Durante il raduno dei vescovi in Polonia, Papa Francesco si è espresso con forza contro la libertà e l’autodeterminazione riguardo in merito alle questioni legate all’identità di genere (potete leggere il bollettino della Sala Stampa della Santa Sede con il discorso completo qui).

Il pontefice ha detto che stiamo “vivendo un momento di annichilimento dell’uomo come immagine di Dio”. Francesco ha descritto la sua visione della scena contemporanea: “In Europa, in America, in America Latina, in Africa, in alcuni Paesi dell’Asia, ci sono vere colonizzazioni ideologiche. E una di queste – lo dico chiaramente con “nome e cognome” – è il gender! Oggi ai bambini – ai bambini! – a scuola si insegna questo: che il sesso ognuno lo può scegliere.

Il Papa, in particolare, ha dato la colpa ai libri di testo forniti da “persone e istituzioni che donano denaro”. Il Papa ha anche dato la colpa “alla colonizzazione ideologica portata avanti da Paesi molto influenti. Quali siano questi Paesi, non l’ha detto. Citando il suo predecessore, Ratzinger, ha aggiunto: “Parlando con Papa Benedetto egli mi ha detto: sua santità questa è l’età del peccato contro Dio creatore. Dio ha creato l’uomo e la donna e noi facciamo l’opposto. E riferendo sempre sempre l’opinione di Ratzinger, ha aggiunto: “Dio ci ha dato uno stato “incolto”, perché noi lo facessimo diventare cultura; e poi, con questa cultura, facciamo cose che ci riportano allo stato “incolto”!”.

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Non è la prima volta, tra l’altro, che Papa Francesco se la prende con le persone transgender. L’anno scorso aveva dichiarato che queste persone che “manipolano” il loro corpo, per sfigurare l’immagine del uomo e della donna, sono pericolosi tanto quanto le armi nucleari”. Al momento è importante dire che non esiste, a livello dottrinale, una posizione ufficiale della Chiesa Cattolica sulle persone trans.

Tra i commenti che sono arrivati in queste ore, è degno di nota quello di Kelsey Louie, presidente di Gay Men Health Crisis per il quale il Papa sbaglia, perché “i nostri bambini meritano di sapere che hanno il diritto di scegliere e noi sosteniamo tutte le scuole che non opprimono i loro studenti lasciandoli liberi di crescere e scegliere, vivendo la loro vita nella identità con la quale si identificano”.

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