Maicol Berti: io, il GF, il cambio di sesso, il trono, la De Pasquale

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Intervista al primo concorrente gay dichiarato nel Grande Fratello. Sei anni dopo.

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E’ stato il primo e (forse) unico concorrente gay dichiarato nella casa del Grande Fratello. L’abbiamo conosciuto con un look piuttosto discutibile a base di smalti, piastre, gloss e canottierine paillettate. Oggi, dopo quasi sei anni dalla sua partecipazione al reality, lo ritroviamo più maschio di tutti i concorrenti dell’ultima edizione della casa più spiata d’Italia. Ma non doveva cambiare sesso? “Non ho fatto nessun taglio. Il desiderio c’era, ma evidentemente non era poi così forte”, racconta Maicol Berti e aggiunge: “se arrivasse il trono gay a Uomini & Donne non mi tirerei indietro. Magari potrebbe essere la volta buona che trovo uno straccio d’uomo!”

Facciamo un passo indietro: che ricordi hai della tua esperienza al Grande Fratello?

Dell’esperienza al GF ho un ricordo bellissimo. È stato il viaggio più bello della mia vita. Gli anni e la malinconia mi assale. Quella casa, il confessionale, le risate i miei compagni, la mia età. Che bei tempi.

Non ti sei mai pentito di aver messo a nudo la tua vita privata?

(ride, ndr) quale vita privata? Non ne ho mai avuta una. Quando ho accettato di entrare nella casa del GF il mio obbiettivo era proprio quello di liberarmi. Volevo rinascere come persona. Il GF mi ha dato una seconda vita e non mi pento di nulla.

Pensi che la tua presenza (in quanto gay) sia stata utile a qualcuno da casa?

Beh direi proprio di si. Molte persone mi hanno scritto che, dopo aver visto il mio viaggio televisivo, hanno avuto la forza e il coraggio di dichiararsi. Anche nella mia famiglia per esempio.

Prego?

Credevo di essere l’unico gay e invece..

Eppure il mondo lgbt non si sentiva rappresentato da te…

Ho detto più volte che il GF l’ho fatto per me e non per voler essere d’esempio a qualcuno; non ho mai avuto questa presunzione. Credi davvero che il mondo lgbt si senta rappresentato da qualcuno? Ognuno di noi ha una storia, un vissuto. Non abbiamo bisogno di esempi.

Non ti sei mai sentito, o ti hanno mai fatto sentire, un avanzo da reality?

Si, ci hanno provato, ma in realtà non mi ci sono mai sentito. Io se potessi lo rifarei.

Poco dopo la tua esperienza nella casa più spiata d’Italia avevi parlato di un cambio di sesso. Strategia mediatica o mezza verità?

Per me accostare tutto quello che ho fatto là dentro a strategia mediatica è una bestemmia. Ho vissuto un gioco televisivo sulla mia pelle, con il mio cuore con la mia anima e non ho mai giocato sulla verità. Se ho parlato di cambio di sesso era perché, in quel momento, quella era la mia idea.

E poi?

E poi non ho fatto nessun taglio. Il desiderio, evidentemente, non era poi così sentito.

E’ facile gestire una vita che finisce sotto i riflettori e che poi torna nell’anonimato più totale?

Non è facile gestire la vita in generale. Se per anonimato totale significa non andare più in tv, beh ci si fa l’abitudine. E’ una ruota che gira. Prima ci sei e dopo non ci sei più; se invece si parla di affetto e calore umano non posso aiutarti perché è sempre bello essere riconosciuti e apprezzati. Soprattutto dopo sei anni dalla fine della mia edizione.

Oggi di cosa ti occupi?

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Mi occupo della mia vita, cerco ancora quella felicità che mi manca.

Hai visto quest’ultima edizione del GF?

Si, ho visto quest’ultima edizione e mi è piaciuto molto.

Ti è piaciuta la concorrente transessuale Rebecca de Pasquale?

All’inizio direi di si. Mi piaceva molto il suo modo di fare poi, però, con l’andare dei mesi, mi è piaciuta sempre meno.

Sei fidanzato?

No, sono single. Ti vuoi proporre? (ride, ndr)

Ti manca l’amore?

In alcuni momenti si. Ma, per ora, sto bene così.

Se Uomini & Donne adottasse una formula gay, ti piacerebbe partecipare?

Uomini e Donne è uno dei programma che ho sempre seguito e conosco molte persone che vi hanno partecipato e che, a fine percorso, si sono realmente innamorati. Se arrivasse la formula gay perché no? Magari sarebbe la volta buona per trovare uno straccio di uomo.

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