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Milano: Gay street, iniziative contro la chiusura alle 22
di Gay.it
Lunedì 25 Agosto 2008

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Fai Notizia

Gay.it - Milano: Gay street, iniziative contro la chiusura alle 22
Con una lettera aperta e un'interrogazione dei radicali in Parlamento si chiede di ripristinare alle 2 l'orario di chiusura dei locali gay milanesi, contro l'ordinanza che l'ha anticipata alle 22.

Lettera aperta al Sindaco di Milano Letizia Moratti e al Vicesindaco Riccardo De Corato


In riferimento all’ordinanza di chiusura anticipata del locale After Line di via Sammartini 25 a Milano del 14 dicembre 2007 disposta dal Comune di Milano e revocata con sentenza del Tar della Lombardia ed in seguito reiterata da codesto Comune dopo sentenza di appello del Consiglio di Stato facciamo presente quanto segue:

detta ordinanza si basava su una relazione della Questura di Milano nella quale si affermava che gli esercizi commerciali e pubblici esercizi della via Sammartini "costituiscono luoghi di ritrovo di soggetti dalla chiara tendenza omosessuale tendenti al consumo di stupefacenti.... all’abuso di sostanze alcoliche e soliti a gesti di intemperanza, oscenità e disturbo agli abitanti della zona".

In tutte le via della "movida" milanese si denuncia l’abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti nonché il disturbo agli abitanti della zona ma, in nessun caso, si ritiene di far rilevare che di ciò sono responsabili soggetti dalla "chiara tendenza eterosessuale" come hanno evidenziato anche alcuni deputati radicali in un’interrogazione parlamentare rivolta ai Ministri dell’Interno e delle Pari Opportunità. In via Sammartini la sessualità dei clienti però assume rilevanza.

Agli scriventi sembra di percepire una non troppo latente discriminazione nei confronti degli omosessuali che frequentano la via, che a partire dal 1993 si era qualificata per la presenza di varie attività commerciali e culturali rivolte espressamente alla comunità gay e lesbica.

Altresì ci sembra che il provvedimento sindacale adottato sia eccessivo in quanto se alcune manifestazioni di comportamento inurbano si sono verificate queste potevano essere ascritte alla clientela di un ben determinato ed identificabile bar ma non a tutti indistintamente i frequentatori della via; tenuto conto che L’After Line in quindici anni non ha mai subito alcuna sanzione per la sua attività. La chiusura anticipata alle 22.00 di alcuni ritrovi comporta per la nostra comunità un evidente disparità di trattamento e una limitazione alla libertà di impresa oltre al fatto che la clientela, è notorio, inizia a frequentare i locali notturni proprio a partire dalle 22.00. Questo significa la cessazione definitiva di queste attività con conseguente perdita del lavoro dei dipendenti e il coprifuoco anche per le altre attività non soggette al provvedimento con il conseguente azzeramento di quanto realizzato con il lavoro di anni. Senza contare il venir meno di luoghi di libera aggregazione per la comunità omosessuale.

D’altra parte la regolamentazione dei pubblici esercizi vigente in Italia non permette ai gestori alcuna forma di selezione della clientela lasciando loro soltanto una responsabilità oggettiva che, come in questo caso, viene sanzionata. Sarebbe stato più opportuno un intervento delle forze dell’ordine in funzione più preventiva che repressiva, una maggiore presenza delle istituzioni locali e un interesse dell’amministrazione a combattere realmente il degrado della zona Stazione Centrale come più volte sollecitato in appelli, lettere aperte e richieste di incontri mai accolte.

Ci auguriamo che queste argomentazioni possano portare ad una nuova valutazione del provvedimento adottato e alla sua revoca fermo restando la più ampia disponibilità ad una collaborazione con tutte le autorità per riqualificare la zona.

Cordiali saluti,
on. Franco Grillini, ex deputato
Alessandro Golinelli, scrittore
Felix Cossolo, giornalista
Alessio De Giorgi, imprenditore

seguono altre 500 firme


Per sottoscrivere la lettera aperta puoi inviare una mail indicando nome e cognome a redazione@gayclubbing.it specificando come oggetto "sottoscrivo lettera aperta al Comune di Milano"


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: andrew
Data: 30-08-2008 08:39

La ' gay sreet' e' un luogo squallido e degradato che non fa certo onore ai noi gay . Pertanto si dovrebbe ,in primo luogo, battersi per elimonare la pessima gente che ora la frequenta e riqualificarla , piuttosto che perdere tempo con gli orari .


Inviato da: operese
Data: 29-08-2008 20:58

Nella settimana di ferragosto sono passato nella gay-street, che via degradata||| Una zona così sporca e piena di gente poco raccomandabile in atteggiamenti inequivocabili in pieno pomeriggio quando anche le persone comuni (compresi i bambini) si trovano a transitare è uno spettacolo indecente. Spero che la giunta Moratti risolva il problema. Peccato che la sauna metro (un centro carino e pulito) si trovi in una zona malmessa. Se il mondo ( o parte di esso) gay vuole uscire dal ghetto impari a vivere in modo decoroso e nel rispetto della civica convivenza. Prostituzione, gente fatta e comportamenti incivili non aiutano a far accettare la gaystreet


Inviato da: Ospite
Data: 28-08-2008 14:15

mi chiedo perchè la gay street milanese sia così malfamata ,piuttosto che preoccuparmi,seppur giustamente,dell'orario di chiusura dei locali.I locali della gay street sono malfamati e brutti mentre quelli iperfrequentati ,tipo il borgo,stanno altrove...


Inviato da: fottigaystreet
Data: 27-08-2008 08:06

Spero che la Moratti ( come fara'ì senza dubbio alcuno ) faccia coriandoli dell'appello . La ' gay street' e' un posto orrendo , pieno di locali di basso livello frequentati da gente fatta , merchette , loro clienti nonche' sudamericani e marokki . Il peggio del peggio , pertanto dovrebbero proprio cancellarla .


Inviato da: Ospite
Data: 26-08-2008 23:50

Incommentabile! Una vergogna!


Inviato da: daemien
Data: 26-08-2008 22:31

Scusate forse è un'idea strana ma visto che l'Italia è un paese omofobo e direi quasi orgoglioso della propria ingiustizia sociale, una copia dei documenti sopra firmati non potrebbe essere inviata all'attenzione della commissione europea. Visto che da soli non ce la facciamo dovremmo farci sostenere almeno da chi è più avanti di noi ed ha più impatto sul nostro paese.


Inviato da: qui bologna
Data: 26-08-2008 22:11

credo sia un ingiustizia bella e buona! quindi coraggio gestori e facciamoci sentire cosi si potra' tornare a lavorare con serenita'! intanto un suggerimento: chiedete al comune di milano di pagarvi le utenze o gli affitii dei locali- eh eh vediamo che rispondono! e cmq se siete a posto con le licenze e i permessi potete chiedere i danni economici per l'anticipata chiusura.



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