Nel caso qualcuno non se ne fosse accorto, domenica 5 giugno è morto sul colpo in un incidente stradale a Gorla Maggiore, il politico della Lega Nord Gianluca Buonanno.

La notizia è stata accolta sui social con un certo entusiasmo da parte di tutte le categorie che il suddetto ha alacremente insultato in vita, e sono tante, a cui si è contrapposta una fazione clerical-new age che si è strappata le vesti per il giubilo considerato infame e sconsiderato, una reazione che a detta loro metterebbe chi esulta sullo stesso piano etico del de cuius.

Un esempio perfetto delle critiche è questo articolo apparso su L’Huffington Post Italia, in cui Deborah Dirani (donna prima e giornalista poi) spiega che le invettive infami berciate da Buonanno, uomo al potere che esercitava il potere, non erano altro che il prezzo che si deve pagare per emergere nel caos della politica. Che lui probabilmente quelle cose nemmeno le pensava, che lascia una moglie e dei figli, e che invece le minoranze senza potere e senza diritti che si rallegrano della morte di un tale individuo quelli sì sono vergognosi infami, in quanto portatori di sentimenti sinceri, sintomo di grave ipocrisia perché provenienti da sedicenti pacifisti, progressisti et similia.
La giornalista si dice sideralmente lontana dalle idee profuse dal Buonanno, e gli imputa in effetti il grado di empatia di un sordo-cieco (sic!). Io ammetto di non avere esperienza con le persone non udenti e non vedenti ma prenderle ad esempio universale di esseri umani senza empatia mi pare, non saprei, assurdo, antistorico e nazista.

Ma senza contestare il discorso per inferenza inversa, e sorvolando su quella che spero essere una gaffe imbarazzante e non un pensiero strutturato, tutto quello che viene spiegato nell’articolo, che a prima vista può sembrare semplicemente un appello francescano al perdono è falso e sbagliato.

Innanzitutto nessuno gioisce per la morte dell’uomo, nessuno di chi ha detto o pensato ‘ce ne siamo liberati’ è felice di sapere la moglie vedova e i figli orfani. Si gioisce in quanto minoranza oppressa per la morte di un tiranno, di un agente che nella vita non ha fatto altro che promuovere odio. Un uomo malvagio e in malafede che ha instillato nei propri elettori xenofobia, razzismo e omofobia, in un circolo vizioso devastante.

Un uomo che ha deriso me e quelli come me. Che ha proposto di schedarci. Che avrebbe preferito la morte all’omosessualità. Che ci ha paragonato ai cani. Che ci ha offerto una banana da infilarci nel culo. Che ha deriso un ministro perché nera. Che si è detto soddisfatto del suicidio di un uomo in carcere per aver alleggerito le spese statali.

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Il pensiero che ogni opinione sia valida e vada difesa è il paravento per qualunque fascismo.

Certe idee sono state giudicate dalla storia e non possono essere rimesse in circolo. Le idee di Buonanno non sono rispettabili perché sembrano idee ma sono nella realtà bastoni. E la società civile, la società in cui viviamo, la democrazia, difende la parità e non il diritto per qualcuno di discutere brandendo un bastone.

Un personaggio pubblico è le idee che promuove. Essere contenti che una persona che non ha fatto altro che promuovere odio abbia lasciato questa terra è lontano anni luce dal desiderarne o provocarne la morte. Quel senso di fastidio per aver detto ‘qualcosa che non sta bene’ è figlio solo di una morale prepotentemente cattolica. Laicismo e buonsenso ci dovrebbero far capire al volo che le nostre reazioni private a un fatto pubblico non hanno alcuna connessione con il successivo svolgersi della storia.

Quest’essere obnubilati dalla necessità dell’happy ending è figlia di uno storytelling melenso da film pomeridiano. È il grande altro. È l’esatto opposto del laicismo, religioso e ideologico. È l’idea utilitaristica di quello che viene sputtanato come karma, la versione esotica del ricatto economico cattolico: un investimento da riscuotere in data da destinarsi.
Personalmente penso che un tale manigoldo non andrebbe messo sulla sedia elettrica. Penso che nessuno andrebbe messo sulla sedia elettrica mai. Ma penso anche che un tale lestofante andasse fermato, nel senso di non consentirgli di divulagare le proprie idee oltre il bar del paese. Però Dio o chi per lui l’ha voluto a sé, sono cose che succedono.

Preferisco che Gianluca Buonanno sia vivo o morto? Assolutamente vivo.

In un mondo ideale preferirei che ‘persone come Gianluca Buonanno’ esisessero o non esistessero? Preferirei non esistessero. Come preferirei non esistessero i fascisti, gli arroganti, chi si approfitta degli anziani e le zanzare.
In questa storia di morte e di sollievo vedo dei partigiani che passando per caso vedono un’auto delle SS ribaltata su un ufficiale morto. Questo vedo.

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