezza che il numero delle unioni civili in Italia si dimostrerà in linea con quelle degli altri Paesi europei. I gay nel nostro Paese rappresenterebbero circa il 3° della popolazione, con una proiezione statistica di 5000 unioni entro la fine del 2017. Se così fosse diventerebbero il 2.5% dei matrimoni ‘etero’, ovvero poco superiore la media europea (2.1%). E allora perché parlare di ‘flop’?

Cifre, percentuali e statistiche che appaiono nude dinanzi alla spicciola realtà, che vuole finalmente anche il gay, la lesbica, il bisessuale e il transgender italico poter ‘decidere’ di unirsi civilmente, come e quando lo riterrà opportuno, dopo anni di sfiancanti battaglie e diritti negati.  Quanti siano e quante saranno queste coppie, da qui ai prossimi 12/24/36 mesi, rimane un triste chiacchiericcio di fondo utile per riempire giornali e alimentare ridicole polemiche, a dir poco sterili dinanzi ad un amore finalmente certificato.

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