Esce domani in oltre 200 copie, grazie a 01 Distribution, uno dei film italiani più irriverenti e originali della stagione, Brutti e cattivi di Cosimo Gomez, in cui una banda di freak scatenati alla Alex de la Iglesia è pronta a organizzare un colpo grosso in una banca della periferia romana dove la mafia cinese nasconde quattro milioni di euro.
Nel cast ci sono, tra gli altri, Claudio Santamaria e Sara Serraiocco nei rispettivi panni de Il Papero e della Ballerina che sembrano davvero senza gli arti inferiori (il primo) e superiori (la seconda). Tutto merito degli effetti speciali digitali supervisionati da Stéphane Bidault.
“Tutta la progettazione e la lavorazione del film si è basata su disegni – spiega il regista Gomez – Alcuni, fatti da me, relativi a scene e personaggi e altri, realizzati da Marco Valerio Gallo, con la maggior parte delle sequenze del film disegnate sotto forma di storyboard.

“Il film, prodotto da Fabrizio Mosca e Luca Barbareschi per Casanova Multimedia e Rai Cinema – continua Gomez – ha ottenuto molti riconoscimenti fin dalla sceneggiatura che, nel grande lavoro di ricerca dei finanziamenti necessari, è stata sempre accompagnata da un mood-book con bozzetti, location, reference e dal nostro dettagliatissimo storyboard di 250 pagine. La preparazione del film si è fermata ed è ripartita molte volte, ma credo che ognuno di noi ha sempre avuto la chiara percezione che, prima o poi, saremmo riusciti a mettere insieme tutto il budget necessario. Il finanziamento più importante è stato quello di RaiCinema, che ha creduto nel film fin dalla prima stesura della sceneggiatura. Successivamente, abbiamo ottenuto il fondo Eurimages, e altri finanziamenti”.

“Quello che mi ha veramente coinvolto durante la lavorazione di Brutti e Cattivi – aggiunge Infascelli – è la grandissima attenzione per l’aspetto visivo del film, già in stesura della sceneggiatura. Cosimo viene dalle Belle Arti, dipinge e disegna benissimo. Per lui è molto naturale proporre attraverso un disegno un’idea per una scena. Questo ha fatto in modo che già durante la fase di sceneggiatura il film avesse, oltre all’ovvio impianto di scrittura che si stava creando, una parte visiva molto sviluppata: parlo di centinaia di disegni su cui noi discutevamo e impostavamo le scene. Ne è venuta fuori una sceneggiatura molto precisa e molto descrittiva in cui, ad esempio, abbiamo specificato meticolosamente anche la disposizione e il colore delle banconote rubate, racchiuse in un pacco di cellophane”.



