L'occasione del rimorchio all'estero
di Stefano Orsini
Sabato 27 Febbraio 2010
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C'è chi, per affrontare un fine settimana alternativo, vola all'estero a caccia di avventure. Perché diciamocelo: essere in un posto nuovo, con gente sconosciuta agevola la caduta delle inibizioni. |
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Parte il week end e parte la caccia. Inutile negarlo, chi va nei locali gay varca la porta d'ingresso con delle speranze. E c'è chi decide, per allontanarsi dal solito tran tran sessuale, di dirigersi all'estero. Non è insolito prenotare un viaggio per una capitale europea e darsi alla pazza gioia in veste di turista, tentando il colpaccio con un bel ragazzo straniero. Si, certo, monumenti e chiese sono sicuramente da vedere, così come ponti antichi e caffetterie deliziose per fare qualche pausa durante le chilometriche passeggiate in centro, ma il vero divertimento parte di notte quando, con dettagliatissima guida alla mano, si sceglie la meta preferita per iniziare la caccia all'amante.
L'aria di novità e tutte le buone occasioni che offre una gita in un paese straniero accendono ancor di più il desiderio, in attesa che un nuovo torace si attacchi carnalmente al nostro. Ma quando finalmente, scrutando all'orizzonte, abbiamo adocchiato quel maschietto fatto proprio come piace a noi, con gli occhi da cerbiatto, quella barba incolta che fa tanto uomo virile, quel fisico perfetto e quei pantaloni il cui contenuto fa proprio ben sperare, come fare per rimorchiare in modo verbale una simile preda? Il problema della lingua è sicuramente da non sottovalutare, anche per capire bene le intenzioni dell'altro, sperando che quell'aria da gattino che cercavamo non nasconda unghie da tigre troppo affilate o che quell'orso cattivo non riveli un animo fin troppo sensibile e dolce.
L'unica lingua che possiamo utilizzare, se vogliamo essere decisamente sfacciati, è proprio quella che ci ha donato madre natura, facendo capire, magari sfiorando delicatamente il suo orecchio, quello che abbiamo in mente. Da non sottovalutare, in fondo, è anche il nostro fascino erotico in un ambiente che per tutti gli altri è fin troppo familiare, esattamente come il nostro solito locale gay pieno dei soliti elementi. All'estero, chissà perché, ognuno finisce per sentirsi più libero, ed ecco che cadono le inibizioni. Torneremo, poi, di nuovo nelle nostri sedi naturali, ma con la felicità di aver assaggiato un gusto nuovo, come un croccante involtino primavera dopo la solita indigestione di lasagne. |
Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
| Inviato da:
Rivas
Data:
3-03-2010 17:07
ripeto mi sa molto di volersi giustificare con "tanto fanno tutti così", non stupiamoci allora se la maggior parte della gente pensa ai gay come a Maicol, il ragionamento è lo stesso.
Infatti, l'esempio è identico. Finchè gli altri gay in stile non "Maicol" non si renderanno visibili, la gente avrà sempre l'idea che tutti i gay siano come Maicol.
L'invito era appunto rivolto alle coppie che vogliono il matrimonio: fatevi sentire, fatevi vedere...
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| Inviato da:
ospite0
Data:
3-03-2010 16:05
Chissà come mai quelli che pensano a migliorare la situazione giuridica per il riconoscimento delle coppie di fatto creano il bisogno di giustificarsi dicendo che alla maggioranza dei gay certi discorsi non interessano.
Il punto è: dove sono tutte queste coppie che vogliono i diritti riconosciuti?
Per gli etero internet abbonda sia di informazioni relative a chi vive una vita dissoluta, sia a siti creati intorno all'amore ed alla relazione di coppia.
Dove sono questi siti per i gay? Dov'è la voce grossa dei gay che chiede il riconoscimento delle coppie di fatto?
Si ha spesso più l'impressione che chi porta avanti questa battaglia lo faccia per far evolvere i diritti politici dei gay, più che per la voglia effettiva di molte coppie di vedersi i propri diritti riconosciuti.
L'impressione è che davvero molti gay vadano solamente al ristorante cinese, senza approdare ad altri ristoranti...
Un sito tra tutti è ad esempio gay-forum.it dove molti gay si scambiano consigli; sul fatto che poi molti mangino sempre allo stesso ristorante non ci piove ma da qui a dire che tutti si comportano così ne passa; ripeto mi sa molto di volersi giustificare con "tanto fanno tutti così", non stupiamoci allora se la maggior parte della gente pensa ai gay come a Maicol, il ragionamento è lo stesso.
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Inviato da:
almadell (Veneto)
Data:
3-03-2010 12:23
Guarda il mio profilo su Me2
Ehi, noi ci teniamo alle unioni civili!
Siamo anche disposti a metterci la faccia
e incidentalmente frequentiamo pure i battuage
(giusto per dire che libertini e fidanzatini
non sono due categorie auto-escludentesi).
Penso che ci si trasferisca all'Estero
per la vita notturna, il lavoro e la lontananza della famiglia
e non per i diritti civili: altrimenti si farebbe qualcosa in Italia.
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| Inviato da:
Rivas
Data:
3-03-2010 11:55
Chissà come mai quelli che pensano a migliorare la situazione giuridica per il riconoscimento delle coppie di fatto creano il bisogno di giustificarsi dicendo che alla maggioranza dei gay certi discorsi non interessano.
Il punto è: dove sono tutte queste coppie che vogliono i diritti riconosciuti?
Per gli etero internet abbonda sia di informazioni relative a chi vive una vita dissoluta, sia a siti creati intorno all'amore ed alla relazione di coppia.
Dove sono questi siti per i gay? Dov'è la voce grossa dei gay che chiede il riconoscimento delle coppie di fatto?
Si ha spesso più l'impressione che chi porta avanti questa battaglia lo faccia per far evolvere i diritti politici dei gay, più che per la voglia effettiva di molte coppie di vedersi i propri diritti riconosciuti.
L'impressione è che davvero molti gay vadano solamente al ristorante cinese, senza approdare ad altri ristoranti...
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| Inviato da:
ospite0
Data:
3-03-2010 10:26
solito articolo del gay che nn sa fare a meno di essere una troia....solite stronzate e poi si parla di diritti...ma finiamola....gay it sempre + in basso
Di ritorno or ora dal Queever, stasera c'erano le due lesbiche sposate dal Chiampa ieri sera. Dopo lo spettacolo le hanno chiamate sul palco per lodarle e una delle due ha preso il microfono e si è messa a parlare tipo minicomizio politico sui diritti. A un certo punto ha detto "chi di voi vuole pacsarsi con il proprio compagno?" POCHISSIME mani alzate (poi con più enfasi ha detto "chi vuole SPOSARSI?" e allora le mani alzate erano leggermente più numerose). Cmq hanno preso notevoli applausi. I tizi a fianco a me le prendevano in giro e parlavano male delle lesbiche.
Quindi "e poi si parla di diritti" in effetti penso interessi una minoranza dei gay.
Chissà come mai quelli che pensano a migliorare la situazione giuridica per il riconoscimento delle coppie di fatto creano il bisogno di giustificarsi dicendo che alla maggioranza dei gay certi discorsi non interessano. E' ovvio che frequentando discoteche, dark, cessi e piattolifici si trovino solamente gay a cui l'argomento non interessi; equivale ad andare a mangiare in un ristorante cinese e sostenere che a tutte le persone piace tale cucina: è ovvio che si abbia una visione ristretta delle cose; diverso il discorso nel caso si tenti di giustificarsi dicendo: siccome tutti i gay che sino ad ora ho incontrato nei pisciatoi che frequento pensano solo al sesso, io che mi comporto allo stesso modo mi faccio un pò meno schifo.
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| Inviato da:
allibito
Data:
2-03-2010 12:25
[quote="R.CASTILLO":u1zhp4c6] Provate ad andare a madrid e vedrete che questo articolo ha la sua ragione di essere VIVA MADRID!!!
Viva qualunque città non sia la tua, soprattutto quando anche le sedie e i tavolini sanno chi sei.
In qualunque luogo si sia la "novità", è possibile trovare maggiori opportunità rispetto a luoghi in cui si è "archiviati" nelle cartelle più antiche.
Non è la geografia, è la "notorietà" in un nuovo ambiente a fare la differenza. Fatti due anni a Madrid e a parte qualche turista vedrai che degli abitanti locali non tirerai su più nessuno...
eheheheh,
l'erba dei vicini e' sempre verde
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| Inviato da:
Rivas
Data:
2-03-2010 10:55
[quote="R.CASTILLO":mr7dn9p7]Provate ad andare a madrid e vedrete che questo articolo ha la sua ragione di essere VIVA MADRID!!!
Viva qualunque città non sia la tua, soprattutto quando anche le sedie e i tavolini sanno chi sei.
In qualunque luogo si sia la "novità", è possibile trovare maggiori opportunità rispetto a luoghi in cui si è "archiviati" nelle cartelle più antiche.
Non è la geografia, è la "notorietà" in un nuovo ambiente a fare la differenza. Fatti due anni a Madrid e a parte qualche turista vedrai che degli abitanti locali non tirerai su più nessuno...
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