Ancora un caso di omofobia e razzismo dagli spalti della Premier League. Nel corso della partita tra Brighton e Chelsea, finita 1-1, diversi cori hanno indignato i presenti, con tre persone che sono state immediatamente fermate e arrestate dalla polizia del Sussex all’uscita dello stadio.
Gli insulti razzisti hanno preso di mira i giocatori del Chelsea, mentre gli insulti omofobi riguardavano i tifosi dell’ex squadra di Carlo Ancelotti e Antonio Conte. Paul Barber, vicepresidente del Brighton, è stato durissimo con i propri sostenitori.
Ancora una volta il nostro team addetto alla sicurezza, insieme alla polizia del Sussex, ha dovuto affrontare tre casi separati e indesiderati di disgustosi abusi razzisti e omofobici. Se la prospettiva di un divieto a vita di guardare le loro squadre giocare a calcio non è un deterrente abbastanza forte, dobbiamo porci la domanda se i tribunali debbano avere il potere di distribuire punizioni più severe. Siamo stanchi che la reputazione del gioco venga offuscata da queste persone. Trovo impossibile capire come e perché alcune persone pensano che sia accettabile comportarsi in questo modo, e ancora una volta chiarirò che ne’ il Brighton, ne’ la più ampia comunità calcistica tollereranno il razzismo, l’omofobia o qualsiasi altra forma di discriminazione in qualsiasi momento. Vorremmo esortare tutti i tifosi di segnalare immediatamente, direttamente a uno steward o tramite il nostro call center che garantisce l’anonimato, eventuali comportamenti discriminatori simili nel nostro stadio. Continueremo a intraprendere azioni più forti possibili contro questi individui bigotti: non sono benvenuti all’Amex e alle partite di calcio.
Parole chiare, nette, doverose. Se ad ogni insulto seguisse un’espulsione a vita dagli stadi, la piaga del razzismo e dell’omofobia potrebbe finalmente abbandonare i campi di calcio internazionali. Italia compresa.
