20 anni fa l'addio a Freddy. Ma Zanzibar lo rifiuta
Mercoledì 23 Novembre 2011
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La città natale di Freddy Mercury, a maggioranza musulmana, rifiuta di commemorare il mito - gay e morto di Aids - che per il governo è in realtà una vergogna da dimenticare. |
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Domani è l'anniversario della scomparsa di Freddy Mercury. Il leader dei Queen è morto vent'anni fa, il 24 novembre 1991. In pochi però sanno che le reali origini del cantante gay risalgono a Stone Town, anche nota come Mji Mkongwe, la parte vecchia della capitale di Zanzibar, in Tanzania. E proprio dove Farrokh Bulsara - questo il vero nome del cantante - è nato, lì viene rinnegato. Farrock era gay dove è ancora proibito esserlo e come se non bastasse morì di Aids, una vergogna per una paese dove il 90% degli abitanti è di fede musulmana.
Le guide lo citano, i negozianti vendono gadget a lui dedicati. Il governo dell'Isola invece no, vuole che quell'icona non sia associata a Zanzibar. In tutto il resto del mondo, però, rimane un mito. Persino in Svizzera, dove passò velocemente a fare un concerto, lo venerano come se proprio lì fosse nato. Dove è nato per davvero, nulla di tutto questo, il silenzio che si riserva agli assassini, ai ladri, ai criminali. Persone di cui non c'è nulla di cui andar fieri.
Il ricordo, per fortuna, è vivo in tutto il resto del mondo, ad iniziare da quella Londra dove ha passato i suoi giorni fino all'ultimo, tragico. Del resto, era stato lo stesso Freddy a dirlo: "The Show Must Go On". |
Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
Inviato da:
soledamore (Campania)
Data:
24-11-2011 21:59
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Il mio pezzo preferito è "Mama".
Qui il grande Freddie Mercury si confessa, laicamente, davanti al suo pubblico. Come adepto del culto zoroastriano doveva avere piena conoscenza del dualismo inconciliabile fra Bene e Male. Scelse il Male, per creare. Un Faust contemporaneo. Sfortunatamente, visse troppo poco per essere accolto dalla religione cattolica, e pentirsi dopo aver confessato i suoi peccati. Non riuscì più a emergere da quel baratro infernale nel quale lo aveva precipitato il suo Genio. Vittima di una cultura negativa, che ha finito col distruggere se stessa, ha lasciato un segno indelebile nella storia del rock. Ed è questo segno che noi rispettiamo, senza giudicare. Ma non dobbiamo farne un idolo. Non dobbiamo commettere lo stesso errore che fece Milton con Lucifero. Anche se Freddie, naturalmente, non fu Lucifero. Ma solo un bambino sfortunato, che non riuscì a farsi ascoltare per tempo dalla madre. Illuminato troppo tardi dalla Grazia. E questi versi rappresentano il momento più significativo della sua consapevolezza:
Mamma oeoeoeoe,
Didn't mean to make you cry
If i'm not back again this time tomorrow,
carry on carry on,like nothing really matters
It's too late,my time has come
Send shivers down my spine
Body's aching on it's time
Goodbye everybody,I've got to go
gotta leave you all behind and fade away
Mamma,oeoeoeoe
I don't wanne die,I sometimes wish
I'd never been born at all.
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| Inviato da:
perfomance2
Data:
24-11-2011 20:15
A parte ciò che ognuno può pensare o meglio ipotizzare sulla vita di Mercury, qui si sta parlando di celebrare la grandezza dell' artista, null'altro
una mente matura ed equilibrata sa riconoscere il talento artistico dell' uomo senza necessariamente condividerne aspetti della vita privata
ma chiaramente i fanatismi ideologici obnulibano ogni capacità di giudizio e discernimento
adesso, tralasciando la straordinaria produzione artistica di Mercury dentro e fuori dai Queen , penso che tutti qui concordiamo sul fatto che nella sua vita sessuale, sentimentale, ecc.. non vi sia nulla di biasimevole
ma vorrei sperare che anche se parlassimo di Jackson (pedofilo) o Polanski (stupratore) sapremmo applicare quella capacità di discernimento nel valutare la grandiosità della carriera artistica e la meschinità della vicenda umana, che manca a quei reazionari che si crogiolano nella propria ottusità
...e giusto per ricordare Mercury e i Queen, qual'è il vostro pezzo preferito?
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Inviato da:
soledamore (Campania)
Data:
24-11-2011 17:31
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Freddie Mercury non è stato mai un modello gay. Come ho già scritto, si è sempre dichiarato bisex. E al confronto di Lady Gaga, per esempio, di concreto nei confronti dei gay non mi sembra abbia fatto molto. Tiziano Ferro sarà anche un padre di famiglia, ma poi cessata la sua esperienza etero o bisex, si è dichiarato.
Inoltre stiamo parlando di rock, non di pop.
La cultura rock ormai sta scomparendo, inesorabilmente. E con essa lo stile di vita sex, drug & rock'n'roll. Sfortunatamente con essa sta scomparendo anche ogni afflato rivoluzionario nelle nuove generazioni. Sinceramente, non è che questa generazione di disillusi omologati, mi sembra meglio di quella degli sballati rivoluzionari che l'ha preceduta. Almeno prima c'era un sogno. Oggi è morto anche quello. Forse l'errore è stato quello di pensare che una rivoluzione la si potesse fare solo attaccando le convenzioni borghesi, alterando la propria coscienza e coltivando la promiscuità sessuale. Evidentemente il metodo era sbagliato. Ma insomma...non dovrei dirlo, ma forse era meglio un metodo sbagliato che il nulla.
Io spero che possa formarsi una nuova generazione sana e rivoluzionaria, che non sia moralmente disordinata e che faccia una vita regolare. Solo per questo vorrei che non si adottassero acriticamente certe icone. ma la vedo dura...
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Inviato da:
almadell (Veneto)
Data:
24-11-2011 17:14
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Ormai i modelli gay della musica pop
sono Ricky Martin e Tiziano Ferro:
padri di famiglia e romanticoni
(non mi stupirei se fossero anche astemi).
Droga e promiscuità rimangono il retaggio
di qualche icona anni 80 ormai vintage
(Boy George e George Michael).
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Inviato da:
soledamore (Campania)
Data:
24-11-2011 15:26
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Quando sei un personaggio pubblico, dalla popolarità internazionale, e sei diventato un'icona, il giudizio è inevitabile. Freddie è stata una delle voci più grandi della storia del rock, ma conduceva una vita disordinatissima: droghe pesanti, alcolici, frequentazione quotidiana di locali gay in ogni parte del mondo. Quando sei un'icona la tua vita diventa esemplare, la privacy non esiste più. Sei una personalità modale, e il rischio di dare un cattivo messaggio a chi è giovane e non ha ancora gli strumenti per distinguere tra mito e uomo, è fortissimo. Quindi basta con le ipocrisie e i buonismi, non si può affogare l'umanità di una persona nella sua grandezza artistica. Se questa umanità poi è dal punto di vista morale è molto discutibile, non nascondiamo la testa nella sabbia: diciamolo, perché solo in questo modo possiamo evitare che i ragazzini prendano come esemplare una vita di genio e sregolatezza, con le conseguenze che tutti sappiamo e che quotidianamente apprendiamo dalla cronaca: non la creazione di opere d'arte come "Bohemian Rhapsody" o "A night at the opera", purtroppo, ma un'overdose o un incidente mortale che magari coinvolge innocenti durante una folla corsa in autostrada alle prime luci dell'alba.
Dal punto di vista più strettamente omosessuale, c'è da dire che Freddie Mercury si dichiarò sempre bisex, e che nessuno dei suoi amanti riuscì a sostituire l'unica persona con la quale sia riuscito a costruire, per un certo numero di anni, un rapporto affettivo autentico: Mary Austin. Non ci fu nessuna storia omosessuale, fra le tante che ebbe, che potè porsi allo stesso livello di quella che ebbe con Mary. Secondo il suo biografo, che peraltro fu colui che gli stette vicino negli ultimi anni, fino all'ultimo respiro, i partner del suo stesso sesso furono numerosi (molto di più di quelli femminili) e la vita che conduceva era, di fatto, una vita gay, dopo che finita la storia con Mary prese conscienza della sua attrazione per gli uomini. Ma non si dichiarò mai gay.
Attenzione a parlare di intolleranza quindi, a proposito del governo di Zanzibar che si rifiuta di riconoscere l'icona Freddie Mercury come un suo mito. E' stata una decisione politica, ma non la rappresentazione di un sentimento popolare. Sul lungomare di Stone Town si trova anche un ristorante battezzato in suo onore, il Mercury's, e nel centro di Stone Town c'è un edificio che viene presentato dalle guide turistiche come la casa in cui Mercury sarebbe nato. In onore di Freddie Mercury è stato persino battezzato un crostaceo isopode endemico dei coralli attorno all'isola zanzibariana di Bawe, la Cirolana mercuryi.
E attenzione a confondere gli islamismi in unico grande calderone. La realtà etnica e culturale di Zanzibar è profondamente swahili, quindi africana nel senso di Africa Nera, subsahariana, non nel senso di Maghreb. Intendo dire che non esistono solo islamismi confessionali (del tipo di quello sunita o sciita, con le loro profonde differenze), ma anche islamismi influenzati dalle culture locali, e un musulmano iraniano è diverso da un musulmano marocchino, così come questi è diverso da un musulmano tanzanese.
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| Inviato da:
primadonna
Data:
24-11-2011 14:09
Credo che la sregolatezza se è vissuta sulla propria pelle non si possa giudicare. Normalmente noi del pubblico mitizziamo l'icona, la persona non sappiamo chi sia veramente. Da qualche tempo conosco una gloria del passato, un artista che è stato pura spazzatura e che ci vive ancora di questo...giuro, non ho mai conosciuto una persona interiormente più bella, pulita e corretta verso gli altri. Quindi su Mercury possiamo dire tutto quel che vogliamo ma se non l'abbiamo conosciuto personalmente non sapremo mai chi era veramente, cosa c'era in lui di buono e cosa di cattivo.
Freddie è stato tra i più grandi artisti rock e se lo giudichiamo sulla base di questo non possiamo che fargli monumenti su monumenti per le emozioni che ci ha dato.
I musulmani non sono primitivi o inferiori, anzi sono piuttosto sofisticati e complessi....però hanno una mentalità....non trovo la parola giusta...vabbe' lo dico come mi viene...hanno una mentalità e una cultura del cazzo, intollerante e odiosa.
Io rifiuto qualsiasi forma di razzismo, a cominciare da quello dei musulmani nei confronti di chi non si comporta "da bravo musulmano". Perchè rispetto a questo fatto di Mercury non parliamo di quattro esagitati afromusulmani che vivono alla periferia di Milano in condizioni di degrado culturale e sociale, ma parliamo di afromusulmani colti, che hanno strumenti e possibilità
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Inviato da:
soledamore (Campania)
Data:
24-11-2011 13:14
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Gli afro-musulmani non sono affatto esseri primitivi ed inferiori! Rappresentano la parte locale più evoluta del continente africano e sarebbero ancora più evoluti se non fossero vittime delle teocrazie che governano alcuni loro paesi e del vergognoso connubio fra alte borghesie locali e multinazionali, che si spartiscono la ricchezza petrolifera senza redistribuirla in maniera equa.
Freddie Mercury è stato un grande artista, ma attenzione a non mitizzarlo acriticamente, perché ha avuto anche il suo dark side: il suo stile di vita, sex, drugs & rock'n'roll, non è stato certo un esempio di ordine morale. La sua musica sembra provenire da un altro pianeta, se la confrontiamo con il pop insipido di una Ciccone. Ma la sua sregolatezza non può essere additata ad esempio, soprattutto per le generazioni più giovani.
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